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EDITORIALE
36 - MARZO2011
 











L’arte nata povera è diventata ricca

Tutto inizia nel 1967, protagonista Germano Celant che lancia i “poveristi” portandoli per cinque anni in giro per le Gallerie, partendo da Genova, Torino e Roma. A poco più di quarant’anni di distanza il Movimento è quotato a livello internazionale e il campione della squadra risulta Alighiero Boetti (una sua mappa da Christie’s a Londra ha spuntato il record di 2.762.832 dollari); poi viene Pino Pascali (il suo Cannone Semovente ha realizzato sempre a Londra 2.622.083 dollari); poi vengono Mario Merz, Jannis Kounellis, Luciano Frabro, Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini, Giovanni Anselmo, Giuseppe Penone, Pier Paolo Calzolari, Gilberto Zorio. Il gruppo, probabilmente, oggi ha raggiunto il massimo della quotazione ma rimane il movimento artistico italiano della seconda metà del Novecento più conosciuto all’estero, anche se si è attenuta la carica innovativa. La società dei consumi ha assorbito lo sprint rivoluzionario ma ancora oggi l’arte povera mantiene una certa “giovanilità” quando riesce a rivisitare ancora la natura in chiave artificiale, chiamando gli esseri umani ad una nuova percezione del mondo: Dal punto di vista commerciale l’arte povera ha registrato in quarant’anni una rivalutazione media del 300%: un’operazione di marketing che conferma la massima potenzialità del risultato in una prospettiva operativa di trent’anni di lavoro, che coinvolge in sinergia critici d’arte e gallerie.

Franco Rosso

   
Il Liberty a Trieste

Ha preso il nome, più conosciuto internazionalmente, dal commerciante londinese Arthur Lasenby Liberty, che vendendo mobili in Londra all’inizio del ‘900 diffuse in quella città, forse più di altri, l’Art Nouveau. Il Liberty con la sua ridondanza di fregi, fiori e decori interessò fino ai primi decenni dello scorso secolo, l’arte, l’arredo e l’architettura influenzando la moda e tutto uno stile di vita dell’upperclass dell’epoca. Ma è senza dubbio l’architettura ad aver lasciato del Liberty i segni più importanti nelle nostre città. Trieste è un trionfo del Liberty con le famose e imponenti costruzioni quali Casa Valdoni; Casa Bratoli; Casa Smolars (definita “l’elogio alla piazza dei triestini”) e proprio dal 13 marzo al 19 giugno il Liberty viene celebrato con una importante Mostra presso la Sala degli Incanti nell’ex Pescheria. La Rassegna organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, grazie alla collaborazione con l’Ordine degli architetti della città ha fatto sì che l’allestimento sia stato curato da un gruppo di giovani architetti triestini. I grandi pannelli fotografici a colori presentano una quarantina di edifici, mentre fanno da corollario alla Mostra alcuni arredi e vetrate dell’epoca. Le immagini conferiscono grande suggestione e propongono ai visitatori una realtà che spesso sfugge al passante frettoloso che raramente volge lo sguardo verso l’alto, trascurando il pregio di molti edifici Liberty che come quelli presentanti nella Rassegna si trovano tutti praticamente nel centro cittadino. L’iniziativa fa parte di un circuito di eventi che in molte città italiane celebra il Liberty e questo favorirà una presenza di molti turisti in città. L’auspicio di ArteprimaNews è che ad accorgersi di questo patrimonio di bellezza non siano soltanto quelli che vengono da fuori ma che se ne accorgano anche gli abitanti: e che soprattutto acquisiscano una maggiore consapevolezza dell’habitat architettonico in cui vivono ed operano e che questo tripudio di bellezza induca a migliorare il comportamento civico in città. Perché, spesso, il menefreghismo civico che si traduce in sporcizia nelle strade e piccoli gratuiti vandalismi poco si concilia con una città che attraverso la sua identità culturale ed architettonica intende proporsi come polo attrattivo di un turismo culturale e cosmopolità.

Maria Gabriella Ferrazza



 
     
 
 
 


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