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Trieste - 12/10/2011
Presentato ieri al Tommaseo “Per amore di Elisa”,
l'ultimo libro di Ezio Romanò.

L’ultimo romanzo dell’autore triestino ci trasporta con ritmo incalzante in un’avvincente storia moderna che celebra i valori attraverso la comprensione delle umane debolezze. Dalle vicissitudini economiche internazionali alla mafia balcanica, dalla rivoluzione dei costumi della società alla consapevolezza del senso religioso, dalla scoperta di una paternità mai sospettata all’imputazione di traffico di droga: nulla è risparmiato alla vita di Giulio che alla fine percorre il lungo pellegrinaggio che lo porta da Roncisvalle al Duomo di Compostela per accorgersi sul Cammino di Santiago di una luce che lo proietterà in una nuova esistenza. Romanò si conferma autore genialmente contemporaneo che sa descrivere le metamorfosi psicologiche della nostra epoca attraverso un personaggio che da una nuova scoperta della spiritualità, trova l’energia per continuare la vita con spirito indomito.

 
DECIMA EDIZIONE
DI “INTERNATIONAL TALENT SUPPORT - ITS#TEN”
 


International Talent Support, la piattaforma creativa, creata e sviluppata dall’agenzia EVE, dedicata alla ricerca ed al supporto dei giovani creativi di tutto il mondo, ha presentato la decima edizione programmata a Trieste nel prossimo mese di luglio.
Con uno storico di nove edizioni che hanno registrato 8.000 iscrizioni da più di 80 paesi con un network di 1000 scuole sparse in 70 nazioni, l’edizione 2011 presenterà in occasione dell’anniversario una Mostra che racconterà dieci anni di ricerca della creatività.
Dall’archivio creativo ITS#ARCHIVE, conservato presso la sede di EVE, verrà scelto il materiale espositivo attingendo da una selezione di oltre 9000 progetti, 150 abiti, oltre 70 accessori e svariate centinaia di foto raccolte. La Mostra intende tracciare il percorso della creatività di questi ultimi dieci anni, un “sismogramma” unico che soltanto ITS poteva produrre. A veicolare nel tempo e nello spazio i contenuti della Mostra il libro che non si limiterà ad essere uno specchio della stessa ma verrà arricchito da tutto il patrimonio frutto della ricerca ITS.
La decima edizione di International Talent Support si terrà in quella che Barbara Franchin (director & project supervisor di EVE ITS#TEN) ha definito oramai la casa di ITS: il Salone degli Incanti dell’ex Pescheria. Non è ancora, invece, definitivamente decisa la sede della Mostra ma assicurano Massimo Greco (Assessore alla Cultura) e Paolo Rovis (Assessore allo sviluppo economico e turismo) a nome dell’Amministrazione cittadina che sarà una sede prestigiosa. La manifestazione conta sul supporto della Regione che, come ha testimoniato l’Assessore alle attività produttive Federica Seganti, è ben consapevole dell’indotto, anche economico e non solo di prestigio che la Manifestazione apporta in città e in regione. L’Assessore Massimo Greco ha anche sottolineato come questa iniziativa rappresenti uno stimolo importante per molte attività, che hanno portato anche alla realizzazione delle interessantissime e apprezzate Rassegne dedicate a Raffaella Curriel, Mila Schon e Roberta di Camerino.
Quindi nel decimo anniversario della sua fondazione il 15 e il 16 luglio 2011, ancora una volta ITS porterà Trieste nel mondo e porterà il mondo a Trieste.

Maria Gabriella Ferrazza

 
Carnevale… giochi di allegorie e colore
 


Sabato 26 Febbraio p.v., alle 18,30, presso lo spazio espositivo dell’associazione culturale “CarpeArtem” (Via del Trionfo n. 1) avrà luogo l’inaugurazione della rassegna d’arte: “Carnevale… giochi di allegorie e colore”. L’evento, promosso dall’Associazione culturale CarpeArtem, presieduta da Bianca Di Jasio, si inserisce nelle celebrazioni del Carnevale triestino organizzate dal Comitato Trieste in Palio che opera con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’Assessorato Sviluppo Economico e Turismo del Comune di Trieste (particolarmente gradita la presenza di spettatori “in maschera” all’appuntamento).
La Mostra propone opere pittoriche, fotografia e scultura di tredici artisti affermati e giovani emergenti e vuole essere un nuovo omaggio di CarpeArtem a tutte le forme d’arte impegnate alla valorizzazione del “bello storico” e della cultura che vive e si alimenta in uno dei borghi più antichi e suggestivi della Vecchia Trieste.
Le opere degli artisti, provenienti dal nord Italia e dal litorale sloveno, Davide Skerlj, Alice Kepic, Pino Rasile, Matjaz Fabe Fabic, Rita Marizza, Olga Pinchera, Paola Baccgalupo, Carol Petelin, Sergio Bastiani, Luca Zuliani, Federica Pellegrino, Claudia Benedetti e Gastone Bianchi resteranno esposte da sabato 26 febbraio all’8 marzo (dal lunedì al venerdì dalle 17,00 alle 19,30; il sabato dalle 10,00 alle 12,30)
Info 39 3348228996 – www.carpeartem.it
 
Le vele di Franco Pace a Miami
 


Miami (--) - Trasferta oltreoceano della mostra “LE VELE DI FRANCO PACE”, che dal 6 al 12 marzo sarà a Miami, in Florida, al “Coconut Grove Convention Centre”, in occasione della “Bacardi Miami Sailing Week”.

L’esposizione del noto fotografo nautico triestino Franco Pace - promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Trieste – era stata inaugurata nel settembre 2009 al Salone degli Incanti, a ridosso della Barcolana, registrando vasti consensi di pubblico.
“LE VELE DI FRANCO PACE”, hanno saputo incantare per l’effetto scenografico suggestivo dell’allestimento, con l’imponente presenza di ‘vele bianche’ che riempiono la scena, catturano gli sguardi.

Le vele, che rappresentano al meglio i mari, i cieli e le imbarcazioni, da sempre caratterizzano gli scatti fotografici di Franco Pace. Nell’imponente Salone degli Incanti, accanto al mare, sulle Rive, l’effetto scenografico, visibile dalle ampie vetrate di quella che fu l’antica sede della ex Pescheria centrale, è stato spettacolare: vele bianche alte 20 metri per 200 immagini, la metà di cui in grandi dimensioni e un’illuminazione studiata per rendere visibile l’allestimento anche di notte, hanno compiuto la ‘magia’, calamitando l’attenzione e la curiosità anche di chi transitava di lì per caso.

Franco Pace, che vive a Trieste, ma che il lavoro ha portato molto frequentemente in giro per il mondo, opera da trent’anni nel campo della fotografia, dove si è fatto conoscere e apprezzare per il modo straordinario in cui sa catturare e inquadrare le migliori immagini sul mare e sull’ambientazione delle barche a vela. E di ogni genere: dalle Classi Olimpiche alle super-imbarcazioni della Coppa America, dalle eleganti barche d’epoca alle grandi navi a vele quadre, dalle regate meno note alle più importanti a livello internazionale. Un bagaglio di cinque milioni di immagini scattate nel corso della sua lunga carriera, sempre in corsa, dove gli avvenimenti velici lo richiedevano, dove valeva la pena di esserci. Senza mai risparmiarsi e lasciare nulla al caso, ha convogliato tutte le sue energie e le sue altissime qualità professionali per migliorare e raffinare gli scatti delle sue immagini, producendo così stupefacenti foto d’azione, sempre spettacolari e uniche.

Pace ha anche allestito diverse mostre personali all’estero, tra cui a Parigi, una multivisione dal titolo “Signes du Vent”. Tuttora collabora con prestigiose riviste nautiche internazionali e ha pubblicato numerosi libri fotografici, tra cui importanti monografie su grandi progettisti del secolo scorso famose in tutto il mondo, assieme alle sue ricerche sull’arte del restauro delle barche d’epoca, tradotte in varie lingue.

Sui grandi velieri Franco Pace racconta: “Con le loro vele quadre evocano lo spirito di avventura e di scoperta che ancora oggi, come in passato, continua ad affascinare, ma il momento migliore è sempre quello che vede la nave lasciare il porto e dirigersi verso l’orizzonte, mentre gli uomini in alto sui pennoni sciolgono le vele al vento”.

INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

 
Per no parlar in...cicara!
 


Edda Brezza Vadiz, donna di cosmopolite vedute (nominata Donna Cosmopolitan negli anni ’80 dall’omonimo magazine) ma cittadina di Trieste, forma la sua istruzione a New York dove segue corsi di produzione televisiva e cinematografica. Funzionario dell’International Atomic Energy Agency di Vienna è per trent’anni uno dei principali collaboratori del premio Nobel Abdus Salam presso il Centro Internazionale di Fisica Teorica, rivestendo importanti incarichi. Nel 1999 crea l’Associazione Tredici Casade per la quale dirige i grandi spettacoli rievocativi del medioevo triestino. Nel 2008 Costituisce il Comitato Promotore della Cultura Giuliana che si prefigge di recuperare i valori culturali del territorio giuliano. Pubblica numerosi libri di poesia e testi teatrali. Per mantenere viva la parlata triestina dà alla stampa la piccola antologia triestina “Abecé per resentar el talian int’el Rosandra”.
“ Per no parlar in cicara!” è l’ultima sua fatica letteraria: un versatile vocabolario dall’italiano al triestino, unico nel suo genere, composto di oltre 15.000 lemmi italiani e 28.000 vocaboli dialettali. Il volume, realizzato da Luglio Editore, è stato presentato mercoledì 16 febbraio presso la Sala Azzurra del Consiglio Regionale: il regista della presentazione, Piero Camber, Presidente della Sesta Commissione del Consiglio Regionale ha sottolineato come il libro, che la sua autrice definisce un chilogrammo di parole, rappresenta un’opera importantissima di questa cultrice dell’identità triestina che si presenta anche editorialmente molto interessante perché inserisce nel vocabolario alcune poesie dell’800 che evidenziano il dialetto triestino come lessico applicato. Camber ricordando che Trieste è una città “orgogliosamente bastarda”, nella quale si sono incontrate le più belle razze, oggi può disporre di questo suo nuovo dizionario che aiuta a mettere un po’ d’ordine, senza mai cadere nelle facili battute del vernacolo, scremando alcune regole – sempre difficili da seguire in una lingua tramandata oralmente – consentendo un’apprendimento più facile e corretto del nostro famigliare modo di esprimerci.
 
ARTE E DESIGN – UN ESEMPIO DI RINASCITA DA EMULARE
 




Palazzo Rao in Miggiano (LE): quando la Bellezza non ha tempo. La meravigliosa rinascita di un antico palazzo grazie alla scelte di aziende leader che fanno dei prodotti delle opere d’arte.

Nel parallelismo tra storia e bellezza, tra “vecchiaia” e modernità, tra tradizione e memoria, trova un suo preciso spazio un'altra meraviglia senza tempo, che, dopo decenni di oblio, torna ad acquisire la sua forza, il suo carisma, la sua eterna bellezza. Si tratta di “Palazzo Rao”, antico laboratorio dello scienziato Diodato, professore di chimica della seconda metà dell’ottocento a Miggiano in provincia di Lecce, pezzo unico del patrimonio architettonico e culturale salentino e nazionale, capolavoro artistico dell’architetto Luca Fiocca, già autore del "Manuale di un seduttore”, un ironico saggio sull’estetica e le tecniche di approccio al genere femminile. Conciliando il rispetto dell'antico con il gusto per il moderno, l’acciaio con la pietra a vista, le antiche porte d'ulivo secolare con i divani coloratissimi, una piccola Jacuzzi tra piante tropicali con imbrici di centenaria memoria, Fiocca ha cancellato ineluttabilmente le rughe del tempo e il palazzo è diventato straordinariamente contemporaneo. All'interno, una farmacia dell'epoca che conserva ancora una boiserie con una collezione di ampolle di Murano assieme agli strumenti del famoso farmacista, e una cappella di famiglia con decorazioni in oro zecchino, al tempo meta di pellegrini che da tutta Italia, facendo sosta a Miggiano, raggiungevano il santuario di Santa Maria di Leuca. Chiusa per qualche anno, oggi, a seguito di una emozionante inaugurazione alla presenza del grande critico d’arte Vittorio Sgarbi (“senza parole davanti a tanta magnificenza”), la Farmacia Rao è stata riaperta al pubblico, in attesa di diventare verosimilmente un Museo. Il palazzo, impreziosito da arredi “che trascendono il tempo, lo spazio, le nazionalità, il genere e la professione”, è invece residenza privata dei coniugi Luca Fiocca e moglie, discendente dei Rao, farmacisti da sette generazioni. “Apriti Sesamo” è la scritta che campeggia sulla porta d’ingresso della camera da letto matrimoniale del palazzo, cui si arriva da un corridoio curvo rivestito in mosaico, il cui profilo ricorda i fianchi femminili, “in un percorso labirintico alla ricerca della parola magica capace di schiudere le più remote porte della fantasia”. Pareti in pietra luminescente e ciottoli bianchi di Carrara completano il tutto, assieme a un murales Bisazza che ritrae Willy il Coyote e Beep Beep. Tadè, Meridiani, Albed, Gandia Blasco, Fish Design, Venini, Hermes, Baccarat, Taitù, Alessi, Ivv, Versace, Salvadori Arte, Bisazza, Jacuzzi, Cassina, Arclinea, Lema, DePadova e i parquet di Alberani Parketti: sono solo alcune delle aziende che hanno contribuito in modo determinante all'intervento di recupero, e che sono giustamente annoverate nell'olimpo dell'industria manifatturiera italiana e internazionale.
Capita così che un monumento avito occultato dall’oblio dei secoli torni a brillare come un diamante purissimo cui è stata restituita legittima lucentezza. Capita così che la figura di uno scienziato geniale, colpevole solo di essere troppo avanti nella comprensione della realtà, venga recuperata dai cassetti polverosi del Tempo e restituita alla fama e agli onori che merita. Capita così che un “vecchio” capolavoro dell’800 si trasformi in una straordinaria opera dell’arte “contemporanea”, in cui si fondono insieme passato e futuro, scienza e bellezza, tradizione e design.

 
Incontro con l’Assessore Comunale alla Promozione
e Protezione Sociale Carlo Grilli
 

D: Assessore Grill, si avvicina la .conclusione del suo mandato, come sta la società Triestina oggi rispetto a quando ha iniziato il suo impegno di assessore?
Non c’è la presunzione di aver cambiato nulla. Si è sviluppata una condivisione di obiettivi con un ventaglio di operatori nel Terzo settore , pubblico e privato, i Piani di Zona che vedono i 3 soggetti a dimostrazione della necessità condivisa di sviluppare reti sinergiche sul territorio. per le persone che hanno più bisogno dei nostri sevizi e che non devono trovare un unico soggetto ma devono trovare un ventaglio di risposte adeguate ai loro bisogni.
D: Quali .sono i punti di maggiore criticità?
I punti sono l’aumentare in maniera esponenziale delle situazioni di fragilità sia in termini demografici con l’aumento di persone anziane che non deve essere visto come un problema ma come obiettivo della comunità che deve trovare adeguate risposte come la vecchiaia in solitudine, le malattie della vecchiaia. Penso alle persone con disabilità, con 5 bambini ogni 100 che nascono con problemi e che hanno una durata di vita più lunga;la società dovrà interrogarsi su come affrontare questo tipo di necessità. Penso anche alla difficoltà generazionale che sta assumendo proporzioni silenti che trova spazio nelle denunce non verbali da parte dei figli che, sempre più spesso, possono trovare un conforto nella droga e nell’alcool. Sono stati ampliati i centri diurni soprattutto per le persone affette da malattie della demenza. Sul campo disabilità abbiamo aumentato i numeri dei posti dei centri diurni, delle comunità alloggio per disabilità grave o complessa, implementando i servizi educativi scuola e dopo scuola, promuovendo le vacanze che hanno come obiettivo,oltre al sollievo familiare,la promozione di percorsi in autonomia Abbiamo implementato i percorsi di conoscenza tra realtà imprenditoriale e disabilità attraverso corsi di formazione professionale con l’obiettivo di inserire nel mondo del lavoro questi ragazzi Recentemente abbiamo varato 2 appartamenti che son stati realizzati per persone politraumatizzate causa incidente e che si ritrovano su sedia a rotelle e che, per 6 mesi, sperimentano le opportunità che la tecnologia mette loro a disposizione per poi replicare queste tecnologie al loro domicilio. Per ultimo stiamo lavorando con la Regione per la creazione di una fondazione per “Il dopo di noi” che si pone di gestire una adeguata gestione patrimoniale, immobiliare nel caso la famiglia venga a mancare.
D: I ricordi negativi e positivi di questi anni di mandato?
I ricordi negativi sono fortunatamente pochi e sono legati all’inizio del mandato pensando di non farcela visto che io mi sono proposto in questo ruolo , sia per l’associazione a cui appartenevo sia come padre di un ragazzo disabile e da me ci si aspettava qualcosa in più. I ricordi belli sono tantissimi perché si è creata grande condivisione attorno all’Assessorato. Oggi una persona mi ha fermato sul bus ringraziandomi. Il messaggio del grande impegno è passato e io sono contento di ciò.
D: Secondo Lei in questa società dell’effimero e del virtuale è aumentata o diminuita la solidarietà spontanea dei Triestini?
Non si deve parlare di Triestini o no. Nella società si è evidenziata sempre più la delega all’altro. C’è la badante per gli anziani,l’educatore per i figli. Son convinto che una assunzione di responsabilità da parte del cittadino in primis della famiglia e poi degli enti che devono avere il servizio, oltre al mondo del lavoro e dell’associazionismo, in pratica, nessuno escluso, dovrà tornare allo stesso scenario di 40 anni fa
D:Secondo Lei esistono anche in città fenomeni di “nuovo impoverimento” e cioè persone che passano da una situazione di vita normale, anche se modesta, ad una di criticità assoluta? Quali sono le soluzioni?
Stiamo vivendo momenti di crisi finanziaria molto forte. C’è un indebolimento della capacità di riconoscere i beni veri dai superflui e oggi il mercato offre beni superflui senza quali le persone si sentono più ,povere e certe volte assumono stili di vita non adeguati come ad esempio, attivare processi di finanziamento che non possono essere sostenuti, un vertice in discesa che può portare ad un impoverimento definitivo. Tradotto come servizi stiamo attivando una iniziativa , in collaborazione con la Caritas diocesana attivando una un’iniziativa di accompagnamento finanziario per favorire la gestione consapevole delle proprie risorse.
D: Cosa sono i Piani di zona?
I Piani di zona sono una legge che indirizza un percorso di programmazione partecipata all’attivazione di programmi che vengono promossi e condivisi in collaborazione con tutti i soggetti che aderiscono a questo processo anche associazioni e singoli cittadini possono portare stimoli e favorire sinergie.
D: La condizione minorile?
La condizione minorile assume una priorità con una lotta determinata a far sì che sempre meno bambini possano utilizzare strumenti di comunità favorendo le condizioni di disagio finanziario con adeguati strumenti. Continua l’iniziativa della promozione dell’affido dove non c’è possibilità di mantenere contatto con la famiglia. Sul fronte lotta alla povertà,un motivo di orgoglio,realizzato in tempi strettissimi,il centro diurno finanziato dalla Fondazione CRT e gestito dalla Comunità San Martino al Campo sostenuto con gestione di fondi comunali e che durante l’inverno diventa punto di ristoro mattutino.
D: I Suoi rapporti col volontariato?
I rapporti sono assolutamente postivi. Io vengo dal volontariato e conosco la realtà. Il volontariato ci permetterà di attivare nuovi servizi ma,soprattutto,di promuovere quella società coesa e solidale che è l’obiettivo massimo che vogliamo raggiungere.
D: L’accordo del 2 febbraio 2011 tra il Suo Assessorato, la Federfarma, i medici odontoiatri e chirurghi?
L’accordo semplicemente fa sì che,ad esempio,le badanti persone anziane non perdano ore d’attesa dal medico di di medicina generale per i farmaci ma presti attenzione allo anziano e le medicine vengono mandate a casa.Il protocollo rappresenta la filosofia in cui ho mandato avanti mandato.Le risorse non ci sono più ma bisogna utilizzare le opportunità.
D: Cosa lascia al suo eventuale successore come impegni o progetti da portare a termine?
Mi auguro di continuare: sono necessari 2 mandati per cambiare le cose . Oggi conosco molto bene la macchina in uso e i soggetti basati su stima e di fiducia che sono le fondamenta per poi promuovere processi per la salute sul nostro territorio .Nel caso non dovesse accadere lascio un percorso ben avviato che vede nell’ integrazione al territorio e nella voglia di continuare quella sorta di laboratorio sulle tematiche sociali che Trieste da sempre rappresenta. Mi permetto di sottolineare che la figura dell’ assessore è una parte di un mosaico più complesso e senza la quale non si potrebbe fare niente a partire dalla figura del Sindaco che dà il mandato e pone attenzione alle politiche sociali,i miei colleghi di Giunta e il Consiglio Comunale che indirizza il personale amministrativo che supporta da un punto di vista tecnico il mandato dell’Assessore. Uno degli elementi che mi han spinto a intraprendere questa avventura è stata la condizione di disabilità di mio figlio. Attraverso il mio lavoro ho trasferirlo agli altri che la vita è bella,che va vissuta con ottimismo nonostante i problemi.


Tiziana Boschini

 
Intervista al Questore di Trieste dottor Giuseppe Padulano
 
D: Signor Questore facciamo finta che non esistono problemi di criminalità e di sicurezza,parliamo invece di bellezza. Come ha trovato Trieste al Suo rientro lavorativo in città sul piano dell’ordine estetico e urbano?
L’ho trovata una città effervescente ,in tendenza con le sue diverse culture. E’una città, dal punto di vista estetico, di straordinaria bellezza,con caratteristiche di spunti e squarci con una architettura stupenda
D: C’è un collegamento,un circuito virtuoso tra appeal estetico e comportamenti civili degli abitanti?
Sì. Qui c’è una grossa cultura della persona, direi proprio fisica. Questo porta” a pretendere” il rispetto dei propri diritti,c’è molta attenzione e c’è coerenza perché il disordine della persona non si concilia col senso di civiltà.
D: Quali sono le aree e i quartieri dov’è necessario intervenire per migliorare le qualità esistenziali degli abitanti?
Innanzitutto eviterei di dire che ci siano zone non vive. Una città migliora quando tutte le componenti funzionano,quando l’economia va avanti e quando si fa sistema . Dobbiamo essere noi a cogliere quando qualcosa non va. L’imprenditore fa sì che qualsiasi fenomeno anomalo venga segnalato alla Polizia di Stato. Noi cerchiamo questo apporto all’esterno. La Polizia vive e lavora bene se ha il pieno appoggio della gente.
D: La multiculturalità che si respira a Trieste che impatto sta avendo sulle abitudini di vita dei cittadini?
In questa realtà multietnica non ci sono state tensioni sociali, qui convivono culture e religioni diverse. E’ un bel laboratorio di idee e di ricchezza culturale e dove c’è cultura è più facile essere sicuri ed è più facile garantire sicurezza.
D: La crisi generale in quale modo ha inciso nell’ambito della criminalità?
Io non vedo un grosso impatto, nel momento di difficoltà dell’economia, di criminalità locale. D’altronde il decremento del 10% dei reati lo dimostra.
D: Un’isola felice?
Il termine “isola felice” fa torto a tutti gli operatori di Polizia che fanno un lavoro oscuro, che non appare, che non si vede,che non viene pubblicizzato , ma che è il lavoro più prezioso per chi ha la responsabilità della sicurezza pubblica della Provincia.
D: E’ stato Questore a Udine. La differenza dal punto di vista della criminalità tra due città diverse e vicine.
Il fattore comune è che sia a Trieste che a Udine c’è la possibilità di fare sistema con le Istituzioni locali e regionali. Differenze derivano proprio dalla tipologia del territorio, dalla vastità territoriale della provincia di Udine. Dal punto di vista di ordine pubblico Trieste è una città più delicata, questo deriva dalla sua storia perché a Trieste si vive un’ atmosfera autentica mentre a Udine si incontrano situazioni più consolidate.
D: La Polizia di Stato in questi anni si è sempre più avvicinata ai ragazzi coinvolgendo le scuole. I suoi rapporti coi giovani.
Il mio rapporto coi giovani è quello che la Polizia di Stato attua da molto tempo, la Polizia verso il futuro, non può prescindere dallo scendere tra i giovani e farsi conoscere per fare cadere le barriere,con riserve mentali. La Polizia non è contro nessuno e questo stiamo dicendo, diffondendo in varie forme la cultura della legalità, il rispetto delle regole,il rispetto degli altri.
D: I ricordi positivi e negativi della Sua lunga carriera.
Ricordi, esperienze stupende che io ringrazierò sempre e chi mi ha dato la possibilità di fare questo tipo di esperienze . L’esperienza che ho fatto in Sud America, in Colombia, dove mi sono confrontato con funzionari di altri Paesi avendo modo di conoscere mentalità e metodologie diverse che sicuramente mi hanno arricchito. Il mio è un bellissimo e maledetto lavoro che ti prende tutto.
Tiziana Boschini
 
NUOVE RESPONSABILITA’ PER DIRIGENTI E AMMINISTRATORI D’IMPRESE: MA LORO A VOLTE NON LO SANNO.
 
I recenti crack finanziari stanno riproponendo all’attenzione dell’opinione pubblica ma anche dei singoli interessati le implicazioni legali ed economiche che possono ricadere sui dirigenti e sugli amministratori di aziende e società. Recentemente, in Italia, la cornice giuridica è diventata via via sempre più stringente attorno al ruolo dell’imprenditore e del dirigente, passando dal codice sulla privacy al codice sugli appalti, senza tralasciare la riforma legislativa sulla salute ambientale nei luoghi di lavoro e la Legge 231 del 2003 sulla responsabilità delle imprese nei confronti dello Stato. Assistiamo a livello mondiale a crescenti situazioni di fraudolenza che hanno evidenziato problematiche sul versante delle modalità di recupero di efficacia nel contesto della globalizzazione, all’eccedenza dell’offerta di beni sulla domanda, alla sempre più frequente separazione della proprietà dal managemet aziendale, alla crescente esposizione e permeabilità all’informazione da parte dei portatori di interessi, mentre nel contempo le richieste di risarcimenti per danni possono essere avanzate nel caso di qualsiasi violazione, errore od omissione, anche presunta, commessa con riferimento alla Legge, allo Statuto societario o alle decisioni dell’assemblea, e le cause in tribunale per queste problematiche sono molteplici. Molti amministratori invece ritengono erroneamente di essere tutelati dal contratto che li lega all’azienda mentre in realtà il contratto stipulato tra Società e amministratori regola solo in parte i profili di responsabilità tra le parti che l’hanno stipulato. L’associazione dirigenti aziende industriali (Federmanager), Form Team e la Confederazione Nazionale dirigenti (Cida) hanno organizzato una Convegno che si terrà domani, 10 febbraio 2011 alle 18,00, a Villa Manin di Passariano per discutere di queste problematiche. Relatori: Riccardo Romanzin, vice presidente di Form Team; Giampaolo Centrone, docente di tecniche di gestione aziendale nelle Università di Trento e Bolzano e Carlo Dapelo, Presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione e già Presidente della Corte d’appello di Trieste e del Tribunale del lavoro di Torino.

Maria Gabriella Ferrazza

 
Addio al critico Sergio Molesi
 


Combattivo fino all’ultimo, si è spento venerdì 4 febbraio 2011 Sergio Molesi. Indimenticabile insegnante negli Istituti d’Arte del Friuli Venezia Giulia e al liceo Dante di Trieste, Molesi è stato un critico d’arte amatissimo da centinaia di artisti che l’hanno conosciuto e del cui lavoro si era interessato con spirito di autentico studioso. Curatore di decine e decine di Mostre, componente del curatorio del Museo Revoltella, redattore di importanti cataloghi, da giovane fu anche Presidente della Repubblica dei Ragazzi dell’Opera Figli del Popolo. Lunga e appassionata la sua collaborazione con l’Università Popolare che negli anni ’60 e ’70 lo vide impegnato in tante città istriane con conferenze sulla storia dell’arte italiana, instancabile promotore della nostre civiltà e cultura ai connazionali di oltre confine. La personalità, i valori, il carattere di Molesi possono ben essere sintetizzati in una risposta che diede qualche anno fa ad un giovane che gli chiedeva: “perché l’arte per lo più chiusa in Musei e Chiese dovrebbe essere poi così importante nella quotidianità dell’uomo?” Così rispose Sergio Molesi: “perché l’arte racchiude la bellezza e la travasa a coloro che le prestano attenzione e nobilita così l’animo umano. In compenso, l’arte per sua natura ha la proprietà di rendere l’uomo più buono, che a sua volta, lo porta a fare scelte migliori, elevando poi la qualità della vita propria e della società di cui fa parte”.

Franco Rosso

 
DUE+
Un progetto di Public Art per il "Premio In Sesto"
 


San Vito al Tagliamento, ricca di luoghi storici e testimonianze antiche, da quasi vent’anni offre i suoi spazi al dialogo con l’arte contemporanea, dimostrando come la produzione artistica dei secoli passati possa essere valorizzata dal confronto con quella più attuale.

Il premio ‘In Sesto. Il luogo come arte’ alla sua seconda edizione ha riproposto l’obiettivo di coniugare il sedimento storico e l’intervento contemporaneo attraverso un concorso di scultura e installazione che coinvolge quattro artisti operanti nella regione al fine di realizzare, nel tempo, un percorso tematico di opere contemporanee.
I progetti degli artisti in gara, proposti da una commissione composta da critici e storici dell’arte, sono stati votati dal pubblico stesso della mostra, ormai sensibile all’impatto dell’arte nel proprio contesto urbano ed avvezzo ai lessici contemporanei.

Ad aggiudicarsi l’edizione 2010, il duo Marotta&Russo (www.avatarproject.it), a cui lasciamo la parola per un'auto-presentazione dell'opera:

Un’opera che abbia l’ambizione di rappresentare un’opportunità per la comunità di San Vito al Tagliamento (ma non solo) deve essere in grado di porsi in dialogo con essa (ma non solo), in forma aperta e comunicativa. E noi al dialogo siamo naturalmente inclini: anzi esso rappresenta, per così dire, la “ragione sociale” del nostro sodalizio artistico e della nostra amicizia. Marotta & Russo, infatti, nascono e trovano senso come due identità in costante volontà di dialogo, fra loro e verso l’esterno.

La concezione del progetto, quindi, non può prescindere dalla particolare collocazione fisica che l’opera – se realizzata – avrà, un parco pubblico: esso rappresenta uno spazio naturale, riprogettato come spazio sociale, armonico ed architettonico. Ed ancor più se, come in questo caso, in un contesto di “giardino all’italiana”, non a caso invenzione e costruzione rinascimentale (Palazzo Rota appartiene al periodo) capace di mettere l’uomo al centro di un’esperienza organizzata e culturalmente mediata. Concepita, insomma, armonicamente a sua misura.

Abbiamo perciò ideato una scultura che fosse “da vivere”, nella forma prima dell’esperienza, in accordo con l’architettura e la funzione sociale e ludica del parco, fisicamente e concettualmente posta nel suo contesto. E capace così di riassumere in sé – questo il nostro proposito – la forma visibile e la misura ideale di una rete sociale, offrendo con naturalezza la possibilità reale di un incontro e di un dialogo fra i fruitori del parco.

L’opera è perciò costruita come un sistema di seduta, a base modulare 2, nella suggestione formale di un “tête-à-tête” moltiplicato, moltiplicabile e aperto, naturalmente racchiuso nella perfezione geometrica di un cerchio. E perciò capace di offrire l’opportunità di creare una rete sociale, da pari a pari, per lo scambio esistenziale e la condivisione reale del tempo.




 
LA NOTTE:
ispirazione per gli artisti
e fonte inesauribile di idee per i design.
 



Il mistero che avvolge le ore della notte non ha mai smesso di affascinare noi esseri umani. Forse perché di notte tutto sfuma o forse perché come cità Lemony Snicket, autore di “Una serie di sfortunati eventi”, l’ora di andare a dormire spesso arriva proprio quando le cose si fanno più interessanti. E senza dubbio la notte o meglio il dormire è uno dei temi sui quali i design continuano a cimentarsi cercando, e riuscendoci, di interpretare con forme e nuovi materiali letti e accessori dedicati al tempo, che diviene spazio vitale del riposo.
Nascono così nuove interpretazioni di letti con grandi testiere e importanti imbottiture destinate a sorreggere i cuscini per consentirci di leggere o goderci un film prima di addormentarci. Reti che prevedono due o anche tre posizionamenti di diverse altezze o, passando da un estremo all’altro, bassi letti interamente realizzati in legno e forniti di materassi, rigorosamente ecologici, il cui spessore veramente minimo ci porta a dubitare della loro comodità (ma il tatami in paglia di riso con doghe in abete ortopediche assicura il massimo confort). E la magia della notte è fonte costante di ispirazione e nutre la creatività dei design che “vestono” di accessori il luogo del riposo. Lenzuola, piumini, coperte in tutti i materiali possibili con disegni e decori ispirati ai grandi dell’arte e materiali naturali sapientemente sfruttati come il percalle organico e l’intramontabile raso di cotone, così elegante da consentire di cambiare il look a tutta la stanza solo con la sua presenza sul letto. Una ricerca che non si ferma di fronte a nulla e che ha portato a realizzare coperte, ma anche cuscini e lampade in cachemire (in questo caso reso ignifugo) per rendere sempre più piacevole e salutare il momento del riposo.

Maria Gabriella Ferrazza

 
AVVOLTE DALL’ INVERNO
 
Ormai l’estate sembra essere un ricordo lontano, al di la’ di qualche tiepido raggio di sole unito a solitari ritagli di cielo azzurro, siamo alle soglie della stagione più fredda. Le piogge sembrano non mancare così come le giornate grigie, il vento ed il buio completa il quadro avvolgendoci già dal primo pomeriggio. E’ tempo di organizzarsi …la nostra pelle deve essere pronta ad affrontare questo clima per non soffrire, poi, a stagione inoltrata.
Eliminati per la maggior parte di noi i residui di abbronzatura, meglio provvedere a calibrare il nostro programma di trattamento. Il mercato in questo periodo dell’anno , da ampio spazio alle novità in tutti i settori, in particolar modo a prodotti “particolari” volti ad intensificare la cura della nostra pelle.
Ampia scelta tra tutte le varietà di sieri , essenze e perché no alle cure stagionali , ovvero dalle “ampolle” in poi a quanto di più concentrato per energizzare il nostro viso , renderlo più brillante , luminoso e forte.
Perché ricorrere a questa tipologia di prodotti risulta essere così importante? Perché sono prodotti che agiscono in maggiore profondità rispetto alle creme classiche ad uso comune ed amplificano, con maggior intensità l’azione delle stesse.
Importantissimo inoltre , abbandonare i trattamenti fluidi , le emulsioni per lo più utilizzate durante il periodo estivo , meglio rivolgersi a texture più confortevoli in grado di proteggere la nostra pelle in modo più efficace , considerate anche che le temperature atmosferiche progressivamente diminuiranno. Il comfort, infatti, è certamente una priorità fondamentale per sentirsi bene durante tutta la giornata , non dimenticando che gli ambienti resi più asciutti dai riscaldamenti, piuttosto che gli sbalzi di temperatura tra interni ed esterni provocano stress dermici che dobbiamo contrastare.
Un viso particolarmente sensibile paga lo scotto di queste variazioni. Particolari attenzioni dovranno essere poste da chi soffre di rossori , fragilità estese , dermatiti , patologie diverse della pelle piuttosto che sensibilità legate a particolari periodi della vita.
Opportuno in questo senso utilizzare sempre una protezione, un filtro solare che può essere garantito sia da un prodotto cosmetico che da un prodotto di make-up. E’ fondamentale, anche d’inverno, contrastare fastidiosi bruciori , rossori e la formazione di discromie diffuse.
Torniamo ai sieri: tutte le aziende cosmetiche propongono innovazioni continue in questo senso , seguendo ognuna in modo mirato filoni diversi legati ai vari principi attivi. Una vasta scelta, per tutti i gusti e per soddisfare sogni, ma anche tutte le diverse esigenze di ognuna di noi . Il mio personalissimo consiglio su questo argomento, lo ribadisco convinta, rimane sempre quello di seguire una linea evitando di “pasticciare” unendo prodotti estremamente diversi , che per quanto sicuri e di qualità , non potremo sapere quali reazioni potrebbero avere una volta sovrapposti ….a cominciare dalla detersione (sempre fondamentale) per terminare con il trattamento notte.
Oggi più che mai abbiamo la possibilità di scegliere, di ambire e di sognare di essere affascinate grazie alla ricerca in cosmetologia in continua evoluzione. Le aziende più selettive sono sempre più protagoniste: da Sensai a Sisley, da LaMer a La Prairie e mille altre, propongono il top dei trattamenti intensivi. La scelta è ampia: essenze, lifting estremamente rassodanti, essenze e concentrati rigeneranti ed illuminanti da utilizzare anche sovrapposti sotto gli abituali prodotti di cura. …così come i trattamenti in fiale da utilizzare proprio nei cambiamenti di stagione .
Essere e sentirsi belle …questo l’obiettivo di ognuna di noi. E non posso non considerare un’ altro aspetto legato alla nostra bellezza (peraltro oggi sempre più frequente), cosa succede quando anche l’utilizzo del più selettivo, prestigioso prodotto cosmetico non ci soddisfa più??? Chi di noi, almeno una volta, non ha pensato di ricorrere alla chirurgia estetica…
Anche in questo senso molteplici le soluzioni e le possibilità di rivolgersi a dei professionisti che si occupano proprio di questo. Al di là degli interventi veri e propri sono tantissime le proposte di trattamenti a cavallo tra medicina ed estetica, ormai cosmesi e medicina estetica viaggiano insieme e non sono necessariamente strade alternative. La bellezza passa attraverso la salute della pelle, dalla prevenzione alla cura costante quotidiana, che contrasta la formazione di rughe e cedimenti. I cosmetici ottimizzano e prolungano gli effetti degli interventi estetici stessi. La scelta è vastissima: dai filler alle iniezioni di botulino, piuttosto che acido ialuronico, diversi tipi di peeling (da quelli superficiali ai medi e profondi a seconda delle diverse esigenze). E ancora… La radiofrequenza , indicata per il rilassamento cutaneo , la luce pulsata , ultrasuoni e laser… di tutto e di più purché questi interventi siano sempre monitorati e seguiti dal vostro medico specialista di fiducia: soltanto lui potrà consigliare e seguire al meglio garantendo la maggiore sicurezza possibile.
Il nostro pensiero finale, in una società che ci vuole sempre al top (che si sia lavoratrici – in carriera o no - madri, mogli impegnate a gestire casa e famiglia) deve considerare anche che la bellezza di ognuna di noi va al di là dell’età, e per ottenere questo non dobbiamo dimenticare mai di prenderci cura di noi stesse sia per preservare ciò che la natura ci ha dato, sia per aumentare la nostra autostima dedicandoci tempo ed attenzioni.

Susanna Corsini

 
Intervista a Massimo Greco,
Assessore alla Cultura del Comune di Trieste
 
D- Arriva l'autunno e questo è il momento migliore per trarre un bilancio sull’andamento dell’estate turistico-culturale di Trieste…

R- E’ andata in maniera soddisfacente, e ciò accade da qualche tempo. Già dal 2008 Trieste si giova dei flussi turistici che fanno riferimento all’Istria e alla Dalmazia e che individuano nella nostra città una tappa che merita una sosta.
Le mostre dei Serbi del 2009 , del Medioevo, musei e manifestazioni, eventi serali al rivoltella e in altre sedi museali, Museo del mare, hanno totalizzato quest’anno 12.000 presenze.

D- Come si è inserita l'attività del suo Assessorato alla Cultura di Trieste in
questo ruolo turistico della città?

R- L'assessorato ha lavorato moltissimo nei compiti istituzionali con l'ingente
patrimonio che il Comune gestisce. Ciò deve diventare un asset per il territorio perché chi viene a Trieste non credo lo faccia per vacanza balneare ma è attratto dalla storia e dalle altre peculiarità che distinguono Trieste rispetto alle altre città italiane.

D- I tagli pubblici alle attività culturali in che modo si rifletteranno
sull'attività dell'Assessorato ?

R- Per il 2010 è stato possibile impostare una buona stagione nonostante i minori contributi,
con risorse proprie del territorio e con il supporto della Fondazione CRT, avviando un buon programma in termini quantitativi e qualitativi.

D- Quali sono i principali appuntamenti organizzati dall'Assessorato per i prossimi 6 mesi?

R- Il "Settebello" Triestino che accompagna la parte finale del 2010 e il 2011 con sette iniziative che sono iniziate con l'affascinante tema della vela dei disegni di Franco Pace esposti per tutta durata della Barcolana al Salone degli Incanti, ex Pescheria.
In questi anni ho cercato di lavorare con una certa coerenza su ambiti di
carattere storico-artistico evitando l'episodicità. Il secondo appuntamento riguarda la grande storia.
Sabato 2 ottobre è stata inaugurata al Castello di San Giusto la grande mostra storico-documentaria "Cavour e Trieste", dedicata, nel duecentesimo anniversario della nascita ,a Camillo Benso,conte di Cavour, statista piemontese che ha dominato la scena politica del Risorgimento italiano.
Giovedì 7 ottobre la Grande Moda con la prima mostra nazionale postuma
dedicata a Roberta di Camerino, grande stilista veneziana scomparsa nel maggio scorso: pochi sono a conoscenza che aprì un laboratorio di abiti proprio a Trieste, negli anni Settanta.
Venerdì 15 ottobre la grande "Letteratura triestina" con la mostra dedicata a Pier Antonio Quarantotti Gambini, scrittore, giornalista e direttore della Biblioteca Civica Hortis di Trieste.
Si festeggiano i cento anni dalla sua nascita.
Quinto appuntamento con "Autunno contemporaneo" cui l'Assessorato ha sempre cercato di mantenere un dialogo vivace e fecondo. Il nostro sforzo è quello di richiamare in città significativi artisti di livello nazionale. Quest’ anno personale di Fabrizio Serse, che vive e lavora a Trieste ed è presente in molte gallerie e musei nel mondo; è uno dei 100 artisti che hanno innovato il linguaggio del disegno nell'arte contemporanea.
A metà Dicembre si terrà, nella nostra città, un importante ricordo a Palazzo Gopcevich dedicato a Tullio Kezich, ad un anno dalla scomparsa e sarà visitabile per tutto il mese di Febbraio 2011.
Figura poliedrica , Kezich , uomo di cinema come critico, amico di grandi registi come Fellini e Olmi, produttore televisivo di serie di grande successo come Sandokan. La Mostra si articolerà in tre sezioni che si svilupperanno sull'asse spazio-tempo Trieste-Milano-Roma, tappe fondamentali della sua vita.

D- Assessore, quale evento organizzato nel corso del Suo mandato ricorda con maggiore soddisfazione?

R- Ne ricordo tanti. Affettivamente il più caro è la Mostra di Piero Marrusig al Revoltella
con la grande amica di Trieste, Claudia Gianferri, prematuramente scomparsa.

D- Se c'è, cosa si rammarica di non aver potuto fare in questi anni di mandato?

R- In termini realizzativi abbiamo lavorato a buonissimi livelli, secondo me,
rispondendo alle aspettative a livelli di realizzazione molto alti e non ci
sono particolari rimpianti. Un aspetto che avrebbe un forte margine di
miglioramento è l'offerta culturale in genere che dovrebbe godere di maggiore attenzione sia nel territorio che in ambito regionale e a tal riguardo avverto sensibili carenze.

D- Se non dovesse essere più Lei il prossimo Assessore alla Cultura cosa suggerirebbe al suo successore?

R- Suggerirei di lavorare lungo i binari che io ho tracciato.

D- I suoi progetti futuri?

R- Limite e forza, campo alla giornata...

Tiziana Boschini

Scorze de mar
 

Trieste - 23/9/2010
Presentato ieri al Tommaseo “Scorze de mar”
un libro di poesie per riflettere, commuoversi e sorridere.

“Scorze de mar” questo il titolo della raccolta di poesie in triestino con il quale fa il suo esordio come scrittore Claudio Ceschin. Il libro, edito da Franco Rosso Editore, è stato presentato ieri a Trieste nella splendida cornice del Caffè Tomaseo. Il pubblico, numerosissimo, ha seguito con interesse e partecipazione l’evento e non sono mancati momenti di commozione, complice la musica e la splendida interpretazione dei brani letti dall’attrice Mariella Terragni. Franco Rosso, nell’introdurre la serata ha sottolineato come una raccolta di poesie venga sempre accolta dal pubblico con una certa sorpresa perché nel lungo elenco di titoli che ogni anno vengono pubblicati nel nostro Paese, pochi sono dedicati totalmente alla poesia: ma il libro rimane, pur nell’era informatica, un luogo di calma, di rifugio dove ritirarsi e la poesia, come afferma il Petrarca è sempre “sacra scrittura”. E la raccolta con la quale fa il suo esordio come scrittore Claudio Ceschin (triestino, manager con una carriera iniziata dal basso nelle file della dirizione dell’azienda AQUILA) impone uno sforzo all’immaginazione e rapisce il lettore imponendo di pensare: una diga alle mode, ai conformismi, alle idee preconfezionate. Il libro si presenta con una accurata impaginazione e i disegni di Livio Rosignano lo rendono quasi “un oggetto da regalo” che sin dalla copertina rapisce. E sono state proprio le parole di Livio Rosignano ad introdurre una nota di commozione in apertura. Infatti il famoso artista ha esordito nel suo intervento durante la presentazione rassicurando il pubblico “sull’emozione che da la semplicità”. E’ sì, perché di semplici ricordi si tratta, ma sono ricordi così veri, così sentiti e vissuti da trascinare il lettore in una atmosfera nella quale sono i sentimenti a farla da padrone. L’autore, uomo di mondo con grande senso dell’humor, non ha saputo resistere alla tentazione di voler coinvolgere i giovani nella lettura e lo fa in modo intelligente suggerendo nel sotto titolo che la lettura è “consigliata ai triestini sopra i 50”. Chissà se per curiosità o per il gusto di non rispettare un’indicazione, questo libro non coinvolga tanti giovani nella scoperta che la felicità quasi sempre è nascosta nelle cose semplici, magari solo…scorze de mar.

Maria Gabriella Ferrazza

 
Il Sanguealto di Davide Biraghi
Un libro fantasy, “IL SANGUE ALTO” il primo di una trilogia “DARINIA”, sembra un libro di moda, uno dei tanti, invece prestandogli la giusta attenzione ci si accorge che custode più d’un motivo di interesse.
Davide Biraghi nasce a Como e tuttora vive lì, su un ramo del lago di “manzonina memoria”, è appassionato di scherma medioevale e sta pensando al suo futuro in un momento importante della sua vita. Si, perché Davide ha 19 anni e da qualche mese ha sostenuto gli esami di maturità e sta scegliendo il percorso universitario.
Alla luce della giovane età, ho creduto valesse la pena leggere il suo libro, incontrarlo e farvelo conoscere attraverso un’intervista di 10 domande alle quali ha risposto così:

1. Chi è Davide Binaghi e come nasce l’idea di scrivere?
Sono un ragazzo di diciannove anni appena compiuti. Vivo in provincia di Como e ho concluso da poco il quinto anno del liceo scientifico. Chi sono io? Bella domanda. Posso dire che una delle mie particolarità è che quando scopro qualcosa di nuovo e bello, mi ci butto a pesce. Ecco come mi è venuta in mente l’idea di scrivere: leggendo e appassionandomi alla bellezza che mi trovavo davanti. Vi è mai capitato di vedere in un museo un quadro così bello tanto d’avere il desiderio di averlo dipinto voi? A me questo desiderio è venuto leggendo Tolkien e Dikens. Così ho raccolto un po’della fantasia che mi galoppava in testa e via ad immaginare.

2. Perché il fantasy?
Perché il fantasy è impeto, ambizione, stupore e passione. Il fantasy è lo specchio dell’anima umana depurata dalle ombre delle paure e delle impurità. Nel fantasy tu diventi il creatore ed il custode di un mondo completamente tuo che nessuno può toccare o rovinare. Ho scelto questo genere perché in esso trovano spazio la meraviglia, il coraggio, l’avventura, la straordinarietà e soprattutto l’eroismo, tutte cose delle quali il mondo reale avrebbe tanto bisogno nella nostra epoca.

3. Pensavi che il racconto che stavi scrivendo potesse diventare un libro?
A dire il vero è da quando vado all’asilo che invento racconti, e non avevo mai pensato che questi potessero diventare libri pubblicati; ma dopo aver letto qualche libro di Cristopher Paolini che ha pubblicato il suo primo romanzo a diciassette anni mi sono detto: “Se ce la fa lui …” E così, finito di scrivere il libro mi sono messo a farlo girare un po’.

4. Da dove nasce l’ispirazione?
L’ispirazione non è altro che un accorgersi di un desiderio di bellezza che già è presente in te. L’ispirazione può nascere in qualsiasi momento e da qualunque, e dico qualunque, cosa. A me ad esempio è venuta mentre stavo camminando per una strada di un paesino di montagna. Il mio sguardo si era posato qualche secondo sul muro di una casa. E mentre fissavo questo muro mi è venuta in mente la scena iniziale del mio racconto. Un po’ di fantasia ha fatto il resto, ma la mia vera ispirazione la devo a quel muro.

5. Quando hai pensato alla trilogia?
In seguito, andando avanti a scrivere, mi sono accorto che il racconto che volevo narrare era un po’ troppo lungo. Così ho diviso la storia in tre. Ora sono a metà del secondo libro, e quindi a metà della storia.

6. Quanto del tuo quotidiano c’è in quello che scrivi?
Tutto e niente. Alcune cose sono immaginate e ragionate. Altre sono idee che mi vengono nel sonno. Altre ancora idee che mi vengono nel quotidiano. Ma alcune cose che descrivo sono veri e propri fatti della mia vita, che trasformo in chiave simbolica. Rendo il mio quotidiano straordinario e viceversa.

7. Hai superato l’esame di maturità… E dopo ? che posto avrà lo scrivere in questa scelta?
Ebbene si, purtroppo o per fortuna la maturità è archiviata. Dopo penso di cambiare aria e andare a Valenza Po a studiare oreficeria. Non è il classico lavoro che uno si aspetterebbe da un liceale, ma ho la passione per l’oro, le doti creative e artistiche necessarie. Vedremo. Una cosa però è certa: non abbandonerò la scrittura.

8. Tu hai avuto problemi di dislessia, oggi sei un giovane autore di un libro fantasy ,né banale, né comune, come è successo?
Il fatto di commettere in continuazione errori ortografici è stato sempre un peso per me. Ad esempio alle medie scrivevo i temi più belli della classe, ma spesso prendevo l’insufficienza. Idem al liceo prima di scoprire la mi dislessia. Comunque questo non è stato un ostacolo per la stesura del mio libro: se ti piace veramente fare una cosa non importa se la fai commettendo errori. E poi quando si scrive non è importante come lo fai, ma cosa comunichi facendolo.

9. A Quando la seconda puntata?
Al più presto, spero. Ho poi in sospeso due altri romanzi (non fantasy), un libro di racconti ed una raccolta di poesie.

10. Quale dei tuoi personaggi è di più Davide?
Credo che l’intero mondo di Darinia sia un po’ il mio autoritratto, ma senz’altro Darn è quello che più mi dovrebbe assomigliare.

Dal’entusiasmo e da come Davide ha deciso di rispondere alle ns. domande, diventa interessante, per chi legge comprare questo libro e seguire la carriera di questo giovane scrittore che dimostra una passione e una maturità che vale la pena coltivare.

Il libro
Il giovane Darn della famiglia dei Cacciaorsi, discendente di umili minatori e cacciatori del piccolo e marginale villaggio di Caponord, al compimento del suo ventesimo compleanno si presenta al castello del conte Stefan per il reclutamento nella milizia. In quell’occasione il giovane viene affidato al cavaliere Torn come guida per un‘importate missione. Inizieranno qui le avventure di un giovane eroe che, raccolto dal destino, si troverà a dover agire per salvare un mondo sull’orlo della distruzione e a combattere contro gli schiavi dell’antico male. Per difendere la propria nazione, con l’aiuto di valorosi compagni, riuscirà poi a raggiungere le leggendarie terre dei ghiacci, dove riscoprirà le origini della sua antica razza: i sanguealto.
Il giovane Darn è l’emblema di tutti i ragazzi del mondo reale che, liberati dal torpore della quotidianità, devono riscoprire il proprio destino e le proprie gloriose origini per mettersi in gioco per compiere la cosa più grande della quale sono capaci: l’eroismo.

Franco Ferrazza

 
L’IMPORTANZA DELL’ IMMAGINE
 

In una società caratterizzata da ritmi frenetici e puntualizzata da un quotidiano che gioco forza ci costringe a svolgere qualunque mansione con velocità per rispettare tutti gli impegni … troviamo il tempo di pensare a noi stesse? Di curare la nostra immagine?
Non e’ certamente un’impresa facile ,ma non dobbiamo dimenticare quanto sia fondamentale sentirci bene con noi stesse, sempre , in ogni situazione ed occasione.
Dal punto di vista psicologico il nostro equilibrio ci sosterrà specie se conquistato con fatica , com’ è ormai per la maggior parte delle donne. Ma qualora così non fosse la nostra immagine sarà sicuramente il primo passo per acquisire nuove certezze e proporre sempre il meglio di noi.
Da dove iniziare? Dal ritagliarsi nell’arco della giornata piccoli spazi dedicati a noi stesse. Siamo quasi al termine dell’estate, l’ideale , qualora fosse possibile sarebbe concedersi del relax all’ interno di qualche beauty farm.
Un delizioso peeling ed un trattamento corpo completo di massaggio doneranno alla nostra pelle una nuova luminosità ed energia. Potremmo optare per il peeling con il sale e lo zucchero, morbido non aggressivo per togliere le cellule morte, levigare la pelle e restituire doratura alla nostra abbronzatura.
Un trattamento corpo al cioccolato compenserà le eventuali carenze affettive e ci riporterà alla nostra infanzia , ma con il massimo dell’idratazione. E non dimentichiamo di considerare i “pacchetti” week – end bellezza e benessere, ad esempio per le gambe. Al percorso vascolare (acqua calda e fredda) e all’immersione nella vasca idromassaggio, vengono abbinati gli effetti di due hit- treatment innovativi. Il primo un impacco effetto frozen speciale, un fango che sfrutta le benefiche proprietà dell’acqua termale con una miscela di estratti vegetali (rusco,ippocastano,edera e calendula) effettuato con un massaggio relax. Poi un massaggio manuale che attraverso sfioramenti leggeri e pressioni mirate permette l’eliminazione di liquidi e tossine.
Tutto fantastico: ma se è fuori dalla nostra portata, potremo costruire il nostro piccolo trattamento beauty farm in casa.
Un buon talasso-scrub ed un trattamento super idratante e drenante ci consentiranno di ottenere lo stesso effetto magari con un po’ d’impegno in più.
Superfluo ricordare che dovrebbe rientrare nelle nostre abitudini aver cura del nostro corpo costantemente in modo da non dover correre ai ripari quando ci rendiamo conto di averlo trascurato. Come in tutte le cose la costanza paga sempre quindi cerchiamo di averla quotidianamente.
Abbiniamo ed alterniamo i prodotti specifici: per il rassodamento, la bonificazione, la cellulite.
Uno sguardo attento anche alle nostre mani: l’autunno deve indurci ad una opportuna manicure con un delicato esfoliante mani ed unghie (l’ultima tendenza è rappresentata dagli smalti in tutti i possibili colori).
Una tendenza inavvicinabile se prima non avremo avuto cura delle mani e delle unghie. Un buon trattamento mani , magari alla paraffina donerà nuova luce e levigatezza alla nostra pelle, uno specifico per il trattamento delle unghie e tutto sarà pronto per dare il via al look delle nostre mani.
Uno tra i più famosi brand di make-up oggi propone, per la nuova stagione, una gamma di smalti in soli tre esclusivissimi colori distribuiti altrettanto esclusivamente nella sola boutique del brand stesso!!! E c’è da scommetterci che in autunno si farà a gara per questi colori così di tendenza! Ma il mercato dello smalto americano ormai impazza anche in Italia tra le clienti più giovani . Un mix di moda, tendenza, qualità, gamma colori e prezzo: caratteristiche che non si possono trascurare e che faranno parlare del fenomeno.
A queste considerazioni dobbiamo aggiungere una riflessione inevitabile : “siamo quello che mangiamo”, tantè che il nostro stile di vita influenza lo stato dell’epidermide, molto di più di quello che immaginiamo. Quest’ultima registra ogni nostro comportamento e ce lo restituisce attraverso l’aspetto esteriore. L’invecchiamento della pelle alla fine altro non è che un complesso di alterazioni suscettibili all’influenza di alcuni fattori, come il fumo, l’esposizione al sole , l’inquinamento atmosferico.
L’alimentazione e’ di certo uno dei tasselli fondamentali che contribuiscono ad accelerare o meno le alterazioni della nostra pelle. Seguire una dieta il più possibile equilibrata, evitando gli eccessi ma anche le diete senza alcun controllo medico, quasi sempre dannose. Potrà anche essere opportuno ovviare alle eventuali carenze di minerali e vitamine affidandosi a degli appropriati integratori, abbinando sempre un minimo di attività fisica.
Tutto questo può sembrare un impegno “faticoso”: ma, alla fin fine non è così. E d’altra parte rappresenta un pass par tout per approcciare la moda e le nuove tendenze colori di questo autunno. Converrete che ne vale la pena!
(nel prossimo appuntamento parleremo della cura di viso e make-up).


Susanna Corsini
>> Susanna Corsini il 6 settembre presso il Grand Hotel Entourage terrà un corso di immagine estetica.   > Esercitazioni pratiche personalizzate

 
L’ORGANIZZAZIONE PERFETTA
 

Massimo Folador, un maturo manager d’impresa, si trova in un convento benedettino e casualmente fa la conoscenza di un Monaco, con il quale inizia uno splendido ed avvincente dialogo.
Questo è il punto di partenza dell’interessantissimo libro “l’organizzazione perfetta” che in modo molto serio e approfondito analizza i 500 anni d’esperienza benedettina, cercando di estrarne consigli e provocazioni per chi fa impresa oggi.
Sicuramente questo testo non dà “istruzioni per l’uso”, ma costringe chi lo legge con attenzione ad andare a fondo di una esperienza come quella benedettina che prendeva e continua prendere spunto dalla realtà, per rispondere con passione e grande attenzione al bisogno quotidiano dell’uomo.
L’autore non ha paura di introdursi e introdurci nei meandri complessi della “Regola”, supportando le sue argomentazioni con citazioni interessanti e non scontate, come Charles Péguy, poeta francese dei primi del ‘900 del quale cita alcuni stralci dell’argent o Giorgio Vittadini, statistico contemporaneo, profondo studioso e sostenitore della sussidiarietà e questo, senza mai perdere di vista il rapporto con l’organizzazione nel lavoro di oggi, ma giustamente lascia al lettore il passo ultimo, quello di portare le sue provocazione nel proprio quotidiano per renderle operative.
Molti considerano questo libro rivolto ai manager del mondo no profit, io invece mi sento di dire che è una lettura di grande provocazione e utilità anche e soprattutto per il mondo profit, dove è sempre più urgente portare un approccio che lavori sul medio e lungo termine e l’esperienza benedettina è un esempio fulgido di questo, mentre è sempre più difficile trovare nelle aziende moderne dove si lavora sempre di più sul just in time . Ve ne consiglio volentieri la lettura.

Franco Ferrazza

 
VIAGGIO NEL COLORE DELL’ORIENTE.
 




Colori, sapori, odori ed immagini da uno scenario completamente diverso in ogni suo particolare. Un’esperienza meravigliosa, un sogno diventato realtà, mi ha permesso di scoprire in un tempo breve quanto cultura ed estetica possano unirsi e creare un mix perfetto.
Volata dall’altra parte del mondo per toccare con mano le nuove tendenze , lo stile e le immagini del mondo femminile in una città come Tokyo.
La prima sorpresa in assoluto: “il sorriso”, giovanissime o no, tutte, indistintamente, regalano cortesia, gentilezza ed un sorriso a chiunque si rivolga a loro in perfetto stile “omotenashi”.
“Omotenashi” (ospitalità), servizio ispirato all’ospitalità giapponese che non ha eguali.
E’ l’atteggiamento di essere grati per ogni occasione di servire i clienti ed essere premurosi ed attenti ai loro bisogni, in ogni occasione possibile.
In ogni luogo, dai negozi agli hotel si notano particolari accorgimenti di orientamento al cliente: dai fiori che a seconda della stagione danno il benvenuto agli ospiti, ceste di vimini accolgono le borsette delle signore per evitare di appoggiarle a terra, tutte situazioni preparate prima affinché gli ospiti si sentano a loro agio.
Migliaia di persone si muovono all’ interno di una metropoli ordinata e pulita, l’atmosfera è di relax nonostante la frenesia del movimento. Puoi tranquillamente passeggiare anche fuori dal centro in estrema sicurezza senza correre il pericolo di sentirti sola o minacciata.
Tra le mille situazioni di colori e insegne luminose è davvero impossibile non notare anche il look del personale all’interno dei vari “store”.
Tutte ragazze coloratissime, un abbigliamento variopinto e allegro, strano direi, creato anche con poco ma bellissimo da vedere. Abiti leggeri sopra i pantaloni, fiori ovunque, dall’accessorio alle scarpe, calze e leggins coloratissimi, abbinati anche in contrasto, cappelli di ogni forma e taglio, un flash pazzesco molto lontano dal nostro gusto ma divertentissimo.
Una cura estrema del particolare, dell’accessorio e per finire del make-up.
Tra gli accessori più simpatici migliaia di varianti di mollette, mollettone e fiori enormi per i capelli, indossati con disinvoltura ad ogni ora del giorno, per non parlare di carinissimi calzini di tutti i tipi a sostituire i nostri fantasmini da indossare con le ballerine ad esempio, pizzi fiocchi e nastrini ovunque.
Unghie? Tutti i tipi e generi, colorate, una diversa dall’altra con disegni meravigliosi e strass per le più giovani, diversamente franch - manicure o mono-colore con gli abbinamenti ideali al look del momento.
Certo non avrei mai potuto trattenere la mia curiosità dal visitare i mega department–store, all’interno dei quali si snoda l’asse profumeria.
La premessa è che in Giappone non esistono le profumerie tradizionali come da noi, ma solo queste enormi realtà oppure i negozietti di cosmetici abbinati alla drogheria, coloratissimi e pienissimi di articoli di ogni genere.
Un’emozione entrare all’interno di questi dep-store.
Tutto si muove in un’armonia perfetta, un ambiente luminoso e tranquillo dove ogni singola cliente si accomoda, seduta al proprio banco di preferenza e si fa consigliare, truccare e servire dalla propria beauty consultant, elegantissimo da vedere!
Incarnati luminosi, molto eye-liner, sfumature colorate coperte da simpatici glitter di ogni genere.
Un album del colore si apre per quanto riguarda gloss e rossetti, di ogni varietà.
Per le signore fuori dal target “glitter”, l’eyeliner rimane leader in ogni make-up, tendenzialmente nero al massimo marrone cosi come la tonalità del rossetto irrimediabilmente rosso brillante.
Ecco qui, alcune brevi notizie da un mondo lontano che fondamentalmente ci insegna che ognuna di noi non deve mai perdere di vista la cura della propria persona, trovare sempre il modo, il tempo e l’entusiasmo per volersi bene e regalare un sorriso.

 

>> Susanna Corsini il 6 settembre presso il Grand Hotel Entourage terrà un corso di immagine estetica.   > Esercitazioni pratiche personalizzate

 
Intervista a Giorgio Voghera
di Edoardo Gridelli
 

….A proposito di "Un dialogo" corrispondenze epistolari tra Biagio Marin e Voghera - che ricordo hai dello scrittore gradese?

"Biagio Marin l' ho conosciuto tardi, si, conoscevo Ie sue opere. Ie poesie in gradese, qualcosa di prosa in lingua, era una persona gia molto affermata prima della guerra e si e sviluppata tra noi, nonostante la grande differenza di eta e diciamo se si vuole di livello intellettuale, una buona amicizia...,,piu che altro una relazione epistolare. Io, come tutti sanno, sono un grafomane, scrivevo delle lettere lunghissime a cui Lui rispondeva quasi regolarmente, aveva quel stile icastico, diceva molto in poche parole e quel poco che diceva era sempre molto importante per me...

...Leggendo queste poche righe intercorse tra Marin e Voghera ho notato una differenza, in Voghera c' è quell" humor, quel sarcasmo e quella forza di lottare che in altri non ho trovato, sbaglierò, ma credo sia proprio questa ironia che ti da la forza di scrivere ancora alla tua eta. Scusa per l' età.

"Si, ti ringrazio molto per questo apprezzamento che, non vorrei essere immodesto, in piccola parte corrisponde. Ma più che altro si tratta di questo:
sono una persona che ha passato molte traversie, ne ho viste di tutti i colori, ma sono, comunque, riuscito a vedere la mia vita in retrospettiva...
...parliamo del Caffe San Marco, dove ora tu sei il Presidente Onorario, della vita culturale svolta a Trieste promuovendo Ie arti. Ci puoi raccontare qualche episodio che ti è piu caro?
...con quel gruppo d' intellettuali che erano in amicizia con mio padre, piu vecchi di me, Virgilio Giotti ad esempio, e prima di tutti Umberto Saba, che per un certo periodo e stato molto intimo: le nostre due famiglie, per una decina di anni, si vedevano giornalmente...
omissis
omissis
C'e un luogo, uno squarcio di Trieste che ti e piu caro? Che le suscita cari ricordi o rimpianti?
"Mi ricordo molto bene la casa dove sono nato e dove ho abitato poi per diversi anni. Si trovava in Vicolo Santa Chiara, vicinissima alla Tor Cucherna, sotto il Castello di San Giusto; era una vecchia biccocca che ormai non esiste piu. Adesso al suo posto c'e il Nido di Regina Elena.
La posizione era splendida, dalla mia camera si vedeva tutta Trieste; si vedevano le colline, l' Obelisco, Monte Spaccato, il mare,lì sono cresciuto...

Conosci Tomizza?
"Si, certo, conosco bene Tomizza, che mi onora della sua amicizia e apprezzo molto il suo modo di scrivere che è allo stesso tempo realistico in quanto non deforma i fatti da un reale quadro della situazione che descrive, ma nello stesso tempo e capace di renderli con molta efficacia e con molta fantasia creativa...

In che anno e stato pubblicato "Anni di Trieste"?
"E' recente,e del 1989 però devo premettere che non sono articoli recenti, questo libro come altri miei, e una silloge di articoli in parte anche molto vecchi. Purtroppo da qualche anno non sono in grado di presentare agli editori qualcosa di veramente nuovo, ho molte cose pubblicate soltanto su riviste e quotidiani che verranno raccolte e quindi pubblicherò forse altre sillogi."

E.G.

   
   
Il parapetto c'è ma non si vede
 




Novità nel mondo dell'edilizia: i parapetti invisibili in vetro.

Sembra di affacciarsi sul vuoto, ma in realtà una lastra trasparente di vetro garantisce sicurezza e stabilità. È questa l'ultima tendenza in architettura per le costruzioni di pregio: sostituire i parapetti in ferro con elementi invisibili.
«La sicurezza resta invariata, ma dal punto di vista estetico l'effetto è davvero notevole. Sono sempre di più gli architetti che scelgono questa soluzione sia per nuove costruzioni sia per le ristrutturazione». Lo afferma Dario Re, titolare della Vetreria Re, azienda di Nerviano specialista in soluzioni che richiedono alta competenza tecnologica unita ad abilità artigianali.
«A livello tecnico, è richiesta un'abilità considerevole per realizzare questo tipo di interventi. In viale Premuda a Milano abbiamo realizzato un intervento di questo tipo. L'impresa Pessina, progettista dell'intervento di ristrutturazione, ha voluto inserire degli elementi in vetro sia nell'atrio di ingresso, per realizzare un ambiente elegante, sia all'esterno, al posto delle inferriate sui balconi. Si è trattato di un lavoro molto impegnativo: l'obiettivo era far sì che il vetro sembrasse sospeso, cercando di ridurre al minimo gli ingombri dei supporti, garantendo allo stesso tempo sicurezza e solidità». Il team della Vetreria Re
In questo lavoro abbiamo utilizzato lastre di vetro piane e curve. Si tratta di vetro stratificato e temperato, accostati uno all'altro, completi di sistemi fissaggio vetro-muro per l'ancoraggio.

Silvia Perfetti


Vetreria Re. Nata nel 1989, l'azienda è leader nell'arte vetraria ed è entrata a pieno titolo tra le aziende operanti nel "settore del lusso", in grado di seguire tutte le fasi di lavorazione. Ha collaborato con aziende e professionisti di primo piano operanti nel settore del mobile, della meccanica e della progettazione che le hanno consentito di proporsi al mercato con soluzioni "chiavi in mano", occupandosi direttamente di tutti gli aspetti che riguardano sia il prodotto per interni sia per esterni. Tra i clienti: Emporio Armani, Martini, Hugo Boss, Mariella Rosati, Tod's, Hermès e Dolce&Gabbana.

   
   
A Empoli il retail d’arredo sposa l’arte:
un esempio per la distribuzione del Nord Est
 




Ad Empoli c’è. Un negozio che vende arredamento in un edificio costruito nel 1600 come Chiesa; poi sconsacrato nel ‘700 divenne stazione di posta della città di Empoli. Lido Tamburini, eclettico e creativo ha trasformato, qualche decennio fa, questo edificio nel “Abitare”, un tempio per i design dell’arredamento. Oggi una insuperabile location di atmosfere e di glamour. Della storia dell’edificio sono rimaste tracce importanti: il colonnato, l’abside e la sacrestia e tracce di quelle che erano le scuderie, la rimessa delle carrozze e la locanda. Il design più moderno e innovativo convive perfettamente con una campitura secolare, esaltando vicendevolmente il pregio dell’antico e la funzionalità tecnologica della modernità. Alla fine settembre, una coreografica installazione esterna firmata dagli architetti pisani Marco Stacchini e Michele Simonetti, ha accolto gli ospiti all’insegna della cifra distintiva di questo showroom singolare per carattere e unicità delle proposte. L’occasione era quella di celebrare la partnership di “Abitare” con Elmar Cucine presentando ad Empoli l’ultimo programma di arredo proposto dalla dinamica azienda trevigiana: EL_System, progettato da Ludovica + Roberto Palomba. Una grande, riuscita festa che ha coinvolto clienti, amici appassionati di design per i quali la possibilità di vivere un ambiente unico come lo show room di Lido Tamburini rappresenta il paspartout ideale per simulare una possibile fruizione nella propria residenza. L’ufficio tecnico di Elmar si è rivelato ancora una volta magico nell’assecondare una scenografia compositiva già fortemente caratterizzata dalla personalità a grande impatto estetico dello showroom, realizzando proposte creative, all’insegna di un gusto internazionale, adatte a vivere l’ambiente cucina con spirito trasversale e aperto alle contaminazioni.
Anche in un momento socioeconomico caratterizzato da staticità ed incertezza, per i punti vendita l’utilizzo di iniziative relazionali si conferma sempre strategico e fonte di gratificazioni. Sempre che gli eventi siano concepiti e realizzati con quella professionalità e quella efficaci organizzativa in grado di massimizzare le possibilità di ritorno. Il retail non fa eccezione ad uno scenario dove l’uomo ritorna centrale sulla scena del business e della vita: soprattutto quando riveste il ruolo di consumatore necessita di contatti comunicazionali e di relazione che abbiano la forza dell’informazione vera e la suggestione che nasce dalla novità, dalla ricerca e dall’innovazione. “Abitare” di Empoli ha saputo coniugare – con Elmar – in una felice sinergia questi fattori trasformando un evento in un bellissimo successo. Una sinergia che ha alla base il matrimonio felice tra l’arte e il retail: tra un’arte antica e un retail moderno, non semplicisticamente modernista ma contemporaneo nel senso di saper interpretare le esigenze nuove della società di oggi. Un esempio interessante (clonabile……..perché no?) per il nord est dove sono scarsissimi i matrimoni riusciti tra distribuzione commerciale e location storiche, con l’eccezione per il settore della ristorazione e dell’ospitalità.

Maria Gabriella Ferrazza
     
 
 
 


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