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A Trieste presso il Salone degli Incanti dell’ex Pescheria
Elena Pontiggia inaugura il ciclo di incontro per approfondire il tema del Liberty


Elene Pontiggia, venersì 8 aprile, ha dato il via ai dieci appuntamenti di approfondimento sulla cultura del Liberty a corollario della Rassegna ospitata a Trieste presso la Sala degli Incanti dell’ex Pescheria. Elena Pontiggia non ha parlato della Mostra ma ha approfondito il tema del Liberty inquadrandolo nelle sue declinazioni pittoriche e delle arti applicate in Italia ed in Europa, attraverso un interessante excursus supportato dalla proiezione di immagini e con una incalzante disquisizione che ha affascinato il folto pubblico presente. Sottolineando che non si può identificare una vera e propria “pittura” Liberty, bensì individuare alcuni artisti e alcune opere che sicuramente sono state ispirate da quella atmosfera Liberty che nei primi anni del ‘900 consegnava alla grazia delle linee curve il compito di rappresentare quasi un antidoto all’incipiente travolgimento epocale che la prima guerra mondiale avrebbe portato in tutta Europa.

Elena Pontiggia è docente di Storia dell’arte all’Accademia di Brera e ha insegnato in università italiane e straniere.
Ha fatto parte del Comitato Scientifico del Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano dal 1987 al 1993 e del Consiglio di Amministrazione della Quadriennale di Roma dal 2002 al 2008.
Ha collaborato con la Biennale di Venezia del 1993. Nel 1996 ha vinto il premio S. Valentino d’Oro per la Storia dell’Arte. Collabora regolarmente a quotidiani e riviste (“Corriere della Sera”, “Luoghi dell’infinito”).
Si occupa in particolare dell'arte italiana e internazionale fra le due guerre (saggi su Sironi, Arturo Martini, Carrà, Wildt, Usellini, Novecento Italiano, Hopper, Picasso, Nuova Oggettività tedesca) e del rapporto fra modernità e classicità. Si è occupata dell'arte degli ultimi decenni, pubblicando saggi su Pollock (Milano, 1993), l'informale italiano e europeo, l'arte degli anni Ottanta (Rosenberg&Sellier, 1995). I suoi ultimi volumi sono: Edward Hopper (Milano, Rizzoli, 2004); Il Ritorno all’ordine (Milano, Abscondita, 2005); 1935. La grande Quadriennale (Milano, Electa, 2006, con C.F.Carli); Bontempelli. Realismo magico e altri scritti sull’arte (Milano, Abscondita, 2006); Modernità e classicità. Il Ritorno all’ordine in Europa (Bruno Mondadori, 2008, Premio Carducci 2009).
Ha curato numerose mostre. Tra le ultime: Arturo Martini (Milano, Permanente, 2006); Sironi (Milano, Fondazione Stelline, 2008); Licini (Ascoli Piceno, Pinacoteca Civica, 2008); Il chiarismo (Milano, Palazzo Reale, 2010); Lo stupore dello sguardo. La fortuna di Rousseau in Italia da Soffici e Carrà (Milano, Fondazione Stelline, 2011).

Maria Gabriella Ferrazza

   
ARTE NEI CASTELLI APERTI

In occasione di “Castelli aperti”, lo scultore muggesano Villibossi ha aperto le porte del suo castello. Anzi, a far da padrona di casa delle programmate visite guidate è stata la moglie Gabriella Marina che ha illustrato la storia dell’antica fortezza risalente al 1300 e il percorso che l’ha condotto nel 1981 ad essere acquistato dai coniugi Bossi che l’hanno, in venti anni di amorevole lavoro, recuperato da un destino di rovina. Anni di intenso, sapiente e amorevole restauro che hanno riconsegnato la vecchia fortezza ad una abitabilità contemporanea e ad un uso che lo vede protagonista suggestivo di incontri culturali, teatrali e musicali. Confermando una tradizione di ospitalità tipica dei castelli, i visitatori hanno potuto gustare il Malvasia locale lungo il percorso di scoperta della suggestiva costruzione che Villibossi ha voluto suddividere in tra livelli: il primo dedicato alla rappresentanza; il secondo all’ospitalità e il terzo riservato all’abitazione famigliare. Il corridoio di ronda che segna il perimetro lungo le mura medievali permette ai visitatori di affacciarsi, da un lato, sulla bellezza del golfo di Muggia e dall’altro sui tetti del centro storico dell’antica cittadina veneta. Al centro un giardino quasi spontaneo (frutto di un amorevole cura delle piante originali) che quotidianamente fa da palcoscenico alle sculture in legno e in pietra di Villibossi e spesso – nel periodo primaverile e estivo – ospita serate culturali che hanno come protagonisti la musica, il teatro, la letteratura.
Non una tradizione principesca, come bene ha sottolineato Gabriella Bossi, ma una fortezza-castello che conferma dopo 700 anni di storia la sua funzione di ospitalità per le genti, punto di sosta e d’incontro, di confronto di orizzonti e di culture: uno splendido esempio di come la volontà, l’amore per la storia, il rispetto dei valori e delle tradizioni consentano di perpetuare per i secoli un esempio di moderna civiltà.

Maria Gabriella Ferrazza


Villibossi, classe 1939, è nato a Muggia in provincia di Trieste: ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Genova sotto la guida di Lodovico Caraventa e ha frequentato la Scuola “Libera di Figura” diretta da Nino Perizi, presso il Museo Revoltella di Trieste. Ha iniziato ad esporre nel 1964 in Mostre personali, di gruppo e collettive, distinguendosi per la versatilità dell’impiego dei materiali, pur privilegiando l’uso del legno e soprattutto della pietra. Sulla sua attività sono stati realizzati cortometraggi trasmessi dalle televisioni italiane, tedesca e jugoslava. Ha allestito 24 Mostre personali ed ha partecipato a 40 Simposi internazionali di scultura.

   
Al Maritani di Monfalcone (GO)
MOSTRA FOTOGRAFICA DI PAOLO GASPERINI E PIETRO DA DALT INTITOLATA: “OMBRE E SUPERFICI”
Dal 19 marzo al 31 marzo.

Paolo Gasperini e Pietro Da Dalt a Monfalcone aggiungono una nuova tappa lungo il loro percorso di ricerca espressiva dove la fotografia risulta oramai essere un mezzo tecnico per esprimere idee, studi e messaggi. Già con i precedenti lavori dedicati ai riflessi e agli specchi i due autori invitavano lo spettatore a superare i limiti ordinari, a smetterla di pensare ad una dimensione, per accarezzare un pensiero immaginifico, fuori dagli schemi, per dare immagini alla fantasia, all’illusione e all’utopia. Con gli otto pannelli fotografici presentati da Maritani, Da Dalt e Gasparini danno immagine all’affermazione di De Chirico sull’ombra: “Ci sono più enigmi nell’ombra di un uomo che cammina sotto il sole che in tutte le religioni passate, presenti e future”. I pannelli fotografici hanno un loro autonomo appeal estetico, ma una conoscenza più profonda degli artisti e della loro ricerca permette di percepire nelle opere l’affermazione di come le ombra abbiano ancora a che fare con la magia, e come la magia sia sempre fonte d’incantesimo. Nessuna civiltà e nessuna forma d’arte è sfuggita alla suggestione dell’ombra perché in essa l’uomo continua a proiettare visioni, miraggi, paure e desideri. Un tema unico per due declinazioni diverse: Gasparini tratta l’ombra partendo dal corpo femminile, Da Dalt fotografando l’ombra di una persona su un terreno “lunare”: tutti e due ci dicono che l’ombra può essere l’occultamento della realtà e allo stesso tempo la rivelazione della realtà stessa; che l’ombra resta inaccessibile perché ognuno è la propria ombra e non esiste modo di perderla e di cancellarla dalla nostra esistenza. Ci parlano delle pluridimensioni che può assumere la nostra vita e il fatto che l’ombra appaia sempre più grande del corpo rappresenta l’invito per l’uomo di andare oltre, sempre alla scoperta dell’uomo.
Paolo Gasparini è musicista eclettico, compositore e cantante lirico. Studioso dello yoga, affascinato dalla fisica quantistica e subnucleare, fotografa dal 2003. Vive e lavora a Trieste. Pietro Da Dalt, nato a Treviso, vive e lavora a Trieste come cantante lirico ed architetto. Fotografa dal 2005.

Franco Rosso

   


Dal 25 marzo al 9 aprile, presso lo spazio espositivo Linead’Arte:
VIAGGIO NELLA LUCE

In questa Rassegna allestita nello spazio espositivo dell’Associazione culturale Linead’Arte (Trieste – Via Lazzaretto Vecchio 19) Giovanni Toniatti Giacometti si conferma artista che sa rappresentare plasticamente il fascino inesauribile della natura. Lo fa scegliendo due soggetti: il cavallo e i paesaggi innevati, utilizzando una pennellata rapida che preferisce smaterializzare le forme per proporre dinamiche traiettorie movimentistiche.
A cavallo tra impressionismo ed espressionismo, l’artista testimonia la sua capacità di cogliere quel messaggio del nostro tempo che invita a riconsegnare l’arte all’estetica e quindi alla forza della visione. Un’estetica che non è cervellotica riflessione sullo statuto del bello, ma che nasce come arte della percezione del sensibile. Un invito all’estetica che oggi ritorna prepotente, reagendo ad un trend che per anni ha preteso di identificare l’arte con la capacità di provocare. Toniatti Giacometti, invece, lavora con gli strumenti della pittura che diventa quasi un medium tra l’uomo e la natura che lo circonda. Centrale, in tutte le sue opere, è la luce e la costante presenza del bianco (anche quando è sotteso), attraverso i quali, senza leziosismo, comunica stati d’animo, spiritualità, profumi, poesia e sincerità. Una pittura romantica che nei paesaggi ci rimanda ad atmosfere venete e carinziane, e nei cavalli interpreta il dinamismo e la vitalità, con un registro cromatico di grande eleganza e raffinatezza.

   


Claudia Raza espone alla Galleria LA FORTEZZA di Gradisca
IL RESPIRO DELL’ESISTENZA
Dal 19 al 6 aprile

Il titolo induce ad immaginare, le opere dell’autrice ti spingono ad immergerti in un viaggio nell’anima.
“Una pittura che investe la forma di una deformante evocazione naturale – ha affermato Franco Rosso presentando ad un folto pubblico l’esposizione – ma l’artista non ripudia la realtà, ma la ricrea, ripensandola attraverso la struttura formale, e con i suoi mezzi: linea –forma-colore, arriva all’essenza della realtà. Sostituisce al reale imitato un reale immaginario, con la verosimiglianza, l’autentitcità, l’evidenza di un incontestabile fatto naturale. Allora la ricerca espressiva diventa dialogo con la natura, intesa come un territorio dell’anima, un ambito poetico. Ecco allora la varietà degli intrecci, i graffiti di linee filiformi che si annodano e si sciolgono, formando grovigli o fitti reticolati. Trame di gabbie fantastiche che a volte appaiono come matasse di fili arborei che si piegano come fili d’erba a un soffio del vento, quasi a simboleggiare e ricordare la fragilità dell’uomo contemporaneo”.
Claudia Raza, originaria di Cividale dei Friuli (ma gli antenati erano di Gradisca d’Isonzo) con 75 Mostre personali e 450 collettive in Italia e all’estero si afferma come una delle più significative artiste oggi operanti nel Friuli Venezia Giulia. E’ pittrice e poeta (ha pubblicato tre raccolte di poesie) e vanta una ampia produzione grafica incisoria e una intelligente produzione di “libri d’artista”.
All’inaugurazione ha presenziato il Presidente della Provincia di Gorizia e sono intervenuto il Presidente dell’Associazione culturale “GradiscaArte” e il coordinatore della Galleria La Fortezza, Renzo Fagotto.

Maria Gabriella Ferrazza

   


AL MUSEO REVOLTELLA “ARTE E NAZIONE”
17 marzo – 5 giugno 2011
orari: 10-18 (martedì chiuso) – dal 1° aprile 10 – 19
mercoledì 16 marzo: apertura straordinaria dalle 19 alle 24


Alla celebrazione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia il Museo Rivoltella di Trieste partecipa con una Mostra di opere intitolata “Arte e Nazione. Dagli Induno a Fattori nelle collezioni del Museo Rivoltella” che resterà aperta dal 17 marzo al 5 giugno 2011. La Mostra si propone di raccontare il clima sociale e culturale in cui giunge a maturazione il processo di unificazione servendosi unicamente del patrimonio del Museo che si rivela ricco di spunti non solo per rappresentare la storia artistica degli ultimi due secoli ma la storia in se, permettendo di leggere dipinti, disegni e stampe da altri punti di vista. Importante l’apporto alla Mostra da parte della biblioteca personale di Pasquale Rivoltella e che fa da corollario (negli spazi abitativi del Barone) ad un percorso che inizia con i dipinti di Dell’Acqua e Lorenzo Gatteri per proseguire con le opere di Domenico Indurno, fino allo straordinario quadro di Georges Moreau de Tours e alle opere di Giovanni fattori.

   
  150° DELL’UNITA’ D’ITALIA
Rilancio del Museo del Risorgimento di Trieste.

“Mostrare un Museo di sicuro interesse storico che l’Amministrazione comunale è riuscita a tenere aperto sempre e che ora punta riacquistare, nel 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, un suo spazio più adeguato per favorire quel rilancio che merita”. Così l’assessore alla Cultura Massimo Greco sintetizza il rilancio del Museo del Risorgimento di Trieste che il 16 e 17 marzo sarà illuminato da effetti di luce che formeranno un suggestivo Tricolore notturno, mentre un grande drappo segnalerà l’ampliamento dell’apertura al pubblico: tutti i giorni, da martedì a domenica, con orario prolungato 9.00-19.00, chiuso il lunedì.
Nato negli anni ’30 su progetto di Umberto Nordio, dal punto di vista della struttura il Museo del Risorgimento è una delle poche sedi museali triestine nata per essere Museo, e ha vissuto una travagliata esistenza: durante l’occupazione nazista della città, fu sede dell’organizzazione TODT e nel secondo dopoguerra ospitò invece le truppe anglo-americane e soltanto con il ritorno dell’amministrazione italiana a Trieste nel 1954, l’edificio su restituito alla sua funzione originaria. All’interno del museo si sviluppano spazi dedicati ai garibaldini giuliani e ancora le sale dei volontari della prima guerra mondiale, delle medaglie d’oro e del ritorno di Trieste all’Italia del 1918 e del 1954.

   


TERRE IN TRASFORMAZIONE - Altri mondi possibili

In mostra presso la Casa della Musica a Trieste le opere di Paolo Gasperini e Pietro Da Dalt.

10 pannelli frutto di elaborazioni fotografiche nelle quali di due artisti ci invitano a superare i nostri limiti e a smetterla di pensare in una sola dimensione. La Mostra si collega con un fil rouge alle loro precedenti esposizioni: riflessi e specchi, riprende il tema dell’immagine che diviene pensiero e che oggi impone una dimensione tridimensionale. Anzi, oggi, con le nuove tecnologie l’immaginazione non è più, soltanto, dettata dal mezzo, ma dall’immaginazione stessa.
I due artisti, che superano nel lavorare insieme ogni rivalità o confronto e che scelgono di completarsi nel lavoro artistico così diverso per risultati ma simile per obiettivi emozionali, ci invitano a camminare fuori dagli schemi, a guardare nel pozzo del proprio istinto e del proprio cuore. Tutto ha inizio, dicevamo, con gli specchi e con i riflessi: specchio come fonte primaria degli effetti riflettenti, ma anche produttore di entità al punto di diventare una inquietante finestra su realtà parallele. Con i loro lavori fotografici ci dicevano che attraverso i riflessi si può scoprire qualcosa di sé e del mondo, perché i riflessi offrono illusioni di spazi e un accesso a cose che di solito non vediamo, assecondando immagini e idee che abbiamo di noi stessi.
E ci dicevano anche che si può uscire dall’aridità materiale del nostro tempo, dando immagine alla fantasia, all’illusione, all’utopia, inventando pensieri di speranza per esorcizzare il nulla della nostra società ed epoca.
IL RITRATTO E IL GIOCO DEGLI SPECCHI ricordandoci che è il proporre e coltivare l’illusione che spinge l’uomo a immaginare una realtà che l’incanta, che lo spinge a superarsi. Bisogna, infatti, PERDERSI PER RITROVARSI.
La Mostra è visitabile tutti i giorni fino alla fine di marzo.

   


La Doll Art è protagonista dell’ultima rassegna ospitata nello Spazio espositivo dell’Associazione Culturale Linea d’Arte (Via Lazzaretto Vecchio 19 – Trieste).
Scrive Franco Rosso nella presentazione “Shakespeare l’aveva sempre detto: compito dell’artista è offrire uno specchio alla società.
Noemi Israel non viene meno a questo imperativo e come Doll Art Artist propone una selezione di 50 pezzi delle oltre 600 collezionate e dedicate a Barbie e Ken, che l’11 marzo 2011 festeggiano i primi 50 anni.
L’artista triestina, laureata in Lettere moderne e diplomata in pianoforte al Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova, è giornalista pubblicista dal 1991 ed ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti come scrittrice di racconti umoristici e di testi destinati al Teatro.
In questa rassegna supera il concetto di OOAK (One of a kind – la costumizzazione di pezzi unici) ricreando i suoi personaggi in una ideale continuità con la tradizione antica delle marionette. Non semplici bambole, ma personaggi simbolici che trasmettono un valore che va al di là del semplice feticcio per immedesimarsi in una contestualizzazione teatrale. Personaggi ridisegnati, rivestiti, definiti con grande glamour dall’artista, che propongono infiniti ribaltamenti e ipotesi di sdoppiamento, decostruzioni e ricontestualizzazioni che replicano e si fanno portavoce di riflessioni sui costumi, i consumi e i retaggi del nostro tempo, sulle mutazioni dell’essere e del sociale. Una sintesi di visioni della realtà e dell’arte, dell’umano e del post-umano, di passioni creative per la letteratura e il teatro.
Una rassegna che crea interazione con il pubblico, trasformando le opere in una riflessione sulla nostra società”

La Rassegna è visitabile dall’11 al 23 marzo 2011, da lunedì a venerdì dalle ore 17.00 alle 19.30 e il sabato dalle 10.00 alle 13.00

   


All’Antico Caffè Tommaseo
BERNINI, ROSSO & ZOPPOLATO
Esposizione dal 28 febbraio al 27 marzo 2011

Da dieci anni i tre artisti triestini Ferruccio Bernini, Franco Rosso e Livio Zoppolato, propongono annualmente negli spazi dell’Antico Caffè Tommaseo (Trieste – Piazza Tommaseo, 4) una Rassegna delle loro opere, ogni volta scegliendo una tematica o una tecnica diversa. Quest’anno è la “tecnica mista” e il collage a caratterizzare l’esposizione, sintetizzando tre diverse declinazioni dell’espressività artistica. Ferruccio Bernini propone collage che riecheggiano la cultura delle immagini medianiche, raccontando favole metropolitane, quasi una mitologia della contemporaneità che però non viene mai meno ad una poetica che è testimonianza dell’anima. Franco Rosso presenta una serie di collage realizzati con superfici di cartone serigrafato e che formano composizioni geometriche di tipo costruttivista, in linea con un arte “pratica” concepita per l’utilizzazione nel campo della grafica, della comunicazione e del design. Rosso declina in questi lavori una poetica spaziale con rigorose partizioni di una composizione architettonica. Livio Zoppolato, sempre fedele all’informale, allinea una serie di collage che evocano paesaggi, vedute e scorci di Trieste, declinati con tecnica sapiente, colori densi, ricchi di richiami alla tradizione dell’arte veneta che diventano suggestive apparizioni di sogni e ricordi.

La Rassegna è visitabile dal 28 febbraio al 27 marzo 2011, ogni giorno con orario 8.00 – 24.00.
   
ARTISTINMOSTRA,
LA GRANDE FIERA DEI CREATORI D'ARTE CONTEMPORANEI

Al via la prima, attesa edizione della nuova fiera in cui espongono gli artisti in prima persona: evento che suscita diffuso interesse perché mette in contatto diretto creatore e fruitore dell'opera senza intermediari né apparati di sistema. E rende così possibile un dialogo face to face, per conoscersi reciprocamente, confrontarsi, scoprire e acquisire opere.
Espongono autori di diverse forme dell'arte: pittura e scultura, grafica e video art, fotografia e installazioni.
Due i week end - a fine febbraio e a inizio marzo - previsti per la manifestazione che avrà luogo nel quartiere fieristico di Parma in concomitanza con Mercanteinfiera Primavera, la mostra internazionale di modernariato, antichità e collezionismo, da anni attrazione per un folto pubblico alla ricerca di cose rare e belle.
Attrattiva per l'atmosfera, densa di stimoli e di curiosità, vivace per le personalità e per gli incontri, ArtistInMostra può essere visitata per divertimento e per passione: un'avvincente esplorazione del mondo abitato da chi crea opere con dedizione e talento.
Nel corso della manifestazione, saranno assegnati *3 diversi premi*, della critica, dei galleristi e del pubblico. Al rituale di assegnazione dei primi due, domenica 27 febbraio, parteciperà *Philippe Daverio*.

Dal 1 febbraio ArtistInMostra è anche fiera on line con *Artistiweb.it*, progetto di incontro virtuale e privilegiato tra creatori e amanti dell'arte. Una vetrina in cui gli artisti e le opere presenti a Parma saranno disponibili per tutto il 2011.
   


Sulla soglia del tempo: mostra personale di Loredana Riavini alla Sala Comunale d'Arte

DOVE: Sala Comunale d’Arte – Piazza dell’Unità d’Italia, 4 - Trieste
QUANDO: 27 gennaio - 16 febbraio 2011
ORARIO: tutti i giorni 10.00 - 13.00 / 17.00 – 20.00

"C’è quasi sempre una porta socchiusa - scrive Accerboni - che conduce nel mondo magico, razionale e quasi senza tempo, o meglio antico, di Loredana Riavini. Attraverso una soglia, che è anche sommesso invito a entrare nel passato, si dipana una capacità compositiva e timbrica, cromatica e tonale, di grande professionalità e di semplice, ma non elementare, bellezza, coronata da equilibrio e sottesa da un velo di accentuata sensibilità poetica verso la vita e il mistero dei suoi accadimenti: una passione per la pittura, quella della Riavini, coltivata fin da giovanissima all’Istituto Statale d’Arte di Trieste, dove l’affascinante e sorridente pittrice dagli occhi grigio-verdi ebbe modo di sperimentare le diverse discipline sotto la guida dei maestri più prestigiosi e degli artisti più significativi dell’epoca (Riccardo Bastianutto per le tecniche pittoriche, Dino Predonzani per la progettazione decorativa delle navi, Girolamo Caramori per l’incisione, Ugo Carà per la plastica, Ladislao De Gauss per il disegno dal vero ecc.)".

"Il risultato? Un talento autentico, educato finemente all’arte, teso a raccontare i segreti di case abbandonate dell’interno dell’Istria soprattutto e in parte del Carso...un quotidiano ormai desueto, un leggero clangore di stoviglie, il pianto di qualche bimbo. Ora tutto questo non c’è più, ma le molteplici stratificazioni d’intonaco e di pittura che permangono sulle facciate e che incuriosiscono e affascinano particolarmente la pittrice, conservano la memoria di quell’attimo fuggente che è la nostra vita".

"Pur riandando indietro nel tempo, la Riavini si appropria di una tecnica contemporanea - l’acrilico su tavola, meno spesso su tela - eseguita con la paziente accuratezza dei modi antichi nel preparare il fondo (con gesso e colla caravella) e nello stendere alla fine la gommalacca. E dall’amalgama di capacità tecnica e professionalità, curiosità per il mistero e amore per la naturalezza della vita, fuoriescono queste ineffabili tracce postimpressioniste, che l’artista ha sempre più sintetizzato nel corso del tempo e di cui, nella presente rassegna, ci offre le prove più recenti e mature, realizzate dal 2005 a oggi e intrise di luce e di profondità".

"Esterni sempre più minimalisti e scabri, che all’inizio, nei primi anni ’90, l’autrice popolava di qualche anziano personaggio; poi non più - conclude il critico - solo muri, ricoperti di foglie quando il suo stato d’animo è più sereno, dipinti nell’ambito di una ricerca che l’artista iLoredana Riavini - "Antica solitudine"ntende ora estendere ad altri paesi dal mistero più recondito, quali per esempio India ed Egitto".

   




Trieste rende omaggio a Serse, artista triestino di adozione che da oltre vent’anni rappresenta una delle più interessanti realtà nel panorama dell’arte contemporanea italiana, ospitando nell’ex Pescheria - Salone degli Incanti la personale dal titolo Geometriche dissolvenze. Il rigore e l’eleganza del bianco e nero della grafite, che contraddistingue l’intera produzione artistica di Serse, trova in questa sede un contesto singolare, dove alla precisione minuziosa delle opere si contrappone un allestimento disorganico in cui tubi innocenti e impalcature, generalmente utilizzati nell’edilizia, fanno da cornice alle opere costruendo una sorta di “cantiere del disegno”.

Cuore della mostra l’ultima produzione artistica di Serse ispirata all’architettura della Tomba Brion, realizzata da Carlo Scarpa tra il 1970 ed il 1978 presso San Vito d'Altivole. “Con lo spirito dei viaggiatori romantici di fine Settecento ho visitato più volte la tomba di Giuseppe Brion, il complesso monumentale a pochi chilometri da Asolo realizzato da Scarpa, il progettista del Museo Revoltella.

La complessa struttura, il galleggiare delle architetture sull’acqua ha da subito evocato in me l’opera di Arnold Böcklin: l’Isola dei Morti. Affascinato dalla magnificenza di questa struttura architettonica ben presto la visita si è trasformata in una sorta di pellegrinaggio finalizzato a carpire i dettagli minuziosi, le solide relazioni spaziali tra le diverse strutture, i frequenti rimandi simbolici. Partendo da appunti a matita e da fotografie mi sono trovato ad interpretare gli intrecci sistematici tra interno ed esterno e a cogliere tutti gli spettri delle categorie del bello e del sublime che l’architettura esprime. Ho trasformato la luce del cielo in luce nera, lunare, dando una parvenza metafisica alle masse di cemento, marmo, metallo e vetro.

Così, mentre Scarpa riuscì a sdrammatizzare il concetto funebre e trasformare l’area sepolcrale in una “dolce città oziosa” o, come diceva, “un Eden ripreso”, anziché opporle, io ho accostato luce e tenebra, annullando la distinzione tra mondo dei sogni e mondo reale”. (Serse) Architetture che si riflettono sull’acqua e Riflessi le cui geometrie rasentano l’astrattismo, le opere di Serse hanno origine da uno scatto fotografico e dalla successiva interpretazione dello stesso attraverso l’uso della grafite su carta. Lo stesso sguardo romantico e l’esecuzione minuziosa la ritroviamo nelle opere della serie: Diamanti, Elementi, Ai sali d’Argento, Studio dal vero e nelle nuvole vaporose dei Gas, nei paesaggi sfumati delle Arie di Parigi, nelle Vertigini. La figura umana è completamente assente da queste immagini che risultano essere senza tempo e immortali.

   


Ritmo ternario
Trieste - dal 20 novembre al 12 dicembre,
Sala Umberto Venuda, Palazzo Costanzi
Opere di Claudia Cervo, Massimo de Angelini, Alda Failoni. Sintesi sonora in loop di Fabio Mini.

Federica Luser, nel presentare la Mostra, lo scorso 20 novembre al folto pubblico intervenuto, parafrasando Wassily Kandinsky ha ricordato che possiamo definire l’energia “suono interiore che, quando viene intuito dagli artisti, carica le loro opere di forza nel segno e nell’espressione e permette di realizzare vere forme d’arte”. Ed è proprio l’energia che si sprigiona dalle opere dei tre artisti che collega con un fil rouge coerente le opere esposte. La Mostra affronta il difficile tema del rapporto tra anima e corpo e i tre artisti lo sviluppano con i loro personali linguaggi espressivi focalizzando l’attenzione proprio sull’energia della vita che porta al mutamento continuo. Ognuno lo fa in modo autonomo, prosegue Luser, lasciando scaturire dalla propria creatività i tratti che danno origine alle forme. Corpi, per Claudia Cervo, volti e paesaggi per Massimo de Angelini e oggetti per Alda Failoni.
La Mostra è resa particolarmente suggestiva dall’intervento di un altro artista, il Maestro Fabio Mini, che con la sua musica interpreta le vibrazioni che nascono dalle opere.
Una riuscitissima esposizione che consente anche ai visitatori di portare con se un piccolo ma efficace catalogo contenente il CD con la colonna sonora dell’evento, per ritrovare ascoltandolo quella suggestione ernergizzante che sempre l’arte di ottima qualità è in grado di trasmetterci.


Maria Gabriella Ferrazza

   
IMMAGINA arriva alla dodicesima edizione con un bagaglio di risultati notevoli che, in breve tempo, l’hanno portata ad essere una delle manifestazioni importanti nel panorama fieristico nazionale con opere di artisti storicizzati (Picasso,Modigliani, De Chirico ecc) e molti artisti contemporanei, ormai ampiamente conosciuti dal collezionismo internazionale.
In questa edizione saranno presenti 130 Gallerie d’Arte, 15 Case Editrici che segneranno il gran completo nei 2 padiglioni di 12.000 mq.
La manifestazione è ulteriormente cresciuta sia per quanto riguarda la qualità delle gallerie presenti sia per il progetto espositivo che vedrà la presenza di 4 manifestazioni culturali con nomi di grande rilievo.

Piero Dorazio organizzata dalla galleria Tornabuoni Arte di Firenze.
Piero Dorazio nasce a Roma nel 1927. Dopo l'iscrizione alla facoltà di Architettura partecipa giovanissimo alla difficile evoluzione dell'arte astratta italiana del dopoguerra, già nel 1946 nel Gruppo Arte Sociale con Perilli, Guerrini, Vespignani, Buratti, Muccini fino alla redazione (1947) del manifesto e delle mostre "Forma 1" insieme a Consagra, Turcato, Accardi e Sanfilippo. Espone con mostre personali alla Biennale di Venezia nel 1960, nel 1966 e nel 1988. Espone più volte a Londra, a New York e in gallerie svizzere e tedesche. Nel 1974 si stabilisce a Todi e ivi lavora e insegna nella Scuola Atelier per la Ceramica moderna e nel proprio studio. Nei primi anni ottanta una sua grande mostra del Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris viaggia nei principali musei americani e si conclude alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Nel 1985 e nel 1986 il debutto a Tokyo e a Osaka. In seguito le esposizioni continuano ad allargare e consolidare la sua presenza culturale nelle più importanti città europee, mentre ottiene prestigiosi riconoscimenti: membro dell'Accademia di San Luca; dell'Akademie der Kunste di Berlino; insignito dei Prix Kandinsky e del Premio internazionale della Biennale di Parigi; del Premio Michelangelo dell'Accademia dei Virtuosi. Fra il 1993 ed il 1996 ha ideato il progetto per l'esecuzione di cinquanta grandi mosaici di artisti internazionali nella metropolitana di Roma. Muore nel 2005.

Trento Longaretti organizzata dalla galleria B&B Arte di Canneto Sull’Oglio (Mn).
Longaretti nasce a Treviglio nel 1916. Inizia ad esporre a metà degli anni ’30. E’ stato invitato alla Biennale di Venezia ben quattro volte negli anni 1942, ‘48, ’50 e ’56, alla Quadriennale di Roma nel 1952 e a numerose mostre internazionali. Dal 1953 dirige l’Accademia di Carrara, succedendo ad Achille Funi, e dimettendosi nel 1978, per dedicarsi esclusivamente alla pittura.
Nel 1999 La Casa del Mantegna di Mantova gli dedica una fondamentale ‘Antologica’, nel 2002 presso la Società Promotrice della Belle Arti di Torino ha luogo un’altra importante antologica, mentre nel 2003 è la volta delle personali a Palazzo Veneziano (Malborghetto – Udine) in occasione delle Universiadi, ai Magazzini del Sale (Venezia) in contemporanea con la Biennale. Nel 2004 a Palermo presso Palazzo Sclafani, nel 2005 espone a Cracovia all’Istituto Italiano di Cultura. Il 2006 è l’anno delle varie mostre dedicate ai suoi novant’anni: partendo dall’esposizione a Villa Manzoni a Lecco, al Museo di Castel Sant’Angelo a Roma , a Clusone presso la Basilica di Clusone e altre a Bergamo, Treviglio e a Solothum. Nel 2009 Longaretti è invitato a New York all’Istituto Italiano di Cultura e nello stesso anno alla Galleria B&B Arte di Canneto sull’Oglio (Mantova) realizza un’importante personale esponendo un centinaio di opere dell’ultimo decennio.

Mario Raciti organizzata dalla galleria Progetto Arte Elm di Milano.
Mario Raciti nasce a Milano nel 1934, inizia ad esporre giovanissimo negli anni '50. Si laurea poi in Giurisprudenza, intraprendendo l'attività legale ma in seguito decide di dedicarsi esclusivamente alla pittura; la prima personale è allestita a Venezia nel '61 alla Galleria Il Canale alla quale fanno seguito numerose esposizioni in spazi pubblici e privati (espone ripetutamente nelle gallerie, tra cui risaltano Annunciata e Bergamini di Milano), in Italia e all’estero. Nel 1986, la Biennale di Venezia gli dedica una sala personale e partecipa alla quadriennale di Roma, mentre nel 1988 è il PAC di Milano a dedicargli una mostra, seguita, dieci anni dopo, da una antologica al Palazzo Sarcinelli di Conegliano. Nel 1993 nascono i Misteri, campi vuoti di possibili apparizioni, dove affondano utopicamente i reperti del profondo.
Nel 2008 iniza una collaborazione con la galleria Progettoarte elm che lo inserisce tra gli artisti della galleria lo propone nelle sue mostre collettive e espone le sue opere nelle fiere d’Arte.
Il 13 marzo 2010, con catalogo Skira, si inaugura una grande antologica a Palazzo Magnani di Reggio Emilia.

Fondazione Matalon. Spazio per la valorizzazione dell’arte contemporanea.
Il Museo Fondazione Luciana Matalon, nasce nel 2000 dalla volontà di dare vita a uno spazio pensato appositamente per la promozione, lo studio e la valorizzazione dell'arte contemporanea.
L'istituzione della Fondazione non è stata concepita come un'esperienza meramente personale, piuttosto come un crocevia internazionale di nuove idee, occasioni di arricchimento visivo, emotivo e mentale.
Il vasto spazio (700 m²) è suddiviso in due aree principali: l'ingresso, le prime sale e il soppalco sono dedicate alle attività della Fondazione, che ospita mostre, convegni e iniziative culturali a livello locale e internazionale per promuovere ricerche nell'ambito delle espressioni artistiche contemporanee.
Le aree retrostanti accolgono invece la zona museale, a documentare oltre quaranta anni di attività di Luciana Matalon in America, Europa e Giappone. In questa parte, sono infatti esposte le opere della poliedrica artista (che si dedica a pittura, scultura e creazione di gioielli), i cui allestimenti variano regolarmente in modo da permettere al visitatore di conoscere i diversi aspetti della vasta produzione.
Anche lo stesso Museo è un'opera d'arte: ideato e personalizzato in ogni sua parte dall'artista, è caratterizzato da una pavimentazione costituita da un intervento pittorico che si avvale di resine e fibre ottiche e accoglie riflessioni e appunti dell'autrice stessa e di altri scrittori suoi compagni di viaggio (quali, ad esempio, Roberto Sanesi, Miklos Varga, Armando Ginesi, Arturo Schwarz e molti altri) fino a condurre ad una “città astrale” che si staglia tra presenze stellari e vuoti abissali dell'universo infinito.
Oltre al costante impegno nella costruzione di rassegne e mostre di pregnanza culturale, nel 2006 è stata promossa la prima edizione del Premio Beniamino Matalon per le Arti Visive, di durata biennale, con l'obbiettivo di stimolare gli artisti under 35 alla realizzazione di opere pregnanti e meritevoli, nonché di sostenerli nel loro percorso di crescita artistica, sovente ostacolato dalle logiche di mercato attuali, spesso motivate da forze aliene al messaggio o al valore intrinseco dell'opera.
La Fondazione si trova nel centro storico di Milano, in Foro Buonaparte 67, tra il Castello Sforzesco e il Teatro Dal Verme, a due passi dal Duomo. L'ingresso è libero.

Elenco delle Gallerie presenti a IMMAGINA 12

10 AM ART, Milano - 100X100 AMARILLO ART GALLERY, Reggio Emilia - 2000 & NOVECENTO GALLERIA D’ARTE, Reggio Emilia - 8,75 ARTECONTEMPORANEA, Reggio Emilia - ALBA D’ARTE, Brescia - ALLEGRINI ARTE, Brescia - ANGOLO ARTE, Correggio (RE) - ARETUSA ARTE CONTEMPORANEA, Pietrasanta (LU) - ART&CO, Milano - ART PLAZA, Venaria Reale (TO) - ARTARTE, Castellare di Pescia (PT) - ARTE ARTE, Legnago (VR) - ARTE CORBARA, Battipaglia (SA) - ARTEKOSTIA, Albinea (RE) – ARTEVE PROMOTION, Castelnuovo Garfagnana (LU) - ARTINVEST srl, “Torre della Filanda” Rivoli (TO) - ATELIER 34, Parma - AVE ART GALLERY, Varna (Bulgaria) - B&B ART di Bugno Massimiliano, Venezia - B&B ARTE, Canneto Sull’Oglio (MN) – Sirmione (BS) - BIASUTTI & BIASUTTI, Torino - BIASUTTI GIAMPIERO GALLERIA D’ARTE, Torino - BLUE PLANET, Roma - BONELLI LAB, Canneto Sull’Oglio (MN) - BONIONI ARTE, Reggio Emilia - C.A.O.S Contemporary Art, Roma - CARDELLI & FONTANA, Sarzana (SP) - CASA D’ARTE VIA DEI MERCATI, Vercelli - CASA D’ARTE SAN LORENZO, San Miniato (PI) - CAVENAGHI ARTE, Milano - CENTROARTEMODERNA, Pisa - CENTRO D’ARTE LA ROGGIA, Conegliano (TV) - CHATDEBOIS, Principato di Monaco - CINQUANTASEI GALLERIA D’ARTE, Bologna - CITRINITI ARTE CONTEMPORANEA, Spotorno (SV) - COLLEZIONE POLITEO, Zagabria (Croazia) - CONESTABO ARTGALLERY, Trieste - CONTEMPORART, Nonantola (MO) - RINO COSTA ARTE CONTEMPORANEA, Valenza Po (AL) - CRONO ARTE CONTEMPORANEA, Chiari (BS) - DOT FIFTY ONE, Miami – FL (USA) - EDIZIONI S.E.B. – MAZZOTTA, Milano - EMMEDIARTE Galleria d’Arte Contemporanea, Santo Stefano Belbo (CU) – Milano - ENGEMA GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA, Nocera Inferiore (SA) - FANTASIO E JOE, Lucca - FERRARIO ARTE, Trento - FONDAZIONE MATALON, Milano - FRANCO SENESI FINE ART, Positano (SA) - FRITTELLI ARTE CONTEMPORANEA, Firenze - GALLERIA ACCADEMIA, Torino - GALLERIA CERRI ARTE, Castiglione del Lago (PG) - GALLERIA COMO ARTE, Como - GALLERIA D’ARTE ADDA, Capriate San Gervaso (BG) - GALLERIA D’ARTE ESS&RRE, Roma - GALLERIA D’ARTE FIRME D’AUTORE, Giarre (CT) - GALLERIA D’ARTE PETTINA’, Caluso (TO) - GALLERIA de’ BONIS, Reggio Emilia – Padova - GALLERIA DEI RAVVIVATI, Piombino (LI) - GALLERIA DEL CANDELAIO, Firenze - GALLERIA DER GARTEN, Bari - GALLERIA FERRARI, Treviglio (BG) – Porto Cervo (SS) - GALLERIA GAGLIARDI, San Gimignano (SI) - GALLERIA GRANELLI, Livorno - GALLERIA LA NASSA, Lecco – GALLERIA LA NUVOLA, Roma – GALLERIA MEMOLI ARTE CONTEMPORANEA, Milano - GALLERIA OLTREMARE, Livorno - GALLERIA PASSEPARTOUT, Bari - GALLERIA POLIN, Treviso - GALLERIA RUSSO, Roma - GALLERIA SANSONI, Pavia - GALLERIA VIA TOMMASEO 32, La Spezia - GALLERIA ZAMENHOF, Milano - GALLERIA WEB ART, Treviso - GIO’ ART, Lucca - GIOVANNI DI SUMMA Archivio Antonio Corpora, Roma - GNALI ARTE, Verolanuova (BS) - GRECO ARTE, Fucecchio (FI) - GRUPPO PETIT PRINCE, Gragnano (NA)- Ravello (SA) – Bergamo - IDEARTE, Gessate (MI) - IL SIPARIO, Parma - IMAGO ART GALLERY, Londra – UK - IN DOOR ART GALLERY, Marina di Carrara (MS) - KEN’S ART GALLERY, Firenze - L’ARIETE ARTECONTEMPORANEA, Bologna - LA TELACCIA BY MALINPENSA, Torino – LODI ARTE, Parma - LOFT GALLERY, Corigliano Calabro (CS) - MAINART, Baden-Dättwil (Svizzera) - MAISON OLIVIER, Parma - MARTINA ART GALLERY, Torino - MIRO’ GALLERIA D’ARTE, Teramo - MOdenArte, Modena – Iseo (BS) – Boca Raton FL (USA) - MONTECCHI ARTE, Grosseto - MUSEO BRUNORI, Bertinoro (FO) - MY ART, San Vittore Olona (MI) - NEOARTGALLERY, Roma - OPEN ART, Prato - OUT ARTE, Mestre (VE) - OVERLOOK AGENZIA D’ARTE, Quarrata (PT) - PAOLA RAFFO ARTE CONTEMPORANEA, Pietrasanta (LU) - PONT AVEN, Suzzara (MN) - PROGETTO ARTE ELM, Milano - PROPOSTE D’ARTE, Legnano (MI) - PROPOSTE D’ARTE CONTEMPORANEA, Pietrasanta (LU) - PROSPETTIVE ART EXHIBITION, Conegliano (TV) - QUESTARTE – Progetti per l’arte, Venezia - RA GALLERIA D’ARTE, Milano - REARTUNO STUDIO Arte Contemporanea, Brescia - RESTARTE, Bologna – S&G ARTE, Biassono (MI) - SALONE D’ARTE CONTEMPORANEA, Trieste - SAN GALLO ART STATION, Firenze - STUDIO AMBRE ITALIA, Nibbiola (NO) - STUDIO D’ARTE MES3, Livorno – STUDIO LA MARGHERITA, Roma - STUDIO PIVUELLE ARTE, San Giovanni Valdarno (AR) - TAP GRAFICHE, Poggibonsi, (SI) - TORNABUONI ARTE, Firenze - VALENTE ARTECONTEMPORANEA, Finale Ligure (SV) - VITRIUM, Populonia – Piombino (LI)

RIVISTE – PERIODICI – EDIZIONI D’ARTE

Art Shop Magazine, Milano - Artein - Edizioni d’Arte, Venezia - Mestre - Con-fine Edizioni, Monghidoro (BO) - Contemporart - Edizioni Ghirlandina, Nonantola (MO) - D’Ars, Milano - Editrice Acca in… Arte, Roma - Edizioni S.E.B – Mazzotta Milano, Antegnate (BG) - Effeci Edizioni d’Arte, Casalpusterlengo (LO) - Franco Rosso Editore, Trieste - Il Candelaio Edizioni - Eco d’Arte Moderna, Firenze - Images Art & Life – Edizioni d’Arte, Modena - L’urlo – I sensi dell’Arte Trimestrale di Arte e Cultura Dimar Group Editore, Giulianova (TE) - Punto d’Incontro, Lanciano (CH) - www.archivioartisti.it, Treviso

   

Il Salone d’Autunno, per sua finalità costitutiva e collocazione temporale, è una vetrina aperta a uno sguardo retrospettivo sui risultati dell’anno in corso che, per molti operatori dell’arte, come del resto per quelli di tutti i settori “produttivi”, è stato piuttosto difficile per un clima generale di stagnazione e per orizzonti di prospettive quanto mai incerte. Se si volesse considerare il grado di vitalità che la rassegna contiene e questo fosse un segno profetico, rappresentativo di prossime, più generali condizioni, potremmo azzardare una previsione di rapida uscita dalla crisi che ormai da qualche anno attanaglia lo scenario italiano e internazionale. Infatti la rassegna consente di cogliere numerosi spunti beneauguranti in opere che sono vere e proprie finestre sull’interiorità di autori impegnati a misurarsi sulle potenzialità espressive del disegno, della stesura, dell’inserzione materica, della combinazione cromatica, dell’allusività formale, dello scansione geometrica di uno spazio mentale e fisico, della figura come involucro di una profonda e stratificata concettualità, dello sfaldamento dell’immagine nell’indistinto di un’astrazione, capace di racchiudere molteplici potenzialità interpretative. In tutto in un mosaico d’emozioni dove si “muovono” molteplici tessere, sollecitazioni forti a riflettere sui segnali emblematici di cui sono generose: il risultato è un’ampia mappa (che non vuole assolutamente incarnare la pretesa di rappresentare con completezza l’esistente) di tensioni intellettuali, di modalità d’approccio all’esigenza narrativa e poetica della realtà; e nella varietà di proposte si segnalano quelle che paiono limitarsi a carpire una fuggevole traccia, un sussulto dell’anima, un turbamento dentro la visione, qualcosa di esile che si incarna in una pellicola di colore appena velata; ci sono poi opere che in forma vibrante cercano di fissare il fremito di un’idea che si quantifica visivamente, accendendo possibilità di sintonia con il fruitore. A questi si aggiungono quadri in cui la definizione di oggetti e presenze immediatamente leggibili non esaurisce la carica significante, ma la protende fino all’ambito governato dalla logica del simbolo. Diversi autori partecipanti all’evento hanno una larga consuetudine con i mezzi della tecnologia più aggiornata, eppure domina il gusto per una pratica della pittura e della scultura che si confronti con le regole dello spazio bidimensionale e tridimensionale in un impatto diretto con la necessità di esprimersi sul piano visuale senza la mediazione o l’apporto digitale e telematico. Il che non vuol dire che il ricorso ai mezzi tecnologici (che spesso rischia di essere una scorciatoia per saltare i passaggi obbligati dei requisiti tecnici fondamentali) non sia un mezzo lecito nella pratica artistica, anzi, è un ulteriore elemento di seduzione quando lascia trasparire con chiarezza che è il valore intrinseco dell’artista a dominare le qualità della “macchina”.
Nella circostanza Trieste dimostra ancora una volta una capacità notevole a farsi osservatorio e centro di elaborazioni artistiche che, anche quando sono captate dai segnali del panorama internazionale, possono assumere determinazioni di assoluto pregio e sicuro margine di originalità. Come nelle precedenti edizioni del Salone, la compagine di partecipanti indica una marcata diversificazione anagrafica e una dilatata gamma di stili, una gradazione qualitativa - naturale in un’aggregazione così numerosa – che giunge fino a esiti di sicura personalità poetica ed evidente spessore artistico. Chi visita la mostra e guarda in sequenza queste opere vede scorrere tanti motivi ed esperienze che, in qualche modo, cominciano a restituire una sorta di mappa di gran parte del lavoro di autori operanti in quest’area che ha, a buon diritto, Trieste come suo centro. In tal modo il repertorio di realizzazioni pittoriche e scultoree che animano gli spazi della Sala Veruda a Palazzo Costanzi costituisce una confortante prova di vitalità del mondo creativo triestino e delle regioni che toccano i territori di Austria, Croazia e Slovenia.


Enzo Santese

   


Dante Pisani | Parole
Gorizia – Galleria d’Arte “La Bottega” – Via Nizza 4
25 settembre – 14 ottobre 2010-09-27

Roberto Ambrosi presentando la personale di Dante Pisani alla “Bottega d’Arte” di Gorizia parla di “Technè” e di “Koinè”, intendendoli i due temi principali dell’opera dell’artista. Due termini per sintetizzare la riflessione di un’intellettuale sensibile alle problematiche attuali, che sa creare forme dall’intensità cromatica e dal segno raffinato, per denunciare le laceranti contraddizioni di una civiltà che nella esaltazione e nel distratto interesse per sé e per gli altri crea e anzi alimenta la sofferenza. Una mostra di “criptoscrittura” intitolata “Parole” che ci rimanda all’”uomo di parole” di Hagege: l’uomo occidentale con un comune retaggio storico e antropologico, la cultura che ha creato, le divisioni e anche il potenziale in grado di abbatterle in nome di un amore né banalizzato né utopistico.
La sintesi di Pisani abbraccia le arricchenti diversità degli alfabeti, e nelle sue opere troviamo le lettere delle antiche scritture del Mediterraneo: il latino, il greco, l’aramaico, il glagolitico, al fine di ricomporre un testo che salda la comunità umana nella visione di un progetto di convivenza e nuova consapevolezza.

Dante Pisani è nato a Muggia nel 1924, vive ed opera a Trieste. Ha allestito una cinquantina di Mostre personali, in Italia e all’estero (Tolosa, Biarriz, Buenos Aires, Vienna, Salisburgo, Budapest) e nel contesto degli scambi culturali internazionali è stato invitato ad allestire una sua personale a Lubiana nel 1971 e a Sanagòtarjan, in Ungheria, nel 1997. Il regista E. Svigelj ha realizzato un cortometraggio sulla sua attività artistica, mentre lo stesso Pisani ha sperimentato nuove tecnologie espressive con la cinetica filmica e il modulo sperimentale delle immagini diapositive in dissolvenza incrociata. Ha collaborato con il registra austriaco Axel Corti per la realizzazione del film “Gli emigranti”. Ha partecipato su invito ad importanti Rassegne d’arte quali (tra le tante) la Terza Biennale Citta di Caorle, la Triveneta di Padova, il Premio Internazionale Jean Mirò di Barcellona, la Rassegna di Arti Figurativa e di Architettura della Venezia Giulia e della Venezia Tridentina di Roma, il XIX Festival di Spoleto, “Trieste nel ‘900” del Centro Friulano di Arti Plastiche di Udine.
Ha realizzato varie cartelle di incisioni; con Cernigoj, Celiberti e Sormani ha illustrato un libro-oggetto sul musicista futurista goriziano Silvio Mix; per L’Asterisco, con Dugo e Spacal, ha illustrato una cartella dedicata a “I Buddenbrooks” di Thomas Mann; ha realizzato, come illustratore vari interventi editoriali per libri e riviste.
Dante Pisani è stato, negli anni, Presidente del Sindacato Autonomi pittori, scultori ed incisori di Trieste, Vicepresidente del Circolo Culturale triestino Il Carso, componente del Curatorio del Civico Museo Revoltella di Trieste. Attualmente fa parte della Commissione per le Gallerie d’Arte del Comune di Trieste ed è Presidente del Centro Iniziative Culturali Z04.

 


Arte, fotografia e pittura all’ITIS di Trieste.

L’ITIS di Triste (Azienda pubblica di servizi alla persona) apre le porte all’arte e coinvolge tre importanti Associazioni: Centro Iniziative Culturali Z04, Julit e Photo-Imago. L’iniziativa è stata presentata giovedì 23 settembre con una cerimonia nel corso della quale la Presidente dell’ITIS, Raffaella Del Punta ha sottolineato come l’iniziativa rientri in una filosofia dell’Ente di costante contatto con il territorio, basato sulle porte sempre aperte, per chiunque voglia visitare la struttura, la cui qualità dei servizi è fonte di orgoglio per gli amministratori e per la città. Ma la De Punta ha evidenziato anche come l’iniziativa organizzata con le tre Associazioni riempia di contenuti il termine di “solidarietà. Infatti Z04 sta organizzando una pinacoteca all’interno dell’ITIS che raccoglierà opere donate dagli artisti e selezionate da Z04 che rimarranno di perpetua proprietà dell’Ente; Juliet ha a sua volta donato una serie di opere e allestito una Mostra (visitabile fino al 6 novembre) del pittore Carlo Fontana e del fotografo Luigi Toltoti; Photo-Imago organizzerà nello spazio dell’ITIS di Via Conti (Galleria San Giusto) una serie di Mostre fotografiche, la prima delle quali (visitabile fino al 6 novembre) è dedicata ad alcuni celebri e fondamentali protagonisti della fotografia internazionale di questo ultimo secolo. Franco Ross, Vicepresidente di Z04, presentando l’Associazione ha illustrato la mission del Centro Iniziative che punta alla promozione e alla diffusione della cultura della creatività attraverso tre appuntamenti oramai rituali: l’Ex.tempore di aprile dedicata ai ragazzi; l’Ex_tempore internazionale organizzata con il Circolo Marina Mercantile in occasione della regata della Barcolana; il Salone d’autunno, ospitato ogni ottobre a Palazzo Costanzi.
Rosso ha pure presentato gli artisti che hanno donato il primo gruppo di opere che andranno a formare la pinacoteca dell’ITIS: Franca Batich; Ferruccio bernini; Tullio Clamar; Piero Conestabo; Gulatiero Cornachin; Elsa Delise; Annamaria Ducaton; Aldo Famà; Paolo Guglielmo Giorio; Enzo Marsi; Dante Pisani; Bruno Ponte; Claudia raza; Loredana Riavini; Franco Rosso; Tulio Sila; Claudio Sivini; Desiderio Svara; Bruno Tommasini; Livio Zoppolato.


Maria Gabriella Ferrazza

   


Franco Pace ritorna al Salone degli Incanti dell’ex Pescheria di Trieste. Ad un anno di distanza il celebre fotografo triestino ritorna ad esporre le sue fotografie dedicate al mare e alle barche a vela, ma questa volta non lo fa da solo: con il titolo “I disegni del mare” la rassegna propone le fotografie di Pace abbinate alle barche da lui immortalate, con immagini progettuali e descrizioni costruttive.
La rassegna è per certi versi didattica, ma è soprattutto una esposizione di grande atmosfera dove protagoniste sono le linee, le sezioni, i disegni, alcuni modelli d’epoca di barche a vela: accumunati dalla passione sono presenti progettisti di importanza internazionale e nuovi giovani design, per sottolineare una finalità di questa Mostra che è anche quella di proporre ai giovani mestieri e attività che richiedono studi ed esperienza ma che propongono un impegno affascinante e suggestivo. L’Assessore alla cultura del Comune di Trieste, Massimo Greco, inaugurando la rassegna, ha sottolineato come questa iniziativa rientri nel mosaico di proposte e di eventi destinati a focalizzare l’attenzione sull’economia del mare e sulle attività ad esso collegate che Trieste giustamente sta riscoprendo aggiornando e valorizzando. Il quadro proposto all’ex Pescheria è ricco di stimoli e di informazioni, esibendo modelli storici e altri supertecnologici, coniugando il sapiente uso del legno con i più moderni materiali supertecnologici, il tutto reso indimenticabile dalle fotografie di Franco Pace.

La mostra resterà aperta fino al 24 ottobre p.v. tutti i giorni feriali e festivi. Con orario 10 – 21: da venerdì 1 a domenica 10 ottobre 2010. Nella settimana antecedente La barcolana l’orario di apertura serale sarà prorogato fino alla 24.

   


Dal 22 agosto al 12 settembre 2010

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE TRIESTINA LINEA D’ARTE
PRESENTA AD AURONZO UNA MAXI COLLETTIVA CON 120 OPERE


Grazie alla collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Auronzo di Cadore l’Associazione Culturale Triestina Linea d’Arte ha organizzato presso la Sala Esposizioni del Palazzo municipale di Auronzo una maxi collettiva con 120 opere tra disegni, dipinti, grafiche e sculture.

La mostra verrà inaugurata domenica 22 agosto alle ore 18.00 e sarà visitabile fino al 12 settembre, tutti i giorni con orario 10.00-12.30 / 16.00-19.30.

Nella rassegna saranno presenti opere di Tristano Alberti, Roberto Faganel, Elena Meneghini, Dante Pisani, Enzo Pituello, Emilija Podjavorsek, Miler Ramirez, Claudia Raza, Federico Righi, Franco Rosso, Tullio Sila, Renata Sirotich, Barbara Tedesco, Bruno Tomasini, oltre ad altri artisti (anche internazionali) che fanno riferimento a Linea d’Arte.

La rassegna propone un interessante mosaico dell’odierna espressività artistica, attraverso artisti con importanti curriculum espositivi e museali e che hanno scelto un linguaggio autentico, senza cedimenti al sensazionalismo e allo scandalismo, riconducibile nella rassegna a tre aree estetiche: quella della visione, dell’interpretazione e dell’immaginazione.

   













Come il principe dei nembi
è il Poeta che, avvezzo alla tempesta,
si ride dell’arciere: ma esiliato
sulla terra, fra scherni, camminare
non può per le sue ali di gigante.
Baudelaire

Ci pare di vederlo, quest’elegante e un po’ malinconico signore, col suo cappello di Panama e il papillon, mentre sogguarda il mondo intorno, da cui si distanzia preferendovi una rallentata velocità, in un dialogo costante con la pulsione dei propri segreti moti interiori.
Vi è chi vive la dimensione della poesia come un abito che gli è proprio: lo riconosciamo, allora, quest’albatros capace di metterci a disagio e di farci specchiare nella nostra prosaica, banale metabolizzazione di ciò che il nuovo giorno ci ha portato e in cui abbiamo sapientemente, come un esercizio, anestetizzato la gioia e il disagio. I versi che egli lascia sulla carta, così essenziali da dipanarsi talvolta in brevi ellissi, fissano istanti di luce ed ombra, bellezza e stridore. Ma, modernissimo figlio del suo secolo, ecco che kafkianamente descrive la malattia di piccole ossessioni amplificate, dove la solitudine permea i semplici gesti che segnano il tempo che passa e non rassicurano, se non fittiziamente. L’albatros è prigioniero delle pareti di casa e nella conta maniacale della scansione del tempo, dei gesti e di fastidiosi abitatori, non offre soluzioni, rinunciando a farsi taumaturgico o pedagogico; solamente gli importa il vissuto che, non trovando scampo, aliena e rinserra, facendogli sbattere le ali tra mura domestiche da dove il cielo e il mare rimangono impossibili voli da praticare. Ma noi, che sempre andiamo cercando di decifrare una lezione, che cosa avremo imparato da lui? Forse, ad accogliere l’albatros tra noi, in noi, e a lasciarlo volare.

Roberto Ambrosi

   


La mia Africa

Il titolo potrebbe far pensare ad un reportage, ma Barbara Tedesco l’ha scelto per la sua Mostra personale a Villa Prinz pensando sicuramente a un riferimento geografico e culturale, ma soprattutto per introdurre una riflessione che nasce più dall’immaginale che dall’immaginario. L’Africa comunque c’è. Separando la civiltà egiziana, etiopica e arabo-islamica, l’espressività artistica del continente africano si è declinata (in massima sintesi) nella scultura dei Negri e nella pittura dei Boscimani. A questa ultima fa riferimento il lavoro della Tedesco, nel vivace realismo e nel senso del movimento che caratterizza la rappresentazione delle figure reali o fantastiche, le scene, i riti, le danze. Un modo di dipingere che coniuga espressionismo e verismo, che tende a rappresentare la figura umana con grande sintetismo, fino a giungere ad arbitrarie stilizzazioni. L’organizzazione del quadro è a macchie, con una sua forza tragica e visionaria che si traduce in una espansione emozionale, dove il dolore, l’angoscia, l’esaltazione, si coniugano con grande intensità. I ritratti, in particolare, alludono alla scultoreità nelle forme angolose, affidando l’espressività al gesto pittorico e percorrendo una dialettica linea-superficie che porta a una crescente semplificazione e astrattizzazione dell’immagine. In questo contesto il colore viene liberato dalla sua funzione d’identificazione di un disegno e viene trattato da Barbara Tedesco per se stesso, affidandogli una funzione di trasmutazione del reale in grado di rendere l’immagine vera ricca di spiritualità.

Barbara Tedesco espone da dieci anni con mostre personali e collettive, guardando ad artisti come Munch, Schiele, Kokoschka: dedica il suo lavoro alla figura umana e in particolare alla rappresentazione dei bambini. Con questa rassegna, la Tedesco, fa un passo avanti, proponendo attraverso il riferimento africano e una nuova stilizzazione le sue inquietudini personali, creando delle visioni dell’ “immaginale”, dei paesaggi dell’anima che non sono tanto la copia di scene terrestri ma la figurazione spirituale di idee, di riflessioni, di una ricerca per condurre l’anima verso la saggezza. In un’epoca che oscilla tra il culto del progresso, le esperienze di decadenza e che ha comunque smarrito molta della sua credibilità, la Tedesco sembra invitare il fruitore dei suoi quadri a riprendere contatto con la madre terra proprio attraverso queste immagini “africane”: quasi un invito a lasciarsi tentare da una via alternativa, che va oltre, che riscopre natura e naturalezza, che fa sua la partecipazione sensoriale, mirando a una nuova pace interiore che la contemporaneità di oggi sembra precludere, sviare o pervertire.

Franco Rosso

 

   
   

 

     
 
 
 


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