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Trieste - 12/10/2011
Presentato ieri al Tommaseo “Per amore di Elisa”,
l'ultimo libro di Ezio Romanò.
L’ultimo romanzo dell’autore triestino ci
trasporta con ritmo incalzante in un’avvincente
storia moderna che celebra i valori attraverso la comprensione
delle umane debolezze. Dalle vicissitudini economiche
internazionali alla mafia balcanica, dalla rivoluzione
dei costumi della società alla consapevolezza del
senso religioso, dalla scoperta di una paternità
mai sospettata all’imputazione di traffico di droga:
nulla è risparmiato alla vita di Giulio che alla
fine percorre il lungo pellegrinaggio che lo porta da
Roncisvalle al Duomo di Compostela per accorgersi sul
Cammino di Santiago di una luce che lo proietterà
in una nuova esistenza. Romanò si conferma autore
genialmente contemporaneo che sa descrivere le metamorfosi
psicologiche della nostra epoca attraverso un personaggio
che da una nuova scoperta della spiritualità, trova
l’energia per continuare la vita con spirito indomito.
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DECIMA EDIZIONE
DI “INTERNATIONAL TALENT SUPPORT - ITS#TEN” |
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International Talent Support,
la piattaforma creativa, creata e sviluppata dall’agenzia
EVE, dedicata alla ricerca ed al supporto dei giovani creativi
di tutto il mondo, ha presentato la decima edizione programmata
a Trieste nel prossimo mese di luglio.
Con uno storico di nove edizioni che hanno registrato 8.000
iscrizioni da più di 80 paesi con un network di 1000
scuole sparse in 70 nazioni, l’edizione 2011 presenterà
in occasione dell’anniversario una Mostra che racconterà
dieci anni di ricerca della creatività.
Dall’archivio creativo ITS#ARCHIVE, conservato presso
la sede di EVE, verrà scelto il materiale espositivo
attingendo da una selezione di oltre 9000 progetti, 150
abiti, oltre 70 accessori e svariate centinaia di foto raccolte.
La Mostra intende tracciare il percorso della creatività
di questi ultimi dieci anni, un “sismogramma”
unico che soltanto ITS poteva produrre. A veicolare nel
tempo e nello spazio i contenuti della Mostra il libro che
non si limiterà ad essere uno specchio della stessa
ma verrà arricchito da tutto il patrimonio frutto
della ricerca ITS.
La decima edizione di International Talent Support si terrà
in quella che Barbara Franchin (director & project supervisor
di EVE ITS#TEN) ha definito oramai la casa di ITS: il Salone
degli Incanti dell’ex Pescheria. Non è ancora,
invece, definitivamente decisa la sede della Mostra ma assicurano
Massimo Greco (Assessore alla Cultura) e Paolo Rovis (Assessore
allo sviluppo economico e turismo) a nome dell’Amministrazione
cittadina che sarà una sede prestigiosa. La manifestazione
conta sul supporto della Regione che, come ha testimoniato
l’Assessore alle attività produttive Federica
Seganti, è ben consapevole dell’indotto, anche
economico e non solo di prestigio che la Manifestazione
apporta in città e in regione. L’Assessore
Massimo Greco ha anche sottolineato come questa iniziativa
rappresenti uno stimolo importante per molte attività,
che hanno portato anche alla realizzazione delle interessantissime
e apprezzate Rassegne dedicate a Raffaella Curriel, Mila
Schon e Roberta di Camerino.
Quindi nel decimo anniversario della sua fondazione il 15
e il 16 luglio 2011, ancora una volta ITS porterà
Trieste nel mondo e porterà il mondo a Trieste.
Maria Gabriella Ferrazza
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| Carnevale… giochi di
allegorie e colore |
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Sabato 26 Febbraio p.v., alle 18,30, presso
lo spazio espositivo dell’associazione culturale “CarpeArtem”
(Via del Trionfo n. 1) avrà luogo l’inaugurazione
della rassegna d’arte: “Carnevale… giochi
di allegorie e colore”. L’evento, promosso dall’Associazione
culturale CarpeArtem, presieduta da Bianca Di Jasio, si
inserisce nelle celebrazioni del Carnevale triestino organizzate
dal Comitato Trieste in Palio che opera con il patrocinio
della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’Assessorato
Sviluppo Economico e Turismo del Comune di Trieste (particolarmente
gradita la presenza di spettatori “in maschera”
all’appuntamento).
La Mostra propone opere pittoriche, fotografia e scultura
di tredici artisti affermati e giovani emergenti e vuole
essere un nuovo omaggio di CarpeArtem a tutte le forme d’arte
impegnate alla valorizzazione del “bello storico”
e della cultura che vive e si alimenta in uno dei borghi
più antichi e suggestivi della Vecchia Trieste.
Le opere degli artisti, provenienti dal nord Italia e dal
litorale sloveno, Davide Skerlj, Alice Kepic, Pino Rasile,
Matjaz Fabe Fabic, Rita Marizza, Olga Pinchera, Paola Baccgalupo,
Carol Petelin, Sergio Bastiani, Luca Zuliani, Federica Pellegrino,
Claudia Benedetti e Gastone Bianchi resteranno esposte da
sabato 26 febbraio all’8 marzo (dal lunedì
al venerdì dalle 17,00 alle 19,30; il sabato dalle
10,00 alle 12,30)
Info 39 3348228996 – www.carpeartem.it
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| Le vele di Franco Pace a Miami
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Miami (--) - Trasferta oltreoceano della mostra
“LE VELE DI FRANCO PACE”, che dal 6 al 12 marzo
sarà a Miami, in Florida, al “Coconut Grove
Convention Centre”, in occasione della “Bacardi
Miami Sailing Week”.
L’esposizione del noto fotografo nautico triestino
Franco Pace - promossa dall’assessorato alla Cultura
del Comune di Trieste – era stata inaugurata nel
settembre 2009 al Salone degli Incanti, a ridosso della
Barcolana, registrando vasti consensi di pubblico.
“LE VELE DI FRANCO PACE”, hanno saputo incantare
per l’effetto scenografico suggestivo dell’allestimento,
con l’imponente presenza di ‘vele bianche’
che riempiono la scena, catturano gli sguardi.
Le vele, che rappresentano al meglio i mari, i cieli
e le imbarcazioni, da sempre caratterizzano gli scatti
fotografici di Franco Pace. Nell’imponente Salone
degli Incanti, accanto al mare, sulle Rive, l’effetto
scenografico, visibile dalle ampie vetrate di quella che
fu l’antica sede della ex Pescheria centrale, è
stato spettacolare: vele bianche alte 20 metri per 200
immagini, la metà di cui in grandi dimensioni e
un’illuminazione studiata per rendere visibile l’allestimento
anche di notte, hanno compiuto la ‘magia’,
calamitando l’attenzione e la curiosità anche
di chi transitava di lì per caso.
Franco Pace, che vive a Trieste, ma che il lavoro ha
portato molto frequentemente in giro per il mondo, opera
da trent’anni nel campo della fotografia, dove si
è fatto conoscere e apprezzare per il modo straordinario
in cui sa catturare e inquadrare le migliori immagini
sul mare e sull’ambientazione delle barche a vela.
E di ogni genere: dalle Classi Olimpiche alle super-imbarcazioni
della Coppa America, dalle eleganti barche d’epoca
alle grandi navi a vele quadre, dalle regate meno note
alle più importanti a livello internazionale. Un
bagaglio di cinque milioni di immagini scattate nel corso
della sua lunga carriera, sempre in corsa, dove gli avvenimenti
velici lo richiedevano, dove valeva la pena di esserci.
Senza mai risparmiarsi e lasciare nulla al caso, ha convogliato
tutte le sue energie e le sue altissime qualità
professionali per migliorare e raffinare gli scatti delle
sue immagini, producendo così stupefacenti foto
d’azione, sempre spettacolari e uniche.
Pace ha anche allestito diverse mostre personali all’estero,
tra cui a Parigi, una multivisione dal titolo “Signes
du Vent”. Tuttora collabora con prestigiose riviste
nautiche internazionali e ha pubblicato numerosi libri
fotografici, tra cui importanti monografie su grandi progettisti
del secolo scorso famose in tutto il mondo, assieme alle
sue ricerche sull’arte del restauro delle barche
d’epoca, tradotte in varie lingue.
Sui grandi velieri Franco Pace racconta: “Con le
loro vele quadre evocano lo spirito di avventura e di
scoperta che ancora oggi, come in passato, continua ad
affascinare, ma il momento migliore è sempre quello
che vede la nave lasciare il porto e dirigersi verso l’orizzonte,
mentre gli uomini in alto sui pennoni sciolgono le vele
al vento”.
INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste |
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| Per no parlar in...cicara! |
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Edda Brezza Vadiz, donna di cosmopolite vedute (nominata
Donna Cosmopolitan negli anni ’80 dall’omonimo
magazine) ma cittadina di Trieste, forma la sua istruzione
a New York dove segue corsi di produzione televisiva e cinematografica.
Funzionario dell’International Atomic Energy Agency
di Vienna è per trent’anni uno dei principali
collaboratori del premio Nobel Abdus Salam presso il Centro
Internazionale di Fisica Teorica, rivestendo importanti
incarichi. Nel 1999 crea l’Associazione Tredici Casade
per la quale dirige i grandi spettacoli rievocativi del
medioevo triestino. Nel 2008 Costituisce il Comitato Promotore
della Cultura Giuliana che si prefigge di recuperare i valori
culturali del territorio giuliano. Pubblica numerosi libri
di poesia e testi teatrali. Per mantenere viva la parlata
triestina dà alla stampa la piccola antologia triestina
“Abecé per resentar el talian int’el
Rosandra”. “ Per no parlar in cicara!”
è l’ultima sua fatica letteraria: un versatile
vocabolario dall’italiano al triestino, unico nel
suo genere, composto di oltre 15.000 lemmi italiani e 28.000
vocaboli dialettali. Il volume, realizzato da Luglio Editore,
è stato presentato mercoledì 16 febbraio presso
la Sala Azzurra del Consiglio Regionale: il regista della
presentazione, Piero Camber, Presidente della Sesta Commissione
del Consiglio Regionale ha sottolineato come il libro, che
la sua autrice definisce un chilogrammo di parole, rappresenta
un’opera importantissima di questa cultrice dell’identità
triestina che si presenta anche editorialmente molto interessante
perché inserisce nel vocabolario alcune poesie dell’800
che evidenziano il dialetto triestino come lessico applicato.
Camber ricordando che Trieste è una città
“orgogliosamente bastarda”, nella quale si sono
incontrate le più belle razze, oggi può disporre
di questo suo nuovo dizionario che aiuta a mettere un po’
d’ordine, senza mai cadere nelle facili battute del
vernacolo, scremando alcune regole – sempre difficili
da seguire in una lingua tramandata oralmente – consentendo
un’apprendimento più facile e corretto del
nostro famigliare modo di esprimerci. |
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| ARTE E DESIGN – UN ESEMPIO
DI RINASCITA DA EMULARE |
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Palazzo Rao in Miggiano (LE): quando la Bellezza
non ha tempo. La meravigliosa rinascita di un antico palazzo
grazie alla scelte di aziende leader che fanno dei prodotti
delle opere d’arte. Nel parallelismo
tra storia e bellezza, tra “vecchiaia” e modernità,
tra tradizione e memoria, trova un suo preciso spazio
un'altra meraviglia senza tempo, che, dopo decenni di
oblio, torna ad acquisire la sua forza, il suo carisma,
la sua eterna bellezza. Si tratta di “Palazzo Rao”,
antico laboratorio dello scienziato Diodato, professore
di chimica della seconda metà dell’ottocento
a Miggiano in provincia di Lecce, pezzo unico del patrimonio
architettonico e culturale salentino e nazionale, capolavoro
artistico dell’architetto Luca Fiocca, già
autore del "Manuale di un seduttore”, un ironico
saggio sull’estetica e le tecniche di approccio
al genere femminile. Conciliando il rispetto dell'antico
con il gusto per il moderno, l’acciaio con la pietra
a vista, le antiche porte d'ulivo secolare con i divani
coloratissimi, una piccola Jacuzzi tra piante tropicali
con imbrici di centenaria memoria, Fiocca ha cancellato
ineluttabilmente le rughe del tempo e il palazzo è
diventato straordinariamente contemporaneo. All'interno,
una farmacia dell'epoca che conserva ancora una boiserie
con una collezione di ampolle di Murano assieme agli strumenti
del famoso farmacista, e una cappella di famiglia con
decorazioni in oro zecchino, al tempo meta di pellegrini
che da tutta Italia, facendo sosta a Miggiano, raggiungevano
il santuario di Santa Maria di Leuca. Chiusa per qualche
anno, oggi, a seguito di una emozionante inaugurazione
alla presenza del grande critico d’arte Vittorio
Sgarbi (“senza parole davanti a tanta magnificenza”),
la Farmacia Rao è stata riaperta al pubblico, in
attesa di diventare verosimilmente un Museo. Il palazzo,
impreziosito da arredi “che trascendono il tempo,
lo spazio, le nazionalità, il genere e la professione”,
è invece residenza privata dei coniugi Luca Fiocca
e moglie, discendente dei Rao, farmacisti da sette generazioni.
“Apriti Sesamo” è la scritta che campeggia
sulla porta d’ingresso della camera da letto matrimoniale
del palazzo, cui si arriva da un corridoio curvo rivestito
in mosaico, il cui profilo ricorda i fianchi femminili,
“in un percorso labirintico alla ricerca della parola
magica capace di schiudere le più remote porte
della fantasia”. Pareti in pietra luminescente e
ciottoli bianchi di Carrara completano il tutto, assieme
a un murales Bisazza che ritrae Willy il Coyote e Beep
Beep. Tadè, Meridiani, Albed, Gandia Blasco, Fish
Design, Venini, Hermes, Baccarat, Taitù, Alessi,
Ivv, Versace, Salvadori Arte, Bisazza, Jacuzzi, Cassina,
Arclinea, Lema, DePadova e i parquet di Alberani Parketti:
sono solo alcune delle aziende che hanno contribuito in
modo determinante all'intervento di recupero, e che sono
giustamente annoverate nell'olimpo dell'industria manifatturiera
italiana e internazionale.
Capita così che un monumento avito occultato dall’oblio
dei secoli torni a brillare come un diamante purissimo
cui è stata restituita legittima lucentezza. Capita
così che la figura di uno scienziato geniale, colpevole
solo di essere troppo avanti nella comprensione della
realtà, venga recuperata dai cassetti polverosi
del Tempo e restituita alla fama e agli onori che merita.
Capita così che un “vecchio” capolavoro
dell’800 si trasformi in una straordinaria opera
dell’arte “contemporanea”, in cui si
fondono insieme passato e futuro, scienza e bellezza,
tradizione e design.
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Incontro con l’Assessore
Comunale alla Promozione
e Protezione Sociale Carlo Grilli |
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| D:
Assessore Grill, si avvicina la .conclusione del suo mandato,
come sta la società Triestina oggi rispetto a quando
ha iniziato il suo impegno di assessore?
Non c’è la presunzione di aver cambiato nulla.
Si è sviluppata una condivisione di obiettivi con
un ventaglio di operatori nel Terzo settore , pubblico
e privato, i Piani di Zona che vedono i 3 soggetti a dimostrazione
della necessità condivisa di sviluppare reti sinergiche
sul territorio. per le persone che hanno più bisogno
dei nostri sevizi e che non devono trovare un unico soggetto
ma devono trovare un ventaglio di risposte adeguate ai
loro bisogni.
D: Quali .sono i punti di maggiore criticità?
I punti sono l’aumentare in maniera esponenziale
delle situazioni di fragilità sia in termini demografici
con l’aumento di persone anziane che non deve essere
visto come un problema ma come obiettivo della comunità
che deve trovare adeguate risposte come la vecchiaia in
solitudine, le malattie della vecchiaia. Penso alle persone
con disabilità, con 5 bambini ogni 100 che nascono
con problemi e che hanno una durata di vita più
lunga;la società dovrà interrogarsi su come
affrontare questo tipo di necessità. Penso anche
alla difficoltà generazionale che sta assumendo
proporzioni silenti che trova spazio nelle denunce non
verbali da parte dei figli che, sempre più spesso,
possono trovare un conforto nella droga e nell’alcool.
Sono stati ampliati i centri diurni soprattutto per le
persone affette da malattie della demenza. Sul campo disabilità
abbiamo aumentato i numeri dei posti dei centri diurni,
delle comunità alloggio per disabilità grave
o complessa, implementando i servizi educativi scuola
e dopo scuola, promuovendo le vacanze che hanno come obiettivo,oltre
al sollievo familiare,la promozione di percorsi in autonomia
Abbiamo implementato i percorsi di conoscenza tra realtà
imprenditoriale e disabilità attraverso corsi di
formazione professionale con l’obiettivo di inserire
nel mondo del lavoro questi ragazzi Recentemente abbiamo
varato 2 appartamenti che son stati realizzati per persone
politraumatizzate causa incidente e che si ritrovano su
sedia a rotelle e che, per 6 mesi, sperimentano le opportunità
che la tecnologia mette loro a disposizione per poi replicare
queste tecnologie al loro domicilio. Per ultimo stiamo
lavorando con la Regione per la creazione di una fondazione
per “Il dopo di noi” che si pone di gestire
una adeguata gestione patrimoniale, immobiliare nel caso
la famiglia venga a mancare.
D: I ricordi negativi e positivi di questi anni di mandato?
I ricordi negativi sono fortunatamente pochi e sono legati
all’inizio del mandato pensando di non farcela visto
che io mi sono proposto in questo ruolo , sia per l’associazione
a cui appartenevo sia come padre di un ragazzo disabile
e da me ci si aspettava qualcosa in più. I ricordi
belli sono tantissimi perché si è creata
grande condivisione attorno all’Assessorato. Oggi
una persona mi ha fermato sul bus ringraziandomi. Il messaggio
del grande impegno è passato e io sono contento
di ciò.
D: Secondo Lei in questa società dell’effimero
e del virtuale è aumentata o diminuita la solidarietà
spontanea dei Triestini?
Non si deve parlare di Triestini o no. Nella società
si è evidenziata sempre più la delega all’altro.
C’è la badante per gli anziani,l’educatore
per i figli. Son convinto che una assunzione di responsabilità
da parte del cittadino in primis della famiglia e poi
degli enti che devono avere il servizio, oltre al mondo
del lavoro e dell’associazionismo, in pratica, nessuno
escluso, dovrà tornare allo stesso scenario di
40 anni fa
D:Secondo Lei esistono anche in città fenomeni
di “nuovo impoverimento” e cioè persone
che passano da una situazione di vita normale, anche se
modesta, ad una di criticità assoluta? Quali sono
le soluzioni?
Stiamo vivendo momenti di crisi finanziaria molto forte.
C’è un indebolimento della capacità
di riconoscere i beni veri dai superflui e oggi il mercato
offre beni superflui senza quali le persone si sentono
più ,povere e certe volte assumono stili di vita
non adeguati come ad esempio, attivare processi di finanziamento
che non possono essere sostenuti, un vertice in discesa
che può portare ad un impoverimento definitivo.
Tradotto come servizi stiamo attivando una iniziativa
, in collaborazione con la Caritas diocesana attivando
una un’iniziativa di accompagnamento finanziario
per favorire la gestione consapevole delle proprie risorse.
D: Cosa sono i Piani di zona?
I Piani di zona sono una legge che indirizza un percorso
di programmazione partecipata all’attivazione di
programmi che vengono promossi e condivisi in collaborazione
con tutti i soggetti che aderiscono a questo processo
anche associazioni e singoli cittadini possono portare
stimoli e favorire sinergie.
D: La condizione minorile?
La condizione minorile assume una priorità con
una lotta determinata a far sì che sempre meno
bambini possano utilizzare strumenti di comunità
favorendo le condizioni di disagio finanziario con adeguati
strumenti. Continua l’iniziativa della promozione
dell’affido dove non c’è possibilità
di mantenere contatto con la famiglia. Sul fronte lotta
alla povertà,un motivo di orgoglio,realizzato in
tempi strettissimi,il centro diurno finanziato dalla Fondazione
CRT e gestito dalla Comunità San Martino al Campo
sostenuto con gestione di fondi comunali e che durante
l’inverno diventa punto di ristoro mattutino.
D: I Suoi rapporti col volontariato?
I rapporti sono assolutamente postivi. Io vengo dal volontariato
e conosco la realtà. Il volontariato ci permetterà
di attivare nuovi servizi ma,soprattutto,di promuovere
quella società coesa e solidale che è l’obiettivo
massimo che vogliamo raggiungere.
D: L’accordo del 2 febbraio 2011 tra il Suo Assessorato,
la Federfarma, i medici odontoiatri e chirurghi?
L’accordo semplicemente fa sì che,ad esempio,le
badanti persone anziane non perdano ore d’attesa
dal medico di di medicina generale per i farmaci ma presti
attenzione allo anziano e le medicine vengono mandate
a casa.Il protocollo rappresenta la filosofia in cui ho
mandato avanti mandato.Le risorse non ci sono più
ma bisogna utilizzare le opportunità.
D: Cosa lascia al suo eventuale successore come impegni
o progetti da portare a termine?
Mi auguro di continuare: sono necessari 2 mandati per
cambiare le cose . Oggi conosco molto bene la macchina
in uso e i soggetti basati su stima e di fiducia che sono
le fondamenta per poi promuovere processi per la salute
sul nostro territorio .Nel caso non dovesse accadere lascio
un percorso ben avviato che vede nell’ integrazione
al territorio e nella voglia di continuare quella sorta
di laboratorio sulle tematiche sociali che Trieste da
sempre rappresenta. Mi permetto di sottolineare che la
figura dell’ assessore è una parte di un
mosaico più complesso e senza la quale non si potrebbe
fare niente a partire dalla figura del Sindaco che dà
il mandato e pone attenzione alle politiche sociali,i
miei colleghi di Giunta e il Consiglio Comunale che indirizza
il personale amministrativo che supporta da un punto di
vista tecnico il mandato dell’Assessore. Uno degli
elementi che mi han spinto a intraprendere questa avventura
è stata la condizione di disabilità di mio
figlio. Attraverso il mio lavoro ho trasferirlo agli altri
che la vita è bella,che va vissuta con ottimismo
nonostante i problemi.
Tiziana Boschini
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| Intervista al Questore di Trieste
dottor Giuseppe Padulano |
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D:
Signor Questore facciamo finta che non esistono problemi
di criminalità e di sicurezza,parliamo invece di
bellezza. Come ha trovato Trieste al Suo rientro lavorativo
in città sul piano dell’ordine estetico e urbano?
L’ho trovata una città effervescente ,in tendenza
con le sue diverse culture. E’una città, dal
punto di vista estetico, di straordinaria bellezza,con caratteristiche
di spunti e squarci con una architettura stupenda
D: C’è un collegamento,un circuito virtuoso
tra appeal estetico e comportamenti civili degli abitanti?
Sì. Qui c’è una grossa cultura della
persona, direi proprio fisica. Questo porta” a pretendere”
il rispetto dei propri diritti,c’è molta attenzione
e c’è coerenza perché il disordine della
persona non si concilia col senso di civiltà.
D: Quali sono le aree e i quartieri dov’è necessario
intervenire per migliorare le qualità esistenziali
degli abitanti?
Innanzitutto eviterei di dire che ci siano zone non vive.
Una città migliora quando tutte le componenti funzionano,quando
l’economia va avanti e quando si fa sistema . Dobbiamo
essere noi a cogliere quando qualcosa non va. L’imprenditore
fa sì che qualsiasi fenomeno anomalo venga segnalato
alla Polizia di Stato. Noi cerchiamo questo apporto all’esterno.
La Polizia vive e lavora bene se ha il pieno appoggio della
gente.
D: La multiculturalità che si respira a Trieste che
impatto sta avendo sulle abitudini di vita dei cittadini?
In questa realtà multietnica non ci sono state tensioni
sociali, qui convivono culture e religioni diverse. E’
un bel laboratorio di idee e di ricchezza culturale e dove
c’è cultura è più facile essere
sicuri ed è più facile garantire sicurezza.
D: La crisi generale in quale modo ha inciso nell’ambito
della criminalità?
Io non vedo un grosso impatto, nel momento di difficoltà
dell’economia, di criminalità locale. D’altronde
il decremento del 10% dei reati lo dimostra.
D: Un’isola felice?
Il termine “isola felice” fa torto a tutti gli
operatori di Polizia che fanno un lavoro oscuro, che non
appare, che non si vede,che non viene pubblicizzato , ma
che è il lavoro più prezioso per chi ha la
responsabilità della sicurezza pubblica della Provincia.
D: E’ stato Questore a Udine. La differenza dal punto
di vista della criminalità tra due città diverse
e vicine.
Il fattore comune è che sia a Trieste che a Udine
c’è la possibilità di fare sistema con
le Istituzioni locali e regionali. Differenze derivano proprio
dalla tipologia del territorio, dalla vastità territoriale
della provincia di Udine. Dal punto di vista di ordine pubblico
Trieste è una città più delicata, questo
deriva dalla sua storia perché a Trieste si vive
un’ atmosfera autentica mentre a Udine si incontrano
situazioni più consolidate.
D: La Polizia di Stato in questi anni si è sempre
più avvicinata ai ragazzi coinvolgendo le scuole.
I suoi rapporti coi giovani.
Il mio rapporto coi giovani è quello che la Polizia
di Stato attua da molto tempo, la Polizia verso il futuro,
non può prescindere dallo scendere tra i giovani
e farsi conoscere per fare cadere le barriere,con riserve
mentali. La Polizia non è contro nessuno e questo
stiamo dicendo, diffondendo in varie forme la cultura della
legalità, il rispetto delle regole,il rispetto degli
altri.
D: I ricordi positivi e negativi della Sua lunga carriera.
Ricordi, esperienze stupende che io ringrazierò sempre
e chi mi ha dato la possibilità di fare questo tipo
di esperienze . L’esperienza che ho fatto in Sud America,
in Colombia, dove mi sono confrontato con funzionari di
altri Paesi avendo modo di conoscere mentalità e
metodologie diverse che sicuramente mi hanno arricchito.
Il mio è un bellissimo e maledetto lavoro che ti
prende tutto.
Tiziana Boschini
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| NUOVE RESPONSABILITA’
PER DIRIGENTI E AMMINISTRATORI D’IMPRESE: MA LORO
A VOLTE NON LO SANNO. |
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I recenti crack finanziari stanno riproponendo
all’attenzione dell’opinione pubblica ma anche
dei singoli interessati le implicazioni legali ed economiche
che possono ricadere sui dirigenti e sugli amministratori
di aziende e società. Recentemente, in Italia, la
cornice giuridica è diventata via via sempre più
stringente attorno al ruolo dell’imprenditore e del
dirigente, passando dal codice sulla privacy al codice sugli
appalti, senza tralasciare la riforma legislativa sulla
salute ambientale nei luoghi di lavoro e la Legge 231 del
2003 sulla responsabilità delle imprese nei confronti
dello Stato. Assistiamo a livello mondiale a crescenti situazioni
di fraudolenza che hanno evidenziato problematiche sul versante
delle modalità di recupero di efficacia nel contesto
della globalizzazione, all’eccedenza dell’offerta
di beni sulla domanda, alla sempre più frequente
separazione della proprietà dal managemet aziendale,
alla crescente esposizione e permeabilità all’informazione
da parte dei portatori di interessi, mentre nel contempo
le richieste di risarcimenti per danni possono essere avanzate
nel caso di qualsiasi violazione, errore od omissione, anche
presunta, commessa con riferimento alla Legge, allo Statuto
societario o alle decisioni dell’assemblea, e le cause
in tribunale per queste problematiche sono molteplici. Molti
amministratori invece ritengono erroneamente di essere tutelati
dal contratto che li lega all’azienda mentre in realtà
il contratto stipulato tra Società e amministratori
regola solo in parte i profili di responsabilità
tra le parti che l’hanno stipulato. L’associazione
dirigenti aziende industriali (Federmanager), Form Team
e la Confederazione Nazionale dirigenti (Cida) hanno organizzato
una Convegno che si terrà domani, 10 febbraio 2011
alle 18,00, a Villa Manin di Passariano per discutere di
queste problematiche. Relatori: Riccardo Romanzin, vice
presidente di Form Team; Giampaolo Centrone, docente di
tecniche di gestione aziendale nelle Università di
Trento e Bolzano e Carlo Dapelo, Presidente onorario aggiunto
della Corte di Cassazione e già Presidente della
Corte d’appello di Trieste e del Tribunale del lavoro
di Torino.
Maria Gabriella Ferrazza
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| Addio al critico Sergio Molesi
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Combattivo fino all’ultimo,
si è spento venerdì 4 febbraio 2011 Sergio
Molesi. Indimenticabile insegnante negli Istituti d’Arte
del Friuli Venezia Giulia e al liceo Dante di Trieste,
Molesi è stato un critico d’arte amatissimo
da centinaia di artisti che l’hanno conosciuto e
del cui lavoro si era interessato con spirito di autentico
studioso. Curatore di decine e decine di Mostre, componente
del curatorio del Museo Revoltella, redattore di importanti
cataloghi, da giovane fu anche Presidente della Repubblica
dei Ragazzi dell’Opera Figli del Popolo. Lunga e
appassionata la sua collaborazione con l’Università
Popolare che negli anni ’60 e ’70 lo vide
impegnato in tante città istriane con conferenze
sulla storia dell’arte italiana, instancabile promotore
della nostre civiltà e cultura ai connazionali
di oltre confine. La personalità, i valori, il
carattere di Molesi possono ben essere sintetizzati in
una risposta che diede qualche anno fa ad un giovane che
gli chiedeva: “perché l’arte per lo
più chiusa in Musei e Chiese dovrebbe essere poi
così importante nella quotidianità dell’uomo?”
Così rispose Sergio Molesi: “perché
l’arte racchiude la bellezza e la travasa a coloro
che le prestano attenzione e nobilita così l’animo
umano. In compenso, l’arte per sua natura ha la
proprietà di rendere l’uomo più buono,
che a sua volta, lo porta a fare scelte migliori, elevando
poi la qualità della vita propria e della società
di cui fa parte”.
Franco Rosso |
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DUE+
Un progetto di Public Art per il "Premio In Sesto" |
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San Vito
al Tagliamento, ricca di luoghi storici e testimonianze
antiche, da quasi vent’anni offre i suoi spazi al
dialogo con l’arte contemporanea, dimostrando come
la produzione artistica dei secoli passati possa essere
valorizzata dal confronto con quella più attuale.
Il premio ‘In Sesto. Il luogo come
arte’ alla sua seconda edizione ha riproposto l’obiettivo
di coniugare il sedimento storico e l’intervento
contemporaneo attraverso un concorso di scultura e installazione
che coinvolge quattro artisti operanti nella regione al
fine di realizzare, nel tempo, un percorso tematico di
opere contemporanee.
I progetti degli artisti in gara, proposti da una commissione
composta da critici e storici dell’arte, sono stati
votati dal pubblico stesso della mostra, ormai sensibile
all’impatto dell’arte nel proprio contesto
urbano ed avvezzo ai lessici contemporanei.
Ad aggiudicarsi l’edizione 2010, il duo Marotta&Russo
(www.avatarproject.it), a cui lasciamo la parola
per un'auto-presentazione dell'opera:
Un’opera che abbia l’ambizione di rappresentare
un’opportunità per la comunità di
San Vito al Tagliamento (ma non solo) deve essere in grado
di porsi in dialogo con essa (ma non solo), in forma aperta
e comunicativa. E noi al dialogo siamo naturalmente inclini:
anzi esso rappresenta, per così dire, la “ragione
sociale” del nostro sodalizio artistico e della
nostra amicizia. Marotta & Russo, infatti, nascono
e trovano senso come due identità in costante volontà
di dialogo, fra loro e verso l’esterno.
La concezione del progetto, quindi, non può prescindere
dalla particolare collocazione fisica che l’opera
– se realizzata – avrà, un parco pubblico:
esso rappresenta uno spazio naturale, riprogettato come
spazio sociale, armonico ed architettonico. Ed ancor più
se, come in questo caso, in un contesto di “giardino
all’italiana”, non a caso invenzione e costruzione
rinascimentale (Palazzo Rota appartiene al periodo) capace
di mettere l’uomo al centro di un’esperienza
organizzata e culturalmente mediata. Concepita, insomma,
armonicamente a sua misura.
Abbiamo perciò ideato una scultura che fosse “da
vivere”, nella forma prima dell’esperienza,
in accordo con l’architettura e la funzione sociale
e ludica del parco, fisicamente e concettualmente posta
nel suo contesto. E capace così di riassumere in
sé – questo il nostro proposito – la
forma visibile e la misura ideale di una rete sociale,
offrendo con naturalezza la possibilità reale di
un incontro e di un dialogo fra i fruitori del parco.
L’opera è perciò costruita come un
sistema di seduta, a base modulare 2, nella suggestione
formale di un “tête-à-tête”
moltiplicato, moltiplicabile e aperto, naturalmente racchiuso
nella perfezione geometrica di un cerchio. E perciò
capace di offrire l’opportunità di creare
una rete sociale, da pari a pari, per lo scambio esistenziale
e la condivisione reale del tempo.
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LA NOTTE:
ispirazione per gli artisti
e fonte inesauribile di idee per i design. |
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Il mistero che avvolge le ore della
notte non ha mai smesso di affascinare noi esseri umani.
Forse perché di notte tutto sfuma o forse perché
come cità Lemony Snicket, autore di “Una serie
di sfortunati eventi”, l’ora di andare a dormire
spesso arriva proprio quando le cose si fanno più
interessanti. E senza dubbio la notte o meglio il dormire
è uno dei temi sui quali i design continuano a cimentarsi
cercando, e riuscendoci, di interpretare con forme e nuovi
materiali letti e accessori dedicati al tempo, che diviene
spazio vitale del riposo.
Nascono così nuove interpretazioni di letti con grandi
testiere e importanti imbottiture destinate a sorreggere
i cuscini per consentirci di leggere o goderci un film prima
di addormentarci. Reti che prevedono due o anche tre posizionamenti
di diverse altezze o, passando da un estremo all’altro,
bassi letti interamente realizzati in legno e forniti di
materassi, rigorosamente ecologici, il cui spessore veramente
minimo ci porta a dubitare della loro comodità (ma
il tatami in paglia di riso con doghe in abete ortopediche
assicura il massimo confort). E la magia della notte è
fonte costante di ispirazione e nutre la creatività
dei design che “vestono” di accessori il luogo
del riposo. Lenzuola, piumini, coperte in tutti i materiali
possibili con disegni e decori ispirati ai grandi dell’arte
e materiali naturali sapientemente sfruttati come il percalle
organico e l’intramontabile raso di cotone, così
elegante da consentire di cambiare il look a tutta la stanza
solo con la sua presenza sul letto. Una ricerca che non
si ferma di fronte a nulla e che ha portato a realizzare
coperte, ma anche cuscini e lampade in cachemire (in questo
caso reso ignifugo) per rendere sempre più piacevole
e salutare il momento del riposo. Maria
Gabriella Ferrazza
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| AVVOLTE DALL’ INVERNO |
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Ormai l’estate sembra essere un ricordo
lontano, al di la’ di qualche tiepido raggio di sole
unito a solitari ritagli di cielo azzurro, siamo alle soglie
della stagione più fredda. Le piogge sembrano non
mancare così come le giornate grigie, il vento ed
il buio completa il quadro avvolgendoci già dal primo
pomeriggio. E’ tempo di organizzarsi …la nostra
pelle deve essere pronta ad affrontare questo clima per
non soffrire, poi, a stagione inoltrata.
Eliminati per la maggior parte di noi i residui di abbronzatura,
meglio provvedere a calibrare il nostro programma di trattamento.
Il mercato in questo periodo dell’anno , da ampio
spazio alle novità in tutti i settori, in particolar
modo a prodotti “particolari” volti ad intensificare
la cura della nostra pelle.
Ampia scelta tra tutte le varietà di sieri , essenze
e perché no alle cure stagionali , ovvero dalle “ampolle”
in poi a quanto di più concentrato per energizzare
il nostro viso , renderlo più brillante , luminoso
e forte.
Perché ricorrere a questa tipologia di prodotti risulta
essere così importante? Perché sono prodotti
che agiscono in maggiore profondità rispetto alle
creme classiche ad uso comune ed amplificano, con maggior
intensità l’azione delle stesse.
Importantissimo inoltre , abbandonare i trattamenti fluidi
, le emulsioni per lo più utilizzate durante il periodo
estivo , meglio rivolgersi a texture più confortevoli
in grado di proteggere la nostra pelle in modo più
efficace , considerate anche che le temperature atmosferiche
progressivamente diminuiranno. Il comfort, infatti, è
certamente una priorità fondamentale per sentirsi
bene durante tutta la giornata , non dimenticando che gli
ambienti resi più asciutti dai riscaldamenti, piuttosto
che gli sbalzi di temperatura tra interni ed esterni provocano
stress dermici che dobbiamo contrastare.
Un viso particolarmente sensibile paga lo scotto di queste
variazioni. Particolari attenzioni dovranno essere poste
da chi soffre di rossori , fragilità estese , dermatiti
, patologie diverse della pelle piuttosto che sensibilità
legate a particolari periodi della vita.
Opportuno in questo senso utilizzare sempre una protezione,
un filtro solare che può essere garantito sia da
un prodotto cosmetico che da un prodotto di make-up. E’
fondamentale, anche d’inverno, contrastare fastidiosi
bruciori , rossori e la formazione di discromie diffuse.
Torniamo ai sieri: tutte le aziende cosmetiche propongono
innovazioni continue in questo senso , seguendo ognuna in
modo mirato filoni diversi legati ai vari principi attivi.
Una vasta scelta, per tutti i gusti e per soddisfare sogni,
ma anche tutte le diverse esigenze di ognuna di noi . Il
mio personalissimo consiglio su questo argomento, lo ribadisco
convinta, rimane sempre quello di seguire una linea evitando
di “pasticciare” unendo prodotti estremamente
diversi , che per quanto sicuri e di qualità , non
potremo sapere quali reazioni potrebbero avere una volta
sovrapposti ….a cominciare dalla detersione (sempre
fondamentale) per terminare con il trattamento notte.
Oggi più che mai abbiamo la possibilità di
scegliere, di ambire e di sognare di essere affascinate
grazie alla ricerca in cosmetologia in continua evoluzione.
Le aziende più selettive sono sempre più protagoniste:
da Sensai a Sisley, da LaMer a La Prairie e mille altre,
propongono il top dei trattamenti intensivi. La scelta è
ampia: essenze, lifting estremamente rassodanti, essenze
e concentrati rigeneranti ed illuminanti da utilizzare anche
sovrapposti sotto gli abituali prodotti di cura. …così
come i trattamenti in fiale da utilizzare proprio nei cambiamenti
di stagione .
Essere e sentirsi belle …questo l’obiettivo
di ognuna di noi. E non posso non considerare un’
altro aspetto legato alla nostra bellezza (peraltro oggi
sempre più frequente), cosa succede quando anche
l’utilizzo del più selettivo, prestigioso prodotto
cosmetico non ci soddisfa più??? Chi di noi, almeno
una volta, non ha pensato di ricorrere alla chirurgia estetica…
Anche in questo senso molteplici le soluzioni e le possibilità
di rivolgersi a dei professionisti che si occupano proprio
di questo. Al di là degli interventi veri e propri
sono tantissime le proposte di trattamenti a cavallo tra
medicina ed estetica, ormai cosmesi e medicina estetica
viaggiano insieme e non sono necessariamente strade alternative.
La bellezza passa attraverso la salute della pelle, dalla
prevenzione alla cura costante quotidiana, che contrasta
la formazione di rughe e cedimenti. I cosmetici ottimizzano
e prolungano gli effetti degli interventi estetici stessi.
La scelta è vastissima: dai filler alle iniezioni
di botulino, piuttosto che acido ialuronico, diversi tipi
di peeling (da quelli superficiali ai medi e profondi a
seconda delle diverse esigenze). E ancora… La radiofrequenza
, indicata per il rilassamento cutaneo , la luce pulsata
, ultrasuoni e laser… di tutto e di più purché
questi interventi siano sempre monitorati e seguiti dal
vostro medico specialista di fiducia: soltanto lui potrà
consigliare e seguire al meglio garantendo la maggiore sicurezza
possibile.
Il nostro pensiero finale, in una società che ci
vuole sempre al top (che si sia lavoratrici – in carriera
o no - madri, mogli impegnate a gestire casa e famiglia)
deve considerare anche che la bellezza di ognuna di noi
va al di là dell’età, e per ottenere
questo non dobbiamo dimenticare mai di prenderci cura di
noi stesse sia per preservare ciò che la natura ci
ha dato, sia per aumentare la nostra autostima dedicandoci
tempo ed attenzioni.
Susanna Corsini
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Intervista a Massimo Greco,
Assessore alla Cultura del Comune di Trieste |
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D- Arriva l'autunno e questo è
il momento migliore per trarre un bilancio sull’andamento
dell’estate turistico-culturale di Trieste…
R- E’ andata in maniera soddisfacente,
e ciò accade da qualche tempo. Già dal 2008
Trieste si giova dei flussi turistici che fanno riferimento
all’Istria e alla Dalmazia e che individuano nella
nostra città una tappa che merita una sosta.
Le mostre dei Serbi del 2009 , del Medioevo, musei e manifestazioni,
eventi serali al rivoltella e in altre sedi museali, Museo
del mare, hanno totalizzato quest’anno 12.000 presenze.
D- Come si è inserita l'attività
del suo Assessorato alla Cultura di Trieste in
questo ruolo turistico della città?
R- L'assessorato ha lavorato moltissimo nei compiti istituzionali
con l'ingente
patrimonio che il Comune gestisce. Ciò deve diventare
un asset per il territorio perché chi viene a Trieste
non credo lo faccia per vacanza balneare ma è attratto
dalla storia e dalle altre peculiarità che distinguono
Trieste rispetto alle altre città italiane.
D- I tagli pubblici alle attività culturali
in che modo si rifletteranno
sull'attività dell'Assessorato ?
R- Per il 2010 è stato possibile impostare una
buona stagione nonostante i minori contributi,
con risorse proprie del territorio e con il supporto della
Fondazione CRT, avviando un buon programma in termini
quantitativi e qualitativi.
D- Quali sono i principali appuntamenti organizzati
dall'Assessorato per i prossimi 6 mesi?
R- Il "Settebello" Triestino che accompagna
la parte finale del 2010 e il 2011 con sette iniziative
che sono iniziate con l'affascinante tema della vela dei
disegni di Franco Pace esposti per tutta durata della
Barcolana al Salone degli Incanti, ex Pescheria.
In questi anni ho cercato di lavorare con una certa coerenza
su ambiti di
carattere storico-artistico evitando l'episodicità.
Il secondo appuntamento riguarda la grande storia.
Sabato 2 ottobre è stata inaugurata al Castello
di San Giusto la grande mostra storico-documentaria "Cavour
e Trieste", dedicata, nel duecentesimo anniversario
della nascita ,a Camillo Benso,conte di Cavour, statista
piemontese che ha dominato la scena politica del Risorgimento
italiano.
Giovedì 7 ottobre la Grande Moda con la prima mostra
nazionale postuma
dedicata a Roberta di Camerino, grande stilista veneziana
scomparsa nel maggio scorso: pochi sono a conoscenza che
aprì un laboratorio di abiti proprio a Trieste,
negli anni Settanta.
Venerdì 15 ottobre la grande "Letteratura
triestina" con la mostra dedicata a Pier Antonio
Quarantotti Gambini, scrittore, giornalista e direttore
della Biblioteca Civica Hortis di Trieste.
Si festeggiano i cento anni dalla sua nascita.
Quinto appuntamento con "Autunno contemporaneo"
cui l'Assessorato ha sempre cercato di mantenere un dialogo
vivace e fecondo. Il nostro sforzo è quello di
richiamare in città significativi artisti di livello
nazionale. Quest’ anno personale di Fabrizio Serse,
che vive e lavora a Trieste ed è presente in molte
gallerie e musei nel mondo; è uno dei 100 artisti
che hanno innovato il linguaggio del disegno nell'arte
contemporanea.
A metà Dicembre si terrà, nella nostra città,
un importante ricordo a Palazzo Gopcevich dedicato a Tullio
Kezich, ad un anno dalla scomparsa e sarà visitabile
per tutto il mese di Febbraio 2011.
Figura poliedrica , Kezich , uomo di cinema come critico,
amico di grandi registi come Fellini e Olmi, produttore
televisivo di serie di grande successo come Sandokan.
La Mostra si articolerà in tre sezioni che si svilupperanno
sull'asse spazio-tempo Trieste-Milano-Roma, tappe fondamentali
della sua vita.
D- Assessore, quale evento organizzato nel corso
del Suo mandato ricorda con maggiore soddisfazione?
R- Ne ricordo tanti. Affettivamente il più caro
è la Mostra di Piero Marrusig al Revoltella
con la grande amica di Trieste, Claudia Gianferri, prematuramente
scomparsa.
D- Se c'è, cosa si rammarica di non aver
potuto fare in questi anni di mandato?
R- In termini realizzativi abbiamo lavorato a buonissimi
livelli, secondo me,
rispondendo alle aspettative a livelli di realizzazione
molto alti e non ci
sono particolari rimpianti. Un aspetto che avrebbe un
forte margine di
miglioramento è l'offerta culturale in genere che
dovrebbe godere di maggiore attenzione sia nel territorio
che in ambito regionale e a tal riguardo avverto sensibili
carenze.
D- Se non dovesse essere più Lei il prossimo
Assessore alla Cultura cosa suggerirebbe al suo successore?
R- Suggerirei di lavorare lungo i binari che io ho tracciato.
D- I suoi progetti futuri?
R- Limite e forza, campo alla giornata...
Tiziana Boschini
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| Scorze de mar |
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Trieste - 23/9/2010
Presentato ieri al Tommaseo “Scorze de mar”
un libro di poesie per riflettere, commuoversi e sorridere.
“Scorze de mar” questo il titolo della raccolta
di poesie in triestino con il quale fa il suo esordio
come scrittore Claudio Ceschin. Il libro, edito da Franco
Rosso Editore, è stato presentato ieri a Trieste
nella splendida cornice del Caffè Tomaseo. Il pubblico,
numerosissimo, ha seguito con interesse e partecipazione
l’evento e non sono mancati momenti di commozione,
complice la musica e la splendida interpretazione dei
brani letti dall’attrice Mariella Terragni. Franco
Rosso, nell’introdurre la serata ha sottolineato
come una raccolta di poesie venga sempre accolta dal pubblico
con una certa sorpresa perché nel lungo elenco
di titoli che ogni anno vengono pubblicati nel nostro
Paese, pochi sono dedicati totalmente alla poesia: ma
il libro rimane, pur nell’era informatica, un luogo
di calma, di rifugio dove ritirarsi e la poesia, come
afferma il Petrarca è sempre “sacra scrittura”.
E la raccolta con la quale fa il suo esordio come scrittore
Claudio Ceschin (triestino, manager con una carriera iniziata
dal basso nelle file della dirizione dell’azienda
AQUILA) impone uno sforzo all’immaginazione e rapisce
il lettore imponendo di pensare: una diga alle mode, ai
conformismi, alle idee preconfezionate. Il libro si presenta
con una accurata impaginazione e i disegni di Livio Rosignano
lo rendono quasi “un oggetto da regalo” che
sin dalla copertina rapisce. E sono state proprio le parole
di Livio Rosignano ad introdurre una nota di commozione
in apertura. Infatti il famoso artista ha esordito nel
suo intervento durante la presentazione rassicurando il
pubblico “sull’emozione che da la semplicità”.
E’ sì, perché di semplici ricordi
si tratta, ma sono ricordi così veri, così
sentiti e vissuti da trascinare il lettore in una atmosfera
nella quale sono i sentimenti a farla da padrone. L’autore,
uomo di mondo con grande senso dell’humor, non ha
saputo resistere alla tentazione di voler coinvolgere
i giovani nella lettura e lo fa in modo intelligente suggerendo
nel sotto titolo che la lettura è “consigliata
ai triestini sopra i 50”. Chissà se per curiosità
o per il gusto di non rispettare un’indicazione,
questo libro non coinvolga tanti giovani nella scoperta
che la felicità quasi sempre è nascosta
nelle cose semplici, magari solo…scorze de mar.
Maria Gabriella Ferrazza
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| Il Sanguealto di Davide Biraghi |
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Un libro fantasy, “IL SANGUE ALTO”
il primo di una trilogia “DARINIA”, sembra un
libro di moda, uno dei tanti, invece prestandogli la giusta
attenzione ci si accorge che custode più d’un
motivo di interesse.
Davide Biraghi nasce a Como e tuttora vive lì, su
un ramo del lago di “manzonina memoria”, è
appassionato di scherma medioevale e sta pensando al suo
futuro in un momento importante della sua vita. Si, perché
Davide ha 19 anni e da qualche mese ha sostenuto gli esami
di maturità e sta scegliendo il percorso universitario.
Alla luce della giovane età, ho creduto valesse la
pena leggere il suo libro, incontrarlo e farvelo conoscere
attraverso un’intervista di 10 domande alle quali
ha risposto così:
1. Chi è Davide Binaghi e come nasce l’idea
di scrivere?
Sono un ragazzo di diciannove anni appena compiuti. Vivo
in provincia di Como e ho concluso da poco il quinto anno
del liceo scientifico. Chi sono io? Bella domanda. Posso
dire che una delle mie particolarità è che
quando scopro qualcosa di nuovo e bello, mi ci butto a
pesce. Ecco come mi è venuta in mente l’idea
di scrivere: leggendo e appassionandomi alla bellezza
che mi trovavo davanti. Vi è mai capitato di vedere
in un museo un quadro così bello tanto d’avere
il desiderio di averlo dipinto voi? A me questo desiderio
è venuto leggendo Tolkien e Dikens. Così
ho raccolto un po’della fantasia che mi galoppava
in testa e via ad immaginare.
2. Perché il fantasy?
Perché il fantasy è impeto, ambizione, stupore
e passione. Il fantasy è lo specchio dell’anima
umana depurata dalle ombre delle paure e delle impurità.
Nel fantasy tu diventi il creatore ed il custode di un
mondo completamente tuo che nessuno può toccare
o rovinare. Ho scelto questo genere perché in esso
trovano spazio la meraviglia, il coraggio, l’avventura,
la straordinarietà e soprattutto l’eroismo,
tutte cose delle quali il mondo reale avrebbe tanto bisogno
nella nostra epoca.
3. Pensavi che il racconto che stavi scrivendo potesse
diventare un libro?
A dire il vero è da quando vado all’asilo
che invento racconti, e non avevo mai pensato che questi
potessero diventare libri pubblicati; ma dopo aver letto
qualche libro di Cristopher Paolini che ha pubblicato
il suo primo romanzo a diciassette anni mi sono detto:
“Se ce la fa lui …” E così, finito
di scrivere il libro mi sono messo a farlo girare un po’.
4. Da dove nasce l’ispirazione?
L’ispirazione non è altro che un accorgersi
di un desiderio di bellezza che già è presente
in te. L’ispirazione può nascere in qualsiasi
momento e da qualunque, e dico qualunque, cosa. A me ad
esempio è venuta mentre stavo camminando per una
strada di un paesino di montagna. Il mio sguardo si era
posato qualche secondo sul muro di una casa. E mentre
fissavo questo muro mi è venuta in mente la scena
iniziale del mio racconto. Un po’ di fantasia ha
fatto il resto, ma la mia vera ispirazione la devo a quel
muro.
5. Quando hai pensato alla trilogia?
In seguito, andando avanti a scrivere, mi sono accorto
che il racconto che volevo narrare era un po’ troppo
lungo. Così ho diviso la storia in tre. Ora sono
a metà del secondo libro, e quindi a metà
della storia.
6. Quanto del tuo quotidiano c’è in quello
che scrivi?
Tutto e niente. Alcune cose sono immaginate e ragionate.
Altre sono idee che mi vengono nel sonno. Altre ancora
idee che mi vengono nel quotidiano. Ma alcune cose che
descrivo sono veri e propri fatti della mia vita, che
trasformo in chiave simbolica. Rendo il mio quotidiano
straordinario e viceversa.
7. Hai superato l’esame di maturità…
E dopo ? che posto avrà lo scrivere in questa scelta?
Ebbene si, purtroppo o per fortuna la maturità
è archiviata. Dopo penso di cambiare aria e andare
a Valenza Po a studiare oreficeria. Non è il classico
lavoro che uno si aspetterebbe da un liceale, ma ho la
passione per l’oro, le doti creative e artistiche
necessarie. Vedremo. Una cosa però è certa:
non abbandonerò la scrittura.
8. Tu hai avuto problemi di dislessia, oggi sei un giovane
autore di un libro fantasy ,né banale, né
comune, come è successo?
Il fatto di commettere in continuazione errori ortografici
è stato sempre un peso per me. Ad esempio alle
medie scrivevo i temi più belli della classe, ma
spesso prendevo l’insufficienza. Idem al liceo prima
di scoprire la mi dislessia. Comunque questo non è
stato un ostacolo per la stesura del mio libro: se ti
piace veramente fare una cosa non importa se la fai commettendo
errori. E poi quando si scrive non è importante
come lo fai, ma cosa comunichi facendolo.
9. A Quando la seconda puntata?
Al più presto, spero. Ho poi in sospeso due altri
romanzi (non fantasy), un libro di racconti ed una raccolta
di poesie.
10. Quale dei tuoi personaggi è di più Davide?
Credo che l’intero mondo di Darinia sia un po’
il mio autoritratto, ma senz’altro Darn è
quello che più mi dovrebbe assomigliare.
Dal’entusiasmo e da come Davide ha deciso di rispondere
alle ns. domande, diventa interessante, per chi legge
comprare questo libro e seguire la carriera di questo
giovane scrittore che dimostra una passione e una maturità
che vale la pena coltivare.
Il libro
Il giovane Darn della famiglia dei Cacciaorsi, discendente
di umili minatori e cacciatori del piccolo e marginale
villaggio di Caponord, al compimento del suo ventesimo
compleanno si presenta al castello del conte Stefan per
il reclutamento nella milizia. In quell’occasione
il giovane viene affidato al cavaliere Torn come guida
per un‘importate missione. Inizieranno qui le avventure
di un giovane eroe che, raccolto dal destino, si troverà
a dover agire per salvare un mondo sull’orlo della
distruzione e a combattere contro gli schiavi dell’antico
male. Per difendere la propria nazione, con l’aiuto
di valorosi compagni, riuscirà poi a raggiungere
le leggendarie terre dei ghiacci, dove riscoprirà
le origini della sua antica razza: i sanguealto.
Il giovane Darn è l’emblema di tutti i ragazzi
del mondo reale che, liberati dal torpore della quotidianità,
devono riscoprire il proprio destino e le proprie gloriose
origini per mettersi in gioco per compiere la cosa più
grande della quale sono capaci: l’eroismo.
Franco Ferrazza
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| L’IMPORTANZA DELL’
IMMAGINE |
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In una società caratterizzata da
ritmi frenetici e puntualizzata da un quotidiano che gioco
forza ci costringe a svolgere qualunque mansione con velocità
per rispettare tutti gli impegni … troviamo il tempo
di pensare a noi stesse? Di curare la nostra immagine?
Non e’ certamente un’impresa facile ,ma non
dobbiamo dimenticare quanto sia fondamentale sentirci
bene con noi stesse, sempre , in ogni situazione ed occasione.
Dal punto di vista psicologico il nostro equilibrio ci
sosterrà specie se conquistato con fatica , com’
è ormai per la maggior parte delle donne. Ma qualora
così non fosse la nostra immagine sarà sicuramente
il primo passo per acquisire nuove certezze e proporre
sempre il meglio di noi.
Da dove iniziare? Dal ritagliarsi nell’arco della
giornata piccoli spazi dedicati a noi stesse. Siamo quasi
al termine dell’estate, l’ideale , qualora
fosse possibile sarebbe concedersi del relax all’
interno di qualche beauty farm.
Un delizioso peeling ed un trattamento corpo completo
di massaggio doneranno alla nostra pelle una nuova luminosità
ed energia. Potremmo optare per il peeling con il sale
e lo zucchero, morbido non aggressivo per togliere le
cellule morte, levigare la pelle e restituire doratura
alla nostra abbronzatura.
Un trattamento corpo al cioccolato compenserà le
eventuali carenze affettive e ci riporterà alla
nostra infanzia , ma con il massimo dell’idratazione.
E non dimentichiamo di considerare i “pacchetti”
week – end bellezza e benessere, ad esempio per
le gambe. Al percorso vascolare (acqua calda e fredda)
e all’immersione nella vasca idromassaggio, vengono
abbinati gli effetti di due hit- treatment innovativi.
Il primo un impacco effetto frozen speciale, un fango
che sfrutta le benefiche proprietà dell’acqua
termale con una miscela di estratti vegetali (rusco,ippocastano,edera
e calendula) effettuato con un massaggio relax. Poi un
massaggio manuale che attraverso sfioramenti leggeri e
pressioni mirate permette l’eliminazione di liquidi
e tossine.
Tutto fantastico: ma se è fuori dalla nostra portata,
potremo costruire il nostro piccolo trattamento beauty
farm in casa.
Un buon talasso-scrub ed un trattamento super idratante
e drenante ci consentiranno di ottenere lo stesso effetto
magari con un po’ d’impegno in più.
Superfluo ricordare che dovrebbe rientrare nelle nostre
abitudini aver cura del nostro corpo costantemente in
modo da non dover correre ai ripari quando ci rendiamo
conto di averlo trascurato. Come in tutte le cose la costanza
paga sempre quindi cerchiamo di averla quotidianamente.
Abbiniamo ed alterniamo i prodotti specifici: per il rassodamento,
la bonificazione, la cellulite.
Uno sguardo attento anche alle nostre mani: l’autunno
deve indurci ad una opportuna manicure con un delicato
esfoliante mani ed unghie (l’ultima tendenza è
rappresentata dagli smalti in tutti i possibili colori).
Una tendenza inavvicinabile se prima non avremo avuto
cura delle mani e delle unghie. Un buon trattamento mani
, magari alla paraffina donerà nuova luce e levigatezza
alla nostra pelle, uno specifico per il trattamento delle
unghie e tutto sarà pronto per dare il via al look
delle nostre mani.
Uno tra i più famosi brand di make-up oggi propone,
per la nuova stagione, una gamma di smalti in soli tre
esclusivissimi colori distribuiti altrettanto esclusivamente
nella sola boutique del brand stesso!!! E c’è
da scommetterci che in autunno si farà a gara per
questi colori così di tendenza! Ma il mercato dello
smalto americano ormai impazza anche in Italia tra le
clienti più giovani . Un mix di moda, tendenza,
qualità, gamma colori e prezzo: caratteristiche
che non si possono trascurare e che faranno parlare del
fenomeno.
A queste considerazioni dobbiamo aggiungere una riflessione
inevitabile : “siamo quello che mangiamo”,
tantè che il nostro stile di vita influenza lo
stato dell’epidermide, molto di più di quello
che immaginiamo. Quest’ultima registra ogni nostro
comportamento e ce lo restituisce attraverso l’aspetto
esteriore. L’invecchiamento della pelle alla fine
altro non è che un complesso di alterazioni suscettibili
all’influenza di alcuni fattori, come il fumo, l’esposizione
al sole , l’inquinamento atmosferico.
L’alimentazione e’ di certo uno dei tasselli
fondamentali che contribuiscono ad accelerare o meno le
alterazioni della nostra pelle. Seguire una dieta il più
possibile equilibrata, evitando gli eccessi ma anche le
diete senza alcun controllo medico, quasi sempre dannose.
Potrà anche essere opportuno ovviare alle eventuali
carenze di minerali e vitamine affidandosi a degli appropriati
integratori, abbinando sempre un minimo di attività
fisica.
Tutto questo può sembrare un impegno “faticoso”:
ma, alla fin fine non è così. E d’altra
parte rappresenta un pass par tout per approcciare la
moda e le nuove tendenze colori di questo autunno. Converrete
che ne vale la pena!
(nel prossimo appuntamento parleremo della cura di viso
e make-up).
Susanna Corsini
>> Susanna Corsini
il 6 settembre presso il Grand Hotel Entourage terrà
un corso
di immagine estetica. > Esercitazioni
pratiche personalizzate
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| L’ORGANIZZAZIONE PERFETTA |
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Massimo Folador, un maturo
manager d’impresa, si trova in un convento benedettino
e casualmente fa la conoscenza di un Monaco, con il quale
inizia uno splendido ed avvincente dialogo.
Questo è il punto di partenza dell’interessantissimo
libro “l’organizzazione perfetta” che
in modo molto serio e approfondito analizza i 500 anni
d’esperienza benedettina, cercando di estrarne consigli
e provocazioni per chi fa impresa oggi.
Sicuramente questo testo non dà “istruzioni
per l’uso”, ma costringe chi lo legge con
attenzione ad andare a fondo di una esperienza come quella
benedettina che prendeva e continua prendere spunto dalla
realtà, per rispondere con passione e grande attenzione
al bisogno quotidiano dell’uomo.
L’autore non ha paura di introdursi e introdurci
nei meandri complessi della “Regola”, supportando
le sue argomentazioni con citazioni interessanti e non
scontate, come Charles Péguy, poeta francese dei
primi del ‘900 del quale cita alcuni stralci dell’argent
o Giorgio Vittadini, statistico contemporaneo, profondo
studioso e sostenitore della sussidiarietà e questo,
senza mai perdere di vista il rapporto con l’organizzazione
nel lavoro di oggi, ma giustamente lascia al lettore il
passo ultimo, quello di portare le sue provocazione nel
proprio quotidiano per renderle operative.
Molti considerano questo libro rivolto ai manager del
mondo no profit, io invece mi sento di dire che è
una lettura di grande provocazione e utilità anche
e soprattutto per il mondo profit, dove è sempre
più urgente portare un approccio che lavori sul
medio e lungo termine e l’esperienza benedettina
è un esempio fulgido di questo, mentre è
sempre più difficile trovare nelle aziende moderne
dove si lavora sempre di più sul just in time .
Ve ne consiglio volentieri la lettura.
Franco Ferrazza
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| VIAGGIO NEL COLORE DELL’ORIENTE. |
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Colori, sapori, odori ed immagini da uno
scenario completamente diverso in ogni suo particolare.
Un’esperienza meravigliosa, un sogno diventato realtà,
mi ha permesso di scoprire in un tempo breve quanto cultura
ed estetica possano unirsi e creare un mix perfetto.
Volata dall’altra parte del mondo per toccare con
mano le nuove tendenze , lo stile e le immagini del mondo
femminile in una città come Tokyo.
La prima sorpresa in assoluto: “il sorriso”,
giovanissime o no, tutte, indistintamente, regalano cortesia,
gentilezza ed un sorriso a chiunque si rivolga a loro
in perfetto stile “omotenashi”.
“Omotenashi” (ospitalità), servizio
ispirato all’ospitalità giapponese che non
ha eguali.
E’ l’atteggiamento di essere grati per ogni
occasione di servire i clienti ed essere premurosi ed
attenti ai loro bisogni, in ogni occasione possibile.
In ogni luogo, dai negozi agli hotel si notano particolari
accorgimenti di orientamento al cliente: dai fiori che
a seconda della stagione danno il benvenuto agli ospiti,
ceste di vimini accolgono le borsette delle signore per
evitare di appoggiarle a terra, tutte situazioni preparate
prima affinché gli ospiti si sentano a loro agio.
Migliaia di persone si muovono all’ interno di una
metropoli ordinata e pulita, l’atmosfera è
di relax nonostante la frenesia del movimento. Puoi tranquillamente
passeggiare anche fuori dal centro in estrema sicurezza
senza correre il pericolo di sentirti sola o minacciata.
Tra le mille situazioni di colori e insegne luminose è
davvero impossibile non notare anche il look del personale
all’interno dei vari “store”.
Tutte ragazze coloratissime, un abbigliamento variopinto
e allegro, strano direi, creato anche con poco ma bellissimo
da vedere. Abiti leggeri sopra i pantaloni, fiori ovunque,
dall’accessorio alle scarpe, calze e leggins coloratissimi,
abbinati anche in contrasto, cappelli di ogni forma e
taglio, un flash pazzesco molto lontano dal nostro gusto
ma divertentissimo.
Una cura estrema del particolare, dell’accessorio
e per finire del make-up.
Tra gli accessori più simpatici migliaia di varianti
di mollette, mollettone e fiori enormi per i capelli,
indossati con disinvoltura ad ogni ora del giorno, per
non parlare di carinissimi calzini di tutti i tipi a sostituire
i nostri fantasmini da indossare con le ballerine ad esempio,
pizzi fiocchi e nastrini ovunque.
Unghie? Tutti i tipi e generi, colorate, una diversa dall’altra
con disegni meravigliosi e strass per le più giovani,
diversamente franch - manicure o mono-colore con gli abbinamenti
ideali al look del momento.
Certo non avrei mai potuto trattenere la mia curiosità
dal visitare i mega department–store, all’interno
dei quali si snoda l’asse profumeria.
La premessa è che in Giappone non esistono le profumerie
tradizionali come da noi, ma solo queste enormi realtà
oppure i negozietti di cosmetici abbinati alla drogheria,
coloratissimi e pienissimi di articoli di ogni genere.
Un’emozione entrare all’interno di questi
dep-store.
Tutto si muove in un’armonia perfetta, un ambiente
luminoso e tranquillo dove ogni singola cliente si accomoda,
seduta al proprio banco di preferenza e si fa consigliare,
truccare e servire dalla propria beauty consultant, elegantissimo
da vedere!
Incarnati luminosi, molto eye-liner, sfumature colorate
coperte da simpatici glitter di ogni genere.
Un album del colore si apre per quanto riguarda gloss
e rossetti, di ogni varietà.
Per le signore fuori dal target “glitter”,
l’eyeliner rimane leader in ogni make-up, tendenzialmente
nero al massimo marrone cosi come la tonalità del
rossetto irrimediabilmente rosso brillante.
Ecco qui, alcune brevi notizie da un mondo lontano che
fondamentalmente ci insegna che ognuna di noi non deve
mai perdere di vista la cura della propria persona, trovare
sempre il modo, il tempo e l’entusiasmo per volersi
bene e regalare un sorriso.
>> Susanna Corsini
il 6 settembre presso il Grand Hotel Entourage terrà
un corso
di immagine estetica. > Esercitazioni
pratiche personalizzate
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Intervista a
Giorgio Voghera
di Edoardo Gridelli |
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….A
proposito di "Un dialogo" corrispondenze epistolari
tra Biagio Marin e Voghera - che ricordo hai dello scrittore
gradese?
"Biagio Marin l' ho conosciuto tardi,
si, conoscevo Ie sue opere. Ie poesie in gradese, qualcosa
di prosa in lingua, era una persona gia molto affermata
prima della guerra e si e sviluppata tra noi, nonostante
la grande differenza di eta e diciamo se si vuole di livello
intellettuale, una buona amicizia...,,piu che altro una
relazione epistolare. Io, come tutti sanno, sono un grafomane,
scrivevo delle lettere lunghissime a cui Lui rispondeva
quasi regolarmente, aveva quel stile icastico, diceva
molto in poche parole e quel poco che diceva era sempre
molto importante per me...
...Leggendo queste poche righe intercorse
tra Marin e Voghera ho notato una differenza, in Voghera
c' è quell" humor, quel sarcasmo e quella
forza di lottare che in altri non ho trovato, sbaglierò,
ma credo sia proprio questa ironia che ti da la forza
di scrivere ancora alla tua eta. Scusa per l' età.
"Si, ti ringrazio molto per questo
apprezzamento che, non vorrei essere immodesto, in piccola
parte corrisponde. Ma più che altro si tratta di
questo:
sono una persona che ha passato molte traversie, ne ho
viste di tutti i colori, ma sono, comunque, riuscito a
vedere la mia vita in retrospettiva...
...parliamo del Caffe San Marco, dove ora tu sei il Presidente
Onorario, della vita culturale svolta a Trieste promuovendo
Ie arti. Ci puoi raccontare qualche episodio che ti è
piu caro?
...con quel gruppo d' intellettuali che erano in amicizia
con mio padre, piu vecchi di me, Virgilio Giotti ad esempio,
e prima di tutti Umberto Saba, che per un certo periodo
e stato molto intimo: le nostre due famiglie, per una
decina di anni, si vedevano giornalmente...
omissis
omissis
C'e un luogo, uno squarcio di Trieste che ti e piu caro?
Che le suscita cari ricordi o rimpianti?
"Mi ricordo molto bene la casa dove sono nato e dove
ho abitato poi per diversi anni. Si trovava in Vicolo
Santa Chiara, vicinissima alla Tor Cucherna, sotto il
Castello di San Giusto; era una vecchia biccocca che ormai
non esiste piu. Adesso al suo posto c'e il Nido di Regina
Elena.
La posizione era splendida, dalla mia camera si vedeva
tutta Trieste; si vedevano le colline, l' Obelisco, Monte
Spaccato, il mare,lì sono cresciuto...
Conosci Tomizza?
"Si, certo, conosco bene Tomizza, che mi onora della
sua amicizia e apprezzo molto il suo modo di scrivere
che è allo stesso tempo realistico in quanto non
deforma i fatti da un reale quadro della situazione che
descrive, ma nello stesso tempo e capace di renderli con
molta efficacia e con molta fantasia creativa...
In che anno e stato pubblicato "Anni di Trieste"?
"E' recente,e del 1989 però devo premettere
che non sono articoli recenti, questo libro come altri
miei, e una silloge di articoli in parte anche molto vecchi.
Purtroppo da qualche anno non sono in grado di presentare
agli editori qualcosa di veramente nuovo, ho molte cose
pubblicate soltanto su riviste e quotidiani che verranno
raccolte e quindi pubblicherò forse altre sillogi."
E.G. |
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| Il parapetto
c'è ma non si vede |
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Novità nel mondo
dell'edilizia: i parapetti invisibili in vetro.
Sembra di affacciarsi sul vuoto, ma in realtà
una lastra trasparente di vetro garantisce sicurezza e
stabilità. È questa l'ultima tendenza in
architettura per le costruzioni di pregio: sostituire
i parapetti in ferro con elementi invisibili.
«La sicurezza resta invariata, ma dal punto di vista
estetico l'effetto è davvero notevole. Sono sempre
di più gli architetti che scelgono questa soluzione
sia per nuove costruzioni sia per le ristrutturazione».
Lo afferma Dario Re, titolare della Vetreria Re, azienda
di Nerviano specialista in soluzioni che richiedono alta
competenza tecnologica unita ad abilità artigianali.
«A livello tecnico, è richiesta un'abilità
considerevole per realizzare questo tipo di interventi.
In viale Premuda a Milano abbiamo realizzato un intervento
di questo tipo. L'impresa Pessina, progettista dell'intervento
di ristrutturazione, ha voluto inserire degli elementi
in vetro sia nell'atrio di ingresso, per realizzare un
ambiente elegante, sia all'esterno, al posto delle inferriate
sui balconi. Si è trattato di un lavoro molto impegnativo:
l'obiettivo era far sì che il vetro sembrasse sospeso,
cercando di ridurre al minimo gli ingombri dei supporti,
garantendo allo stesso tempo sicurezza e solidità».
Il team della Vetreria Re
In questo lavoro abbiamo utilizzato lastre di vetro piane
e curve. Si tratta di vetro stratificato e temperato,
accostati uno all'altro, completi di sistemi fissaggio
vetro-muro per l'ancoraggio.
Silvia Perfetti
Vetreria Re. Nata nel 1989, l'azienda è leader
nell'arte vetraria ed è entrata a pieno titolo
tra le aziende operanti nel "settore del lusso",
in grado di seguire tutte le fasi di lavorazione. Ha collaborato
con aziende e professionisti di primo piano operanti nel
settore del mobile, della meccanica e della progettazione
che le hanno consentito di proporsi al mercato con soluzioni
"chiavi in mano", occupandosi direttamente di
tutti gli aspetti che riguardano sia il prodotto per interni
sia per esterni. Tra i clienti: Emporio Armani, Martini,
Hugo Boss, Mariella Rosati, Tod's, Hermès e Dolce&Gabbana. |
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A Empoli il retail
d’arredo sposa l’arte:
un esempio per la distribuzione del Nord Est |
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Ad Empoli c’è.
Un negozio che vende arredamento in un edificio costruito
nel 1600 come Chiesa; poi sconsacrato nel ‘700 divenne
stazione di posta della città di Empoli. Lido Tamburini,
eclettico e creativo ha trasformato, qualche decennio fa,
questo edificio nel “Abitare”, un tempio per
i design dell’arredamento. Oggi una insuperabile location
di atmosfere e di glamour. Della storia dell’edificio
sono rimaste tracce importanti: il colonnato, l’abside
e la sacrestia e tracce di quelle che erano le scuderie,
la rimessa delle carrozze e la locanda. Il design più
moderno e innovativo convive perfettamente con una campitura
secolare, esaltando vicendevolmente il pregio dell’antico
e la funzionalità tecnologica della modernità.
Alla fine settembre, una coreografica installazione esterna
firmata dagli architetti pisani Marco Stacchini e Michele
Simonetti, ha accolto gli ospiti all’insegna della
cifra distintiva di questo showroom singolare per carattere
e unicità delle proposte. L’occasione era quella
di celebrare la partnership di “Abitare” con
Elmar Cucine presentando ad Empoli l’ultimo programma
di arredo proposto dalla dinamica azienda trevigiana: EL_System,
progettato da Ludovica + Roberto Palomba. Una grande, riuscita
festa che ha coinvolto clienti, amici appassionati di design
per i quali la possibilità di vivere un ambiente
unico come lo show room di Lido Tamburini rappresenta il
paspartout ideale per simulare una possibile fruizione nella
propria residenza. L’ufficio tecnico di Elmar si è
rivelato ancora una volta magico nell’assecondare
una scenografia compositiva già fortemente caratterizzata
dalla personalità a grande impatto estetico dello
showroom, realizzando proposte creative, all’insegna
di un gusto internazionale, adatte a vivere l’ambiente
cucina con spirito trasversale e aperto alle contaminazioni.
Anche in un momento socioeconomico caratterizzato da staticità
ed incertezza, per i punti vendita l’utilizzo di iniziative
relazionali si conferma sempre strategico e fonte di gratificazioni.
Sempre che gli eventi siano concepiti e realizzati con quella
professionalità e quella efficaci organizzativa in
grado di massimizzare le possibilità di ritorno.
Il retail non fa eccezione ad uno scenario dove l’uomo
ritorna centrale sulla scena del business e della vita:
soprattutto quando riveste il ruolo di consumatore necessita
di contatti comunicazionali e di relazione che abbiano la
forza dell’informazione vera e la suggestione che
nasce dalla novità, dalla ricerca e dall’innovazione.
“Abitare” di Empoli ha saputo coniugare –
con Elmar – in una felice sinergia questi fattori
trasformando un evento in un bellissimo successo. Una sinergia
che ha alla base il matrimonio felice tra l’arte e
il retail: tra un’arte antica e un retail moderno,
non semplicisticamente modernista ma contemporaneo nel senso
di saper interpretare le esigenze nuove della società
di oggi. Un esempio interessante (clonabile……..perché
no?) per il nord est dove sono scarsissimi i matrimoni riusciti
tra distribuzione commerciale e location storiche, con l’eccezione
per il settore della ristorazione e dell’ospitalità.
Maria Gabriella Ferrazza |
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ARTEPRIMANEWS
Testata registrata al Tribunale Trieste
n° 1166 del 21/01/2008
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Segretaria di Redazione:
Maria Gabriella Ferrazza
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