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A Trieste presso
il Salone degli Incanti dell’ex Pescheria
Elena Pontiggia inaugura il ciclo di incontro per approfondire
il tema del Liberty
Elene Pontiggia, venersì 8 aprile, ha dato il via
ai dieci appuntamenti di approfondimento sulla cultura
del Liberty a corollario della Rassegna ospitata a Trieste
presso la Sala degli Incanti dell’ex Pescheria.
Elena Pontiggia non ha parlato della Mostra ma ha approfondito
il tema del Liberty inquadrandolo nelle sue declinazioni
pittoriche e delle arti applicate in Italia ed in Europa,
attraverso un interessante excursus supportato dalla proiezione
di immagini e con una incalzante disquisizione che ha
affascinato il folto pubblico presente. Sottolineando
che non si può identificare una vera e propria
“pittura” Liberty, bensì individuare
alcuni artisti e alcune opere che sicuramente sono state
ispirate da quella atmosfera Liberty che nei primi anni
del ‘900 consegnava alla grazia delle linee curve
il compito di rappresentare quasi un antidoto all’incipiente
travolgimento epocale che la prima guerra mondiale avrebbe
portato in tutta Europa.
Elena Pontiggia è docente di Storia dell’arte
all’Accademia di Brera e ha insegnato in università
italiane e straniere.
Ha fatto parte del Comitato Scientifico del Padiglione
d'Arte Contemporanea di Milano dal 1987 al 1993 e del
Consiglio di Amministrazione della Quadriennale di Roma
dal 2002 al 2008.
Ha collaborato con la Biennale di Venezia del 1993. Nel
1996 ha vinto il premio S. Valentino d’Oro per la
Storia dell’Arte. Collabora regolarmente a quotidiani
e riviste (“Corriere della Sera”, “Luoghi
dell’infinito”).
Si occupa in particolare dell'arte italiana e internazionale
fra le due guerre (saggi su Sironi, Arturo Martini, Carrà,
Wildt, Usellini, Novecento Italiano, Hopper, Picasso,
Nuova Oggettività tedesca) e del rapporto fra modernità
e classicità. Si è occupata dell'arte degli
ultimi decenni, pubblicando saggi su Pollock (Milano,
1993), l'informale italiano e europeo, l'arte degli anni
Ottanta (Rosenberg&Sellier, 1995). I suoi ultimi volumi
sono: Edward Hopper (Milano, Rizzoli, 2004); Il Ritorno
all’ordine (Milano, Abscondita, 2005); 1935. La
grande Quadriennale (Milano, Electa, 2006, con C.F.Carli);
Bontempelli. Realismo magico e altri scritti sull’arte
(Milano, Abscondita, 2006); Modernità e classicità.
Il Ritorno all’ordine in Europa (Bruno Mondadori,
2008, Premio Carducci 2009).
Ha curato numerose mostre. Tra le ultime: Arturo Martini
(Milano, Permanente, 2006); Sironi (Milano, Fondazione
Stelline, 2008); Licini (Ascoli Piceno, Pinacoteca Civica,
2008); Il chiarismo (Milano, Palazzo Reale, 2010); Lo
stupore dello sguardo. La fortuna di Rousseau in Italia
da Soffici e Carrà (Milano, Fondazione Stelline,
2011).
Maria Gabriella Ferrazza
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ARTE NEI CASTELLI
APERTI
In occasione di “Castelli aperti”, lo scultore
muggesano Villibossi ha aperto le porte del suo castello.
Anzi, a far da padrona di casa delle programmate visite
guidate è stata la moglie Gabriella Marina che ha
illustrato la storia dell’antica fortezza risalente
al 1300 e il percorso che l’ha condotto nel 1981 ad
essere acquistato dai coniugi Bossi che l’hanno, in
venti anni di amorevole lavoro, recuperato da un destino
di rovina. Anni di intenso, sapiente e amorevole restauro
che hanno riconsegnato la vecchia fortezza ad una abitabilità
contemporanea e ad un uso che lo vede protagonista suggestivo
di incontri culturali, teatrali e musicali. Confermando
una tradizione di ospitalità tipica dei castelli,
i visitatori hanno potuto gustare il Malvasia locale lungo
il percorso di scoperta della suggestiva costruzione che
Villibossi ha voluto suddividere in tra livelli: il primo
dedicato alla rappresentanza; il secondo all’ospitalità
e il terzo riservato all’abitazione famigliare. Il
corridoio di ronda che segna il perimetro lungo le mura
medievali permette ai visitatori di affacciarsi, da un lato,
sulla bellezza del golfo di Muggia e dall’altro sui
tetti del centro storico dell’antica cittadina veneta.
Al centro un giardino quasi spontaneo (frutto di un amorevole
cura delle piante originali) che quotidianamente fa da palcoscenico
alle sculture in legno e in pietra di Villibossi e spesso
– nel periodo primaverile e estivo – ospita
serate culturali che hanno come protagonisti la musica,
il teatro, la letteratura.
Non una tradizione principesca, come bene ha sottolineato
Gabriella Bossi, ma una fortezza-castello che conferma dopo
700 anni di storia la sua funzione di ospitalità
per le genti, punto di sosta e d’incontro, di confronto
di orizzonti e di culture: uno splendido esempio di come
la volontà, l’amore per la storia, il rispetto
dei valori e delle tradizioni consentano di perpetuare per
i secoli un esempio di moderna civiltà.
Maria Gabriella Ferrazza
Villibossi, classe 1939, è nato a Muggia in provincia
di Trieste: ha studiato all’Accademia di Belle Arti
di Genova sotto la guida di Lodovico Caraventa e ha frequentato
la Scuola “Libera di Figura” diretta da Nino
Perizi, presso il Museo Revoltella di Trieste. Ha iniziato
ad esporre nel 1964 in Mostre personali, di gruppo e collettive,
distinguendosi per la versatilità dell’impiego
dei materiali, pur privilegiando l’uso del legno
e soprattutto della pietra. Sulla sua attività
sono stati realizzati cortometraggi trasmessi dalle televisioni
italiane, tedesca e jugoslava. Ha allestito 24 Mostre
personali ed ha partecipato a 40 Simposi internazionali
di scultura.
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Al Maritani
di Monfalcone (GO)
MOSTRA FOTOGRAFICA DI PAOLO GASPERINI E PIETRO DA DALT INTITOLATA:
“OMBRE E SUPERFICI”
Dal 19 marzo al 31 marzo.
Paolo Gasperini e Pietro Da Dalt a Monfalcone aggiungono
una nuova tappa lungo il loro percorso di ricerca espressiva
dove la fotografia risulta oramai essere un mezzo tecnico
per esprimere idee, studi e messaggi. Già con i
precedenti lavori dedicati ai riflessi e agli specchi
i due autori invitavano lo spettatore a superare i limiti
ordinari, a smetterla di pensare ad una dimensione, per
accarezzare un pensiero immaginifico, fuori dagli schemi,
per dare immagini alla fantasia, all’illusione e
all’utopia. Con gli otto pannelli fotografici presentati
da Maritani, Da Dalt e Gasparini danno immagine all’affermazione
di De Chirico sull’ombra: “Ci sono più
enigmi nell’ombra di un uomo che cammina sotto il
sole che in tutte le religioni passate, presenti e future”.
I pannelli fotografici hanno un loro autonomo appeal estetico,
ma una conoscenza più profonda degli artisti e
della loro ricerca permette di percepire nelle opere l’affermazione
di come le ombra abbiano ancora a che fare con la magia,
e come la magia sia sempre fonte d’incantesimo.
Nessuna civiltà e nessuna forma d’arte è
sfuggita alla suggestione dell’ombra perché
in essa l’uomo continua a proiettare visioni, miraggi,
paure e desideri. Un tema unico per due declinazioni diverse:
Gasparini tratta l’ombra partendo dal corpo femminile,
Da Dalt fotografando l’ombra di una persona su un
terreno “lunare”: tutti e due ci dicono che
l’ombra può essere l’occultamento della
realtà e allo stesso tempo la rivelazione della
realtà stessa; che l’ombra resta inaccessibile
perché ognuno è la propria ombra e non esiste
modo di perderla e di cancellarla dalla nostra esistenza.
Ci parlano delle pluridimensioni che può assumere
la nostra vita e il fatto che l’ombra appaia sempre
più grande del corpo rappresenta l’invito
per l’uomo di andare oltre, sempre alla scoperta
dell’uomo.
Paolo Gasparini è musicista eclettico, compositore
e cantante lirico. Studioso dello yoga, affascinato dalla
fisica quantistica e subnucleare, fotografa dal 2003.
Vive e lavora a Trieste. Pietro Da Dalt, nato a Treviso,
vive e lavora a Trieste come cantante lirico ed architetto.
Fotografa dal 2005.
Franco Rosso
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Dal 25 marzo
al 9 aprile, presso lo spazio espositivo Linead’Arte:
VIAGGIO NELLA LUCE
In questa Rassegna allestita nello spazio espositivo
dell’Associazione culturale Linead’Arte (Trieste
– Via Lazzaretto Vecchio 19) Giovanni Toniatti Giacometti
si conferma artista che sa rappresentare plasticamente
il fascino inesauribile della natura. Lo fa scegliendo
due soggetti: il cavallo e i paesaggi innevati, utilizzando
una pennellata rapida che preferisce smaterializzare le
forme per proporre dinamiche traiettorie movimentistiche.
A cavallo tra impressionismo ed espressionismo, l’artista
testimonia la sua capacità di cogliere quel messaggio
del nostro tempo che invita a riconsegnare l’arte
all’estetica e quindi alla forza della visione.
Un’estetica che non è cervellotica riflessione
sullo statuto del bello, ma che nasce come arte della
percezione del sensibile. Un invito all’estetica
che oggi ritorna prepotente, reagendo ad un trend che
per anni ha preteso di identificare l’arte con la
capacità di provocare. Toniatti Giacometti, invece,
lavora con gli strumenti della pittura che diventa quasi
un medium tra l’uomo e la natura che lo circonda.
Centrale, in tutte le sue opere, è la luce e la
costante presenza del bianco (anche quando è sotteso),
attraverso i quali, senza leziosismo, comunica stati d’animo,
spiritualità, profumi, poesia e sincerità.
Una pittura romantica che nei paesaggi ci rimanda ad atmosfere
venete e carinziane, e nei cavalli interpreta il dinamismo
e la vitalità, con un registro cromatico di grande
eleganza e raffinatezza.
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Claudia Raza
espone alla Galleria LA FORTEZZA di Gradisca
IL RESPIRO DELL’ESISTENZA
Dal 19 al 6 aprile
Il titolo induce ad immaginare, le opere dell’autrice
ti spingono ad immergerti in un viaggio nell’anima.
“Una pittura che investe la forma di una deformante
evocazione naturale – ha affermato Franco Rosso
presentando ad un folto pubblico l’esposizione –
ma l’artista non ripudia la realtà, ma la
ricrea, ripensandola attraverso la struttura formale,
e con i suoi mezzi: linea –forma-colore, arriva
all’essenza della realtà. Sostituisce al
reale imitato un reale immaginario, con la verosimiglianza,
l’autentitcità, l’evidenza di un incontestabile
fatto naturale. Allora la ricerca espressiva diventa dialogo
con la natura, intesa come un territorio dell’anima,
un ambito poetico. Ecco allora la varietà degli
intrecci, i graffiti di linee filiformi che si annodano
e si sciolgono, formando grovigli o fitti reticolati.
Trame di gabbie fantastiche che a volte appaiono come
matasse di fili arborei che si piegano come fili d’erba
a un soffio del vento, quasi a simboleggiare e ricordare
la fragilità dell’uomo contemporaneo”.
Claudia Raza, originaria di Cividale dei Friuli (ma gli
antenati erano di Gradisca d’Isonzo) con 75 Mostre
personali e 450 collettive in Italia e all’estero
si afferma come una delle più significative artiste
oggi operanti nel Friuli Venezia Giulia. E’ pittrice
e poeta (ha pubblicato tre raccolte di poesie) e vanta
una ampia produzione grafica incisoria e una intelligente
produzione di “libri d’artista”.
All’inaugurazione ha presenziato il Presidente della
Provincia di Gorizia e sono intervenuto il Presidente
dell’Associazione culturale “GradiscaArte”
e il coordinatore della Galleria La Fortezza, Renzo Fagotto.
Maria Gabriella Ferrazza
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AL MUSEO REVOLTELLA
“ARTE E NAZIONE”
17 marzo – 5 giugno 2011
orari: 10-18 (martedì chiuso) – dal 1°
aprile 10 – 19
mercoledì 16 marzo: apertura straordinaria dalle
19 alle 24
Alla celebrazione del 150° Anniversario dell’Unità
d’Italia il Museo Rivoltella di Trieste partecipa
con una Mostra di opere intitolata “Arte e Nazione.
Dagli Induno a Fattori nelle collezioni del Museo Rivoltella”
che resterà aperta dal 17 marzo al 5 giugno 2011.
La Mostra si propone di raccontare il clima sociale e
culturale in cui giunge a maturazione il processo di unificazione
servendosi unicamente del patrimonio del Museo che si
rivela ricco di spunti non solo per rappresentare la storia
artistica degli ultimi due secoli ma la storia in se,
permettendo di leggere dipinti, disegni e stampe da altri
punti di vista. Importante l’apporto alla Mostra
da parte della biblioteca personale di Pasquale Rivoltella
e che fa da corollario (negli spazi abitativi del Barone)
ad un percorso che inizia con i dipinti di Dell’Acqua
e Lorenzo Gatteri per proseguire con le opere di Domenico
Indurno, fino allo straordinario quadro di Georges Moreau
de Tours e alle opere di Giovanni fattori.
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150° DELL’UNITA’
D’ITALIA
Rilancio del Museo del Risorgimento di Trieste.
“Mostrare un Museo di sicuro interesse storico
che l’Amministrazione comunale è riuscita
a tenere aperto sempre e che ora punta riacquistare, nel
150° Anniversario dell’Unità d’Italia,
un suo spazio più adeguato per favorire quel rilancio
che merita”. Così l’assessore alla
Cultura Massimo Greco sintetizza il rilancio del Museo
del Risorgimento di Trieste che il 16 e 17 marzo sarà
illuminato da effetti di luce che formeranno un suggestivo
Tricolore notturno, mentre un grande drappo segnalerà
l’ampliamento dell’apertura al pubblico: tutti
i giorni, da martedì a domenica, con orario prolungato
9.00-19.00, chiuso il lunedì.
Nato negli anni ’30 su progetto di Umberto Nordio,
dal punto di vista della struttura il Museo del Risorgimento
è una delle poche sedi museali triestine nata per
essere Museo, e ha vissuto una travagliata esistenza:
durante l’occupazione nazista della città,
fu sede dell’organizzazione TODT e nel secondo dopoguerra
ospitò invece le truppe anglo-americane e soltanto
con il ritorno dell’amministrazione italiana a Trieste
nel 1954, l’edificio su restituito alla sua funzione
originaria. All’interno del museo si sviluppano
spazi dedicati ai garibaldini giuliani e ancora le sale
dei volontari della prima guerra mondiale, delle medaglie
d’oro e del ritorno di Trieste all’Italia
del 1918 e del 1954.
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TERRE IN TRASFORMAZIONE
- Altri mondi possibili
In mostra presso la Casa della Musica a Trieste le opere
di Paolo Gasperini e Pietro Da Dalt.
10 pannelli frutto di elaborazioni fotografiche nelle
quali di due artisti ci invitano a superare i nostri limiti
e a smetterla di pensare in una sola dimensione. La Mostra
si collega con un fil rouge alle loro precedenti esposizioni:
riflessi e specchi, riprende il tema dell’immagine
che diviene pensiero e che oggi impone una dimensione
tridimensionale. Anzi, oggi, con le nuove tecnologie l’immaginazione
non è più, soltanto, dettata dal mezzo,
ma dall’immaginazione stessa.
I due artisti, che superano nel lavorare insieme ogni
rivalità o confronto e che scelgono di completarsi
nel lavoro artistico così diverso per risultati
ma simile per obiettivi emozionali, ci invitano a camminare
fuori dagli schemi, a guardare nel pozzo del proprio istinto
e del proprio cuore. Tutto ha inizio, dicevamo, con gli
specchi e con i riflessi: specchio come fonte primaria
degli effetti riflettenti, ma anche produttore di entità
al punto di diventare una inquietante finestra su realtà
parallele. Con i loro lavori fotografici ci dicevano che
attraverso i riflessi si può scoprire qualcosa
di sé e del mondo, perché i riflessi offrono
illusioni di spazi e un accesso a cose che di solito non
vediamo, assecondando immagini e idee che abbiamo di noi
stessi.
E ci dicevano anche che si può uscire dall’aridità
materiale del nostro tempo, dando immagine alla fantasia,
all’illusione, all’utopia, inventando pensieri
di speranza per esorcizzare il nulla della nostra società
ed epoca.
IL RITRATTO E IL GIOCO DEGLI SPECCHI ricordandoci che
è il proporre e coltivare l’illusione che
spinge l’uomo a immaginare una realtà che
l’incanta, che lo spinge a superarsi. Bisogna, infatti,
PERDERSI PER RITROVARSI.
La Mostra è visitabile tutti i giorni fino alla
fine di marzo.
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La Doll Art
è protagonista dell’ultima rassegna ospitata
nello Spazio espositivo dell’Associazione Culturale
Linea d’Arte (Via Lazzaretto Vecchio 19 – Trieste).
Scrive Franco Rosso nella presentazione “Shakespeare
l’aveva sempre detto: compito dell’artista è
offrire uno specchio alla società.
Noemi Israel non viene meno a questo imperativo e come Doll
Art Artist propone una selezione di 50 pezzi delle oltre
600 collezionate e dedicate a Barbie e Ken, che l’11
marzo 2011 festeggiano i primi 50 anni.
L’artista triestina, laureata in Lettere moderne e
diplomata in pianoforte al Conservatorio “Cesare Pollini”
di Padova, è giornalista pubblicista dal 1991 ed
ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti come scrittrice
di racconti umoristici e di testi destinati al Teatro.
In questa rassegna supera il concetto di OOAK (One of a
kind – la costumizzazione di pezzi unici) ricreando
i suoi personaggi in una ideale continuità con la
tradizione antica delle marionette. Non semplici bambole,
ma personaggi simbolici che trasmettono un valore che va
al di là del semplice feticcio per immedesimarsi
in una contestualizzazione teatrale. Personaggi ridisegnati,
rivestiti, definiti con grande glamour dall’artista,
che propongono infiniti ribaltamenti e ipotesi di sdoppiamento,
decostruzioni e ricontestualizzazioni che replicano e si
fanno portavoce di riflessioni sui costumi, i consumi e
i retaggi del nostro tempo, sulle mutazioni dell’essere
e del sociale. Una sintesi di visioni della realtà
e dell’arte, dell’umano e del post-umano, di
passioni creative per la letteratura e il teatro.
Una rassegna che crea interazione con il pubblico, trasformando
le opere in una riflessione sulla nostra società”
La Rassegna è visitabile dall’11 al 23 marzo
2011, da lunedì a venerdì dalle ore 17.00
alle 19.30 e il sabato dalle 10.00 alle 13.00
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All’Antico
Caffè Tommaseo
BERNINI, ROSSO & ZOPPOLATO
Esposizione dal 28 febbraio al 27 marzo 2011
Da dieci anni i tre artisti triestini Ferruccio Bernini,
Franco Rosso e Livio Zoppolato, propongono annualmente negli
spazi dell’Antico Caffè Tommaseo (Trieste –
Piazza Tommaseo, 4) una Rassegna delle loro opere, ogni
volta scegliendo una tematica o una tecnica diversa. Quest’anno
è la “tecnica mista” e il collage a caratterizzare
l’esposizione, sintetizzando tre diverse declinazioni
dell’espressività artistica. Ferruccio Bernini
propone collage che riecheggiano la cultura delle immagini
medianiche, raccontando favole metropolitane, quasi una
mitologia della contemporaneità che però non
viene mai meno ad una poetica che è testimonianza
dell’anima. Franco Rosso presenta una serie di collage
realizzati con superfici di cartone serigrafato e che formano
composizioni geometriche di tipo costruttivista, in linea
con un arte “pratica” concepita per l’utilizzazione
nel campo della grafica, della comunicazione e del design.
Rosso declina in questi lavori una poetica spaziale con
rigorose partizioni di una composizione architettonica.
Livio Zoppolato, sempre fedele all’informale, allinea
una serie di collage che evocano paesaggi, vedute e scorci
di Trieste, declinati con tecnica sapiente, colori densi,
ricchi di richiami alla tradizione dell’arte veneta
che diventano suggestive apparizioni di sogni e ricordi.
La Rassegna è visitabile dal 28 febbraio al 27 marzo
2011, ogni giorno con orario 8.00 – 24.00. |
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ARTISTINMOSTRA,
LA GRANDE FIERA DEI CREATORI D'ARTE CONTEMPORANEI
Al via la prima, attesa edizione della nuova fiera in cui
espongono gli artisti in prima persona: evento che suscita
diffuso interesse perché mette in contatto diretto
creatore e fruitore dell'opera senza intermediari né
apparati di sistema. E rende così possibile un dialogo
face to face, per conoscersi reciprocamente, confrontarsi,
scoprire e acquisire opere.
Espongono autori di diverse forme dell'arte: pittura e scultura,
grafica e video art, fotografia e installazioni.
Due i week end - a fine febbraio e a inizio marzo - previsti
per la manifestazione che avrà luogo nel quartiere
fieristico di Parma in concomitanza con Mercanteinfiera
Primavera, la mostra internazionale di modernariato, antichità
e collezionismo, da anni attrazione per un folto pubblico
alla ricerca di cose rare e belle.
Attrattiva per l'atmosfera, densa di stimoli e di curiosità,
vivace per le personalità e per gli incontri, ArtistInMostra
può essere visitata per divertimento e per passione:
un'avvincente esplorazione del mondo abitato da chi crea
opere con dedizione e talento.
Nel corso della manifestazione, saranno assegnati *3 diversi
premi*, della critica, dei galleristi e del pubblico. Al
rituale di assegnazione dei primi due, domenica 27 febbraio,
parteciperà *Philippe Daverio*.
Dal 1 febbraio ArtistInMostra è anche fiera on line
con *Artistiweb.it*, progetto di incontro virtuale e privilegiato
tra creatori e amanti dell'arte. Una vetrina in cui gli
artisti e le opere presenti a Parma saranno disponibili
per tutto il 2011. |
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Sulla soglia
del tempo: mostra personale di Loredana Riavini alla Sala
Comunale d'Arte
DOVE: Sala Comunale d’Arte – Piazza dell’Unità
d’Italia, 4 - Trieste
QUANDO: 27 gennaio - 16 febbraio 2011
ORARIO: tutti i giorni 10.00 - 13.00 / 17.00 – 20.00
"C’è quasi sempre una porta
socchiusa - scrive Accerboni - che conduce nel mondo magico,
razionale e quasi senza tempo, o meglio antico, di Loredana
Riavini. Attraverso una soglia, che è anche sommesso
invito a entrare nel passato, si dipana una capacità
compositiva e timbrica, cromatica e tonale, di grande professionalità
e di semplice, ma non elementare, bellezza, coronata da
equilibrio e sottesa da un velo di accentuata sensibilità
poetica verso la vita e il mistero dei suoi accadimenti:
una passione per la pittura, quella della Riavini, coltivata
fin da giovanissima all’Istituto Statale d’Arte
di Trieste, dove l’affascinante e sorridente pittrice
dagli occhi grigio-verdi ebbe modo di sperimentare le diverse
discipline sotto la guida dei maestri più prestigiosi
e degli artisti più significativi dell’epoca
(Riccardo Bastianutto per le tecniche pittoriche, Dino Predonzani
per la progettazione decorativa delle navi, Girolamo Caramori
per l’incisione, Ugo Carà per la plastica,
Ladislao De Gauss per il disegno dal vero ecc.)".
"Il risultato? Un talento autentico, educato finemente
all’arte, teso a raccontare i segreti di case abbandonate
dell’interno dell’Istria soprattutto e in
parte del Carso...un quotidiano ormai desueto, un leggero
clangore di stoviglie, il pianto di qualche bimbo. Ora
tutto questo non c’è più, ma le molteplici
stratificazioni d’intonaco e di pittura che permangono
sulle facciate e che incuriosiscono e affascinano particolarmente
la pittrice, conservano la memoria di quell’attimo
fuggente che è la nostra vita".
"Pur riandando indietro nel tempo, la Riavini si
appropria di una tecnica contemporanea - l’acrilico
su tavola, meno spesso su tela - eseguita con la paziente
accuratezza dei modi antichi nel preparare il fondo (con
gesso e colla caravella) e nello stendere alla fine la
gommalacca. E dall’amalgama di capacità tecnica
e professionalità, curiosità per il mistero
e amore per la naturalezza della vita, fuoriescono queste
ineffabili tracce postimpressioniste, che l’artista
ha sempre più sintetizzato nel corso del tempo
e di cui, nella presente rassegna, ci offre le prove più
recenti e mature, realizzate dal 2005 a oggi e intrise
di luce e di profondità".
"Esterni sempre più minimalisti e scabri,
che all’inizio, nei primi anni ’90, l’autrice
popolava di qualche anziano personaggio; poi non più
- conclude il critico - solo muri, ricoperti di foglie
quando il suo stato d’animo è più
sereno, dipinti nell’ambito di una ricerca che l’artista
iLoredana Riavini - "Antica solitudine"ntende
ora estendere ad altri paesi dal mistero più recondito,
quali per esempio India ed Egitto". |
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Trieste rende
omaggio a Serse, artista triestino di adozione che da oltre
vent’anni rappresenta una delle più interessanti
realtà nel panorama dell’arte contemporanea
italiana, ospitando nell’ex Pescheria - Salone degli
Incanti la personale dal titolo Geometriche dissolvenze.
Il rigore e l’eleganza del bianco e nero della grafite,
che contraddistingue l’intera produzione artistica
di Serse, trova in questa sede un contesto singolare, dove
alla precisione minuziosa delle opere si contrappone un
allestimento disorganico in cui tubi innocenti e impalcature,
generalmente utilizzati nell’edilizia, fanno da cornice
alle opere costruendo una sorta di “cantiere del disegno”.
Cuore della mostra l’ultima produzione artistica
di Serse ispirata all’architettura della Tomba Brion,
realizzata da Carlo Scarpa tra il 1970 ed il 1978 presso
San Vito d'Altivole. “Con lo spirito dei viaggiatori
romantici di fine Settecento ho visitato più volte
la tomba di Giuseppe Brion, il complesso monumentale a
pochi chilometri da Asolo realizzato da Scarpa, il progettista
del Museo Revoltella.
La complessa struttura, il galleggiare delle architetture
sull’acqua ha da subito evocato in me l’opera
di Arnold Böcklin: l’Isola dei Morti. Affascinato
dalla magnificenza di questa struttura architettonica
ben presto la visita si è trasformata in una sorta
di pellegrinaggio finalizzato a carpire i dettagli minuziosi,
le solide relazioni spaziali tra le diverse strutture,
i frequenti rimandi simbolici. Partendo da appunti a matita
e da fotografie mi sono trovato ad interpretare gli intrecci
sistematici tra interno ed esterno e a cogliere tutti
gli spettri delle categorie del bello e del sublime che
l’architettura esprime. Ho trasformato la luce del
cielo in luce nera, lunare, dando una parvenza metafisica
alle masse di cemento, marmo, metallo e vetro.
Così, mentre Scarpa riuscì a sdrammatizzare
il concetto funebre e trasformare l’area sepolcrale
in una “dolce città oziosa” o, come
diceva, “un Eden ripreso”, anziché
opporle, io ho accostato luce e tenebra, annullando la
distinzione tra mondo dei sogni e mondo reale”.
(Serse) Architetture che si riflettono sull’acqua
e Riflessi le cui geometrie rasentano l’astrattismo,
le opere di Serse hanno origine da uno scatto fotografico
e dalla successiva interpretazione dello stesso attraverso
l’uso della grafite su carta. Lo stesso sguardo
romantico e l’esecuzione minuziosa la ritroviamo
nelle opere della serie: Diamanti, Elementi, Ai sali d’Argento,
Studio dal vero e nelle nuvole vaporose dei Gas, nei paesaggi
sfumati delle Arie di Parigi, nelle Vertigini. La figura
umana è completamente assente da queste immagini
che risultano essere senza tempo e immortali. |
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Ritmo ternario
Trieste - dal 20 novembre al 12 dicembre,
Sala Umberto Venuda, Palazzo Costanzi
Opere di Claudia Cervo, Massimo de Angelini, Alda Failoni.
Sintesi sonora in loop di Fabio Mini.
Federica Luser, nel presentare la Mostra, lo scorso 20 novembre
al folto pubblico intervenuto, parafrasando Wassily Kandinsky
ha ricordato che possiamo definire l’energia “suono
interiore che, quando viene intuito dagli artisti, carica
le loro opere di forza nel segno e nell’espressione
e permette di realizzare vere forme d’arte”.
Ed è proprio l’energia che si sprigiona dalle
opere dei tre artisti che collega con un fil rouge coerente
le opere esposte. La Mostra affronta il difficile tema del
rapporto tra anima e corpo e i tre artisti lo sviluppano
con i loro personali linguaggi espressivi focalizzando l’attenzione
proprio sull’energia della vita che porta al mutamento
continuo. Ognuno lo fa in modo autonomo, prosegue Luser,
lasciando scaturire dalla propria creatività i tratti
che danno origine alle forme. Corpi, per Claudia Cervo,
volti e paesaggi per Massimo de Angelini e oggetti per Alda
Failoni.
La Mostra è resa particolarmente suggestiva dall’intervento
di un altro artista, il Maestro Fabio Mini, che con la sua
musica interpreta le vibrazioni che nascono dalle opere.
Una riuscitissima esposizione che consente anche ai visitatori
di portare con se un piccolo ma efficace catalogo contenente
il CD con la colonna sonora dell’evento, per ritrovare
ascoltandolo quella suggestione ernergizzante che sempre
l’arte di ottima qualità è in grado
di trasmetterci.
Maria Gabriella Ferrazza
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IMMAGINA arriva
alla dodicesima edizione con un bagaglio di risultati notevoli
che, in breve tempo, l’hanno portata ad essere una
delle manifestazioni importanti nel panorama fieristico
nazionale con opere di artisti storicizzati (Picasso,Modigliani,
De Chirico ecc) e molti artisti contemporanei, ormai ampiamente
conosciuti dal collezionismo internazionale.
In questa edizione saranno presenti 130 Gallerie d’Arte,
15 Case Editrici che segneranno il gran completo nei 2 padiglioni
di 12.000 mq.
La manifestazione è ulteriormente cresciuta sia per
quanto riguarda la qualità delle gallerie presenti
sia per il progetto espositivo che vedrà la presenza
di 4 manifestazioni culturali con nomi di grande rilievo.
Piero Dorazio organizzata dalla galleria Tornabuoni Arte
di Firenze.
Piero Dorazio nasce a Roma nel 1927. Dopo l'iscrizione
alla facoltà di Architettura partecipa giovanissimo
alla difficile evoluzione dell'arte astratta italiana
del dopoguerra, già nel 1946 nel Gruppo Arte Sociale
con Perilli, Guerrini, Vespignani, Buratti, Muccini fino
alla redazione (1947) del manifesto e delle mostre "Forma
1" insieme a Consagra, Turcato, Accardi e Sanfilippo.
Espone con mostre personali alla Biennale di Venezia nel
1960, nel 1966 e nel 1988. Espone più volte a Londra,
a New York e in gallerie svizzere e tedesche. Nel 1974
si stabilisce a Todi e ivi lavora e insegna nella Scuola
Atelier per la Ceramica moderna e nel proprio studio.
Nei primi anni ottanta una sua grande mostra del Musée
d'Art Moderne de la Ville de Paris viaggia nei principali
musei americani e si conclude alla Galleria Nazionale
d'Arte Moderna di Roma. Nel 1985 e nel 1986 il debutto
a Tokyo e a Osaka. In seguito le esposizioni continuano
ad allargare e consolidare la sua presenza culturale nelle
più importanti città europee, mentre ottiene
prestigiosi riconoscimenti: membro dell'Accademia di San
Luca; dell'Akademie der Kunste di Berlino; insignito dei
Prix Kandinsky e del Premio internazionale della Biennale
di Parigi; del Premio Michelangelo dell'Accademia dei
Virtuosi. Fra il 1993 ed il 1996 ha ideato il progetto
per l'esecuzione di cinquanta grandi mosaici di artisti
internazionali nella metropolitana di Roma. Muore nel
2005.
Trento Longaretti organizzata dalla galleria B&B
Arte di Canneto Sull’Oglio (Mn).
Longaretti nasce a Treviglio nel 1916. Inizia ad esporre
a metà degli anni ’30. E’ stato invitato
alla Biennale di Venezia ben quattro volte negli anni
1942, ‘48, ’50 e ’56, alla Quadriennale
di Roma nel 1952 e a numerose mostre internazionali. Dal
1953 dirige l’Accademia di Carrara, succedendo ad
Achille Funi, e dimettendosi nel 1978, per dedicarsi esclusivamente
alla pittura.
Nel 1999 La Casa del Mantegna di Mantova gli dedica una
fondamentale ‘Antologica’, nel 2002 presso
la Società Promotrice della Belle Arti di Torino
ha luogo un’altra importante antologica, mentre
nel 2003 è la volta delle personali a Palazzo Veneziano
(Malborghetto – Udine) in occasione delle Universiadi,
ai Magazzini del Sale (Venezia) in contemporanea con la
Biennale. Nel 2004 a Palermo presso Palazzo Sclafani,
nel 2005 espone a Cracovia all’Istituto Italiano
di Cultura. Il 2006 è l’anno delle varie
mostre dedicate ai suoi novant’anni: partendo dall’esposizione
a Villa Manzoni a Lecco, al Museo di Castel Sant’Angelo
a Roma , a Clusone presso la Basilica di Clusone e altre
a Bergamo, Treviglio e a Solothum. Nel 2009 Longaretti
è invitato a New York all’Istituto Italiano
di Cultura e nello stesso anno alla Galleria B&B Arte
di Canneto sull’Oglio (Mantova) realizza un’importante
personale esponendo un centinaio di opere dell’ultimo
decennio.
Mario Raciti organizzata dalla galleria Progetto Arte
Elm di Milano.
Mario Raciti nasce a Milano nel 1934, inizia ad esporre
giovanissimo negli anni '50. Si laurea poi in Giurisprudenza,
intraprendendo l'attività legale ma in seguito
decide di dedicarsi esclusivamente alla pittura; la prima
personale è allestita a Venezia nel '61 alla Galleria
Il Canale alla quale fanno seguito numerose esposizioni
in spazi pubblici e privati (espone ripetutamente nelle
gallerie, tra cui risaltano Annunciata e Bergamini di
Milano), in Italia e all’estero. Nel 1986, la Biennale
di Venezia gli dedica una sala personale e partecipa alla
quadriennale di Roma, mentre nel 1988 è il PAC
di Milano a dedicargli una mostra, seguita, dieci anni
dopo, da una antologica al Palazzo Sarcinelli di Conegliano.
Nel 1993 nascono i Misteri, campi vuoti di possibili apparizioni,
dove affondano utopicamente i reperti del profondo.
Nel 2008 iniza una collaborazione con la galleria Progettoarte
elm che lo inserisce tra gli artisti della galleria lo
propone nelle sue mostre collettive e espone le sue opere
nelle fiere d’Arte.
Il 13 marzo 2010, con catalogo Skira, si inaugura una
grande antologica a Palazzo Magnani di Reggio Emilia.
Fondazione Matalon. Spazio per la valorizzazione dell’arte
contemporanea.
Il Museo Fondazione Luciana Matalon, nasce nel 2000 dalla
volontà di dare vita a uno spazio pensato appositamente
per la promozione, lo studio e la valorizzazione dell'arte
contemporanea.
L'istituzione della Fondazione non è stata concepita
come un'esperienza meramente personale, piuttosto come
un crocevia internazionale di nuove idee, occasioni di
arricchimento visivo, emotivo e mentale.
Il vasto spazio (700 m²) è suddiviso in due
aree principali: l'ingresso, le prime sale e il soppalco
sono dedicate alle attività della Fondazione, che
ospita mostre, convegni e iniziative culturali a livello
locale e internazionale per promuovere ricerche nell'ambito
delle espressioni artistiche contemporanee.
Le aree retrostanti accolgono invece la zona museale,
a documentare oltre quaranta anni di attività di
Luciana Matalon in America, Europa e Giappone. In questa
parte, sono infatti esposte le opere della poliedrica
artista (che si dedica a pittura, scultura e creazione
di gioielli), i cui allestimenti variano regolarmente
in modo da permettere al visitatore di conoscere i diversi
aspetti della vasta produzione.
Anche lo stesso Museo è un'opera d'arte: ideato
e personalizzato in ogni sua parte dall'artista, è
caratterizzato da una pavimentazione costituita da un
intervento pittorico che si avvale di resine e fibre ottiche
e accoglie riflessioni e appunti dell'autrice stessa e
di altri scrittori suoi compagni di viaggio (quali, ad
esempio, Roberto Sanesi, Miklos Varga, Armando Ginesi,
Arturo Schwarz e molti altri) fino a condurre ad una “città
astrale” che si staglia tra presenze stellari e
vuoti abissali dell'universo infinito.
Oltre al costante impegno nella costruzione di rassegne
e mostre di pregnanza culturale, nel 2006 è stata
promossa la prima edizione del Premio Beniamino Matalon
per le Arti Visive, di durata biennale, con l'obbiettivo
di stimolare gli artisti under 35 alla realizzazione di
opere pregnanti e meritevoli, nonché di sostenerli
nel loro percorso di crescita artistica, sovente ostacolato
dalle logiche di mercato attuali, spesso motivate da forze
aliene al messaggio o al valore intrinseco dell'opera.
La Fondazione si trova nel centro storico di Milano, in
Foro Buonaparte 67, tra il Castello Sforzesco e il Teatro
Dal Verme, a due passi dal Duomo. L'ingresso è
libero.
Elenco delle Gallerie presenti a IMMAGINA 12
10 AM ART, Milano - 100X100 AMARILLO ART GALLERY, Reggio
Emilia - 2000 & NOVECENTO GALLERIA D’ARTE, Reggio
Emilia - 8,75 ARTECONTEMPORANEA, Reggio Emilia - ALBA
D’ARTE, Brescia - ALLEGRINI ARTE, Brescia - ANGOLO
ARTE, Correggio (RE) - ARETUSA ARTE CONTEMPORANEA, Pietrasanta
(LU) - ART&CO, Milano - ART PLAZA, Venaria Reale (TO)
- ARTARTE, Castellare di Pescia (PT) - ARTE ARTE, Legnago
(VR) - ARTE CORBARA, Battipaglia (SA) - ARTEKOSTIA, Albinea
(RE) – ARTEVE PROMOTION, Castelnuovo Garfagnana
(LU) - ARTINVEST srl, “Torre della Filanda”
Rivoli (TO) - ATELIER 34, Parma - AVE ART GALLERY, Varna
(Bulgaria) - B&B ART di Bugno Massimiliano, Venezia
- B&B ARTE, Canneto Sull’Oglio (MN) –
Sirmione (BS) - BIASUTTI & BIASUTTI, Torino - BIASUTTI
GIAMPIERO GALLERIA D’ARTE, Torino - BLUE PLANET,
Roma - BONELLI LAB, Canneto Sull’Oglio (MN) - BONIONI
ARTE, Reggio Emilia - C.A.O.S Contemporary Art, Roma -
CARDELLI & FONTANA, Sarzana (SP) - CASA D’ARTE
VIA DEI MERCATI, Vercelli - CASA D’ARTE SAN LORENZO,
San Miniato (PI) - CAVENAGHI ARTE, Milano - CENTROARTEMODERNA,
Pisa - CENTRO D’ARTE LA ROGGIA, Conegliano (TV)
- CHATDEBOIS, Principato di Monaco - CINQUANTASEI GALLERIA
D’ARTE, Bologna - CITRINITI ARTE CONTEMPORANEA,
Spotorno (SV) - COLLEZIONE POLITEO, Zagabria (Croazia)
- CONESTABO ARTGALLERY, Trieste - CONTEMPORART, Nonantola
(MO) - RINO COSTA ARTE CONTEMPORANEA, Valenza Po (AL)
- CRONO ARTE CONTEMPORANEA, Chiari (BS) - DOT FIFTY ONE,
Miami – FL (USA) - EDIZIONI S.E.B. – MAZZOTTA,
Milano - EMMEDIARTE Galleria d’Arte Contemporanea,
Santo Stefano Belbo (CU) – Milano - ENGEMA GALLERIA
D’ARTE CONTEMPORANEA, Nocera Inferiore (SA) - FANTASIO
E JOE, Lucca - FERRARIO ARTE, Trento - FONDAZIONE MATALON,
Milano - FRANCO SENESI FINE ART, Positano (SA) - FRITTELLI
ARTE CONTEMPORANEA, Firenze - GALLERIA ACCADEMIA, Torino
- GALLERIA CERRI ARTE, Castiglione del Lago (PG) - GALLERIA
COMO ARTE, Como - GALLERIA D’ARTE ADDA, Capriate
San Gervaso (BG) - GALLERIA D’ARTE ESS&RRE,
Roma - GALLERIA D’ARTE FIRME D’AUTORE, Giarre
(CT) - GALLERIA D’ARTE PETTINA’, Caluso (TO)
- GALLERIA de’ BONIS, Reggio Emilia – Padova
- GALLERIA DEI RAVVIVATI, Piombino (LI) - GALLERIA DEL
CANDELAIO, Firenze - GALLERIA DER GARTEN, Bari - GALLERIA
FERRARI, Treviglio (BG) – Porto Cervo (SS) - GALLERIA
GAGLIARDI, San Gimignano (SI) - GALLERIA GRANELLI, Livorno
- GALLERIA LA NASSA, Lecco – GALLERIA LA NUVOLA,
Roma – GALLERIA MEMOLI ARTE CONTEMPORANEA, Milano
- GALLERIA OLTREMARE, Livorno - GALLERIA PASSEPARTOUT,
Bari - GALLERIA POLIN, Treviso - GALLERIA RUSSO, Roma
- GALLERIA SANSONI, Pavia - GALLERIA VIA TOMMASEO 32,
La Spezia - GALLERIA ZAMENHOF, Milano - GALLERIA WEB ART,
Treviso - GIO’ ART, Lucca - GIOVANNI DI SUMMA Archivio
Antonio Corpora, Roma - GNALI ARTE, Verolanuova (BS) -
GRECO ARTE, Fucecchio (FI) - GRUPPO PETIT PRINCE, Gragnano
(NA)- Ravello (SA) – Bergamo - IDEARTE, Gessate
(MI) - IL SIPARIO, Parma - IMAGO ART GALLERY, Londra –
UK - IN DOOR ART GALLERY, Marina di Carrara (MS) - KEN’S
ART GALLERY, Firenze - L’ARIETE ARTECONTEMPORANEA,
Bologna - LA TELACCIA BY MALINPENSA, Torino – LODI
ARTE, Parma - LOFT GALLERY, Corigliano Calabro (CS) -
MAINART, Baden-Dättwil (Svizzera) - MAISON OLIVIER,
Parma - MARTINA ART GALLERY, Torino - MIRO’ GALLERIA
D’ARTE, Teramo - MOdenArte, Modena – Iseo
(BS) – Boca Raton FL (USA) - MONTECCHI ARTE, Grosseto
- MUSEO BRUNORI, Bertinoro (FO) - MY ART, San Vittore
Olona (MI) - NEOARTGALLERY, Roma - OPEN ART, Prato - OUT
ARTE, Mestre (VE) - OVERLOOK AGENZIA D’ARTE, Quarrata
(PT) - PAOLA RAFFO ARTE CONTEMPORANEA, Pietrasanta (LU)
- PONT AVEN, Suzzara (MN) - PROGETTO ARTE ELM, Milano
- PROPOSTE D’ARTE, Legnano (MI) - PROPOSTE D’ARTE
CONTEMPORANEA, Pietrasanta (LU) - PROSPETTIVE ART EXHIBITION,
Conegliano (TV) - QUESTARTE – Progetti per l’arte,
Venezia - RA GALLERIA D’ARTE, Milano - REARTUNO
STUDIO Arte Contemporanea, Brescia - RESTARTE, Bologna
– S&G ARTE, Biassono (MI) - SALONE D’ARTE
CONTEMPORANEA, Trieste - SAN GALLO ART STATION, Firenze
- STUDIO AMBRE ITALIA, Nibbiola (NO) - STUDIO D’ARTE
MES3, Livorno – STUDIO LA MARGHERITA, Roma - STUDIO
PIVUELLE ARTE, San Giovanni Valdarno (AR) - TAP GRAFICHE,
Poggibonsi, (SI) - TORNABUONI ARTE, Firenze - VALENTE
ARTECONTEMPORANEA, Finale Ligure (SV) - VITRIUM, Populonia
– Piombino (LI)
RIVISTE – PERIODICI – EDIZIONI D’ARTE
Art Shop Magazine, Milano - Artein - Edizioni d’Arte,
Venezia - Mestre - Con-fine Edizioni, Monghidoro (BO)
- Contemporart - Edizioni Ghirlandina, Nonantola (MO)
- D’Ars, Milano - Editrice Acca in… Arte,
Roma - Edizioni S.E.B – Mazzotta Milano, Antegnate
(BG) - Effeci Edizioni d’Arte, Casalpusterlengo
(LO) - Franco Rosso Editore, Trieste - Il Candelaio Edizioni
- Eco d’Arte Moderna, Firenze - Images Art &
Life – Edizioni d’Arte, Modena - L’urlo
– I sensi dell’Arte Trimestrale di Arte e
Cultura Dimar Group Editore, Giulianova (TE) - Punto d’Incontro,
Lanciano (CH) - www.archivioartisti.it, Treviso
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Il Salone
d’Autunno, per sua finalità costitutiva e
collocazione temporale, è una vetrina aperta a
uno sguardo retrospettivo sui risultati dell’anno
in corso che, per molti operatori dell’arte, come
del resto per quelli di tutti i settori “produttivi”,
è stato piuttosto difficile per un clima generale
di stagnazione e per orizzonti di prospettive quanto mai
incerte. Se si volesse considerare il grado di vitalità
che la rassegna contiene e questo fosse un segno profetico,
rappresentativo di prossime, più generali condizioni,
potremmo azzardare una previsione di rapida uscita dalla
crisi che ormai da qualche anno attanaglia lo scenario
italiano e internazionale. Infatti la rassegna consente
di cogliere numerosi spunti beneauguranti in opere che
sono vere e proprie finestre sull’interiorità
di autori impegnati a misurarsi sulle potenzialità
espressive del disegno, della stesura, dell’inserzione
materica, della combinazione cromatica, dell’allusività
formale, dello scansione geometrica di uno spazio mentale
e fisico, della figura come involucro di una profonda
e stratificata concettualità, dello sfaldamento
dell’immagine nell’indistinto di un’astrazione,
capace di racchiudere molteplici potenzialità interpretative.
In tutto in un mosaico d’emozioni dove si “muovono”
molteplici tessere, sollecitazioni forti a riflettere
sui segnali emblematici di cui sono generose: il risultato
è un’ampia mappa (che non vuole assolutamente
incarnare la pretesa di rappresentare con completezza
l’esistente) di tensioni intellettuali, di modalità
d’approccio all’esigenza narrativa e poetica
della realtà; e nella varietà di proposte
si segnalano quelle che paiono limitarsi a carpire una
fuggevole traccia, un sussulto dell’anima, un turbamento
dentro la visione, qualcosa di esile che si incarna in
una pellicola di colore appena velata; ci sono poi opere
che in forma vibrante cercano di fissare il fremito di
un’idea che si quantifica visivamente, accendendo
possibilità di sintonia con il fruitore. A questi
si aggiungono quadri in cui la definizione di oggetti
e presenze immediatamente leggibili non esaurisce la carica
significante, ma la protende fino all’ambito governato
dalla logica del simbolo. Diversi autori partecipanti
all’evento hanno una larga consuetudine con i mezzi
della tecnologia più aggiornata, eppure domina
il gusto per una pratica della pittura e della scultura
che si confronti con le regole dello spazio bidimensionale
e tridimensionale in un impatto diretto con la necessità
di esprimersi sul piano visuale senza la mediazione o
l’apporto digitale e telematico. Il che non vuol
dire che il ricorso ai mezzi tecnologici (che spesso rischia
di essere una scorciatoia per saltare i passaggi obbligati
dei requisiti tecnici fondamentali) non sia un mezzo lecito
nella pratica artistica, anzi, è un ulteriore elemento
di seduzione quando lascia trasparire con chiarezza che
è il valore intrinseco dell’artista a dominare
le qualità della “macchina”.
Nella circostanza Trieste dimostra ancora una volta una
capacità notevole a farsi osservatorio e centro
di elaborazioni artistiche che, anche quando sono captate
dai segnali del panorama internazionale, possono assumere
determinazioni di assoluto pregio e sicuro margine di
originalità. Come nelle precedenti edizioni del
Salone, la compagine di partecipanti indica una marcata
diversificazione anagrafica e una dilatata gamma di stili,
una gradazione qualitativa - naturale in un’aggregazione
così numerosa – che giunge fino a esiti di
sicura personalità poetica ed evidente spessore
artistico. Chi visita la mostra e guarda in sequenza queste
opere vede scorrere tanti motivi ed esperienze che, in
qualche modo, cominciano a restituire una sorta di mappa
di gran parte del lavoro di autori operanti in quest’area
che ha, a buon diritto, Trieste come suo centro. In tal
modo il repertorio di realizzazioni pittoriche e scultoree
che animano gli spazi della Sala Veruda a Palazzo Costanzi
costituisce una confortante prova di vitalità del
mondo creativo triestino e delle regioni che toccano i
territori di Austria, Croazia e Slovenia.
Enzo Santese
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Dante
Pisani | Parole
Gorizia – Galleria d’Arte “La Bottega”
– Via Nizza 4
25 settembre – 14 ottobre 2010-09-27 Roberto
Ambrosi presentando la personale di Dante Pisani alla
“Bottega d’Arte” di Gorizia parla di
“Technè” e di “Koinè”,
intendendoli i due temi principali dell’opera dell’artista.
Due termini per sintetizzare la riflessione di un’intellettuale
sensibile alle problematiche attuali, che sa creare forme
dall’intensità cromatica e dal segno raffinato,
per denunciare le laceranti contraddizioni di una civiltà
che nella esaltazione e nel distratto interesse per sé
e per gli altri crea e anzi alimenta la sofferenza. Una
mostra di “criptoscrittura” intitolata “Parole”
che ci rimanda all’”uomo di parole”
di Hagege: l’uomo occidentale con un comune retaggio
storico e antropologico, la cultura che ha creato, le
divisioni e anche il potenziale in grado di abbatterle
in nome di un amore né banalizzato né utopistico.
La sintesi di Pisani abbraccia le arricchenti diversità
degli alfabeti, e nelle sue opere troviamo le lettere
delle antiche scritture del Mediterraneo: il latino, il
greco, l’aramaico, il glagolitico, al fine di ricomporre
un testo che salda la comunità umana nella visione
di un progetto di convivenza e nuova consapevolezza.
Dante Pisani è nato a Muggia
nel 1924, vive ed opera a Trieste. Ha allestito una cinquantina
di Mostre personali, in Italia e all’estero (Tolosa,
Biarriz, Buenos Aires, Vienna, Salisburgo, Budapest) e
nel contesto degli scambi culturali internazionali è
stato invitato ad allestire una sua personale a Lubiana
nel 1971 e a Sanagòtarjan, in Ungheria, nel 1997.
Il regista E. Svigelj ha realizzato un cortometraggio
sulla sua attività artistica, mentre lo stesso
Pisani ha sperimentato nuove tecnologie espressive con
la cinetica filmica e il modulo sperimentale delle immagini
diapositive in dissolvenza incrociata. Ha collaborato
con il registra austriaco Axel Corti per la realizzazione
del film “Gli emigranti”. Ha partecipato su
invito ad importanti Rassegne d’arte quali (tra
le tante) la Terza Biennale Citta di Caorle, la Triveneta
di Padova, il Premio Internazionale Jean Mirò di
Barcellona, la Rassegna di Arti Figurativa e di Architettura
della Venezia Giulia e della Venezia Tridentina di Roma,
il XIX Festival di Spoleto, “Trieste nel ‘900”
del Centro Friulano di Arti Plastiche di Udine.
Ha realizzato varie cartelle di incisioni; con Cernigoj,
Celiberti e Sormani ha illustrato un libro-oggetto sul
musicista futurista goriziano Silvio Mix; per L’Asterisco,
con Dugo e Spacal, ha illustrato una cartella dedicata
a “I Buddenbrooks” di Thomas Mann; ha realizzato,
come illustratore vari interventi editoriali per libri
e riviste.
Dante Pisani è stato, negli anni, Presidente del
Sindacato Autonomi pittori, scultori ed incisori di Trieste,
Vicepresidente del Circolo Culturale triestino Il Carso,
componente del Curatorio del Civico Museo Revoltella di
Trieste. Attualmente fa parte della Commissione per le
Gallerie d’Arte del Comune di Trieste ed è
Presidente del Centro Iniziative Culturali Z04.
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Arte, fotografia
e pittura all’ITIS di Trieste.
L’ITIS di Triste (Azienda pubblica di servizi alla
persona) apre le porte all’arte e coinvolge tre
importanti Associazioni: Centro Iniziative Culturali Z04,
Julit e Photo-Imago. L’iniziativa è stata
presentata giovedì 23 settembre con una cerimonia
nel corso della quale la Presidente dell’ITIS, Raffaella
Del Punta ha sottolineato come l’iniziativa rientri
in una filosofia dell’Ente di costante contatto
con il territorio, basato sulle porte sempre aperte, per
chiunque voglia visitare la struttura, la cui qualità
dei servizi è fonte di orgoglio per gli amministratori
e per la città. Ma la De Punta ha evidenziato anche
come l’iniziativa organizzata con le tre Associazioni
riempia di contenuti il termine di “solidarietà.
Infatti Z04 sta organizzando una pinacoteca all’interno
dell’ITIS che raccoglierà opere donate dagli
artisti e selezionate da Z04 che rimarranno di perpetua
proprietà dell’Ente; Juliet ha a sua volta
donato una serie di opere e allestito una Mostra (visitabile
fino al 6 novembre) del pittore Carlo Fontana e del fotografo
Luigi Toltoti; Photo-Imago organizzerà nello spazio
dell’ITIS di Via Conti (Galleria San Giusto) una
serie di Mostre fotografiche, la prima delle quali (visitabile
fino al 6 novembre) è dedicata ad alcuni celebri
e fondamentali protagonisti della fotografia internazionale
di questo ultimo secolo. Franco Ross, Vicepresidente di
Z04, presentando l’Associazione ha illustrato la
mission del Centro Iniziative che punta alla promozione
e alla diffusione della cultura della creatività
attraverso tre appuntamenti oramai rituali: l’Ex.tempore
di aprile dedicata ai ragazzi; l’Ex_tempore internazionale
organizzata con il Circolo Marina Mercantile in occasione
della regata della Barcolana; il Salone d’autunno,
ospitato ogni ottobre a Palazzo Costanzi.
Rosso ha pure presentato gli artisti che hanno donato
il primo gruppo di opere che andranno a formare la pinacoteca
dell’ITIS: Franca Batich; Ferruccio bernini; Tullio
Clamar; Piero Conestabo; Gulatiero Cornachin; Elsa Delise;
Annamaria Ducaton; Aldo Famà; Paolo Guglielmo Giorio;
Enzo Marsi; Dante Pisani; Bruno Ponte; Claudia raza; Loredana
Riavini; Franco Rosso; Tulio Sila; Claudio Sivini; Desiderio
Svara; Bruno Tommasini; Livio Zoppolato.
Maria Gabriella Ferrazza
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Franco Pace
ritorna al Salone degli Incanti dell’ex Pescheria
di Trieste. Ad un anno di distanza il celebre fotografo
triestino ritorna ad esporre le sue fotografie dedicate
al mare e alle barche a vela, ma questa volta non lo fa
da solo: con il titolo “I disegni del mare”
la rassegna propone le fotografie di Pace abbinate alle
barche da lui immortalate, con immagini progettuali e descrizioni
costruttive.
La rassegna è per certi versi didattica, ma è
soprattutto una esposizione di grande atmosfera dove protagoniste
sono le linee, le sezioni, i disegni, alcuni modelli d’epoca
di barche a vela: accumunati dalla passione sono presenti
progettisti di importanza internazionale e nuovi giovani
design, per sottolineare una finalità di questa Mostra
che è anche quella di proporre ai giovani mestieri
e attività che richiedono studi ed esperienza ma
che propongono un impegno affascinante e suggestivo. L’Assessore
alla cultura del Comune di Trieste, Massimo Greco, inaugurando
la rassegna, ha sottolineato come questa iniziativa rientri
nel mosaico di proposte e di eventi destinati a focalizzare
l’attenzione sull’economia del mare e sulle
attività ad esso collegate che Trieste giustamente
sta riscoprendo aggiornando e valorizzando. Il quadro proposto
all’ex Pescheria è ricco di stimoli e di informazioni,
esibendo modelli storici e altri supertecnologici, coniugando
il sapiente uso del legno con i più moderni materiali
supertecnologici, il tutto reso indimenticabile dalle fotografie
di Franco Pace.
La mostra resterà aperta fino al 24 ottobre p.v.
tutti i giorni feriali e festivi. Con orario 10 –
21: da venerdì 1 a domenica 10 ottobre 2010. Nella
settimana antecedente La barcolana l’orario di apertura
serale sarà prorogato fino alla 24.
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Dal 22
agosto al 12 settembre 2010
L’ASSOCIAZIONE CULTURALE TRIESTINA LINEA D’ARTE
PRESENTA AD AURONZO UNA MAXI COLLETTIVA CON 120 OPERE
Grazie alla collaborazione con l’Assessorato alla
cultura del Comune di Auronzo di Cadore l’Associazione
Culturale Triestina Linea d’Arte ha organizzato
presso la Sala Esposizioni del Palazzo municipale di Auronzo
una maxi collettiva con 120 opere tra disegni, dipinti,
grafiche e sculture.
La mostra verrà inaugurata domenica 22 agosto
alle ore 18.00 e sarà visitabile fino al 12 settembre,
tutti i giorni con orario 10.00-12.30 / 16.00-19.30.
Nella rassegna saranno presenti opere di Tristano Alberti,
Roberto Faganel, Elena Meneghini, Dante Pisani, Enzo Pituello,
Emilija Podjavorsek, Miler Ramirez, Claudia Raza, Federico
Righi, Franco Rosso, Tullio Sila, Renata Sirotich, Barbara
Tedesco, Bruno Tomasini, oltre ad altri artisti (anche
internazionali) che fanno riferimento a Linea d’Arte.
La rassegna propone un interessante mosaico dell’odierna
espressività artistica, attraverso artisti con
importanti curriculum espositivi e museali e che hanno
scelto un linguaggio autentico, senza cedimenti al sensazionalismo
e allo scandalismo, riconducibile nella rassegna a tre
aree estetiche: quella della visione, dell’interpretazione
e dell’immaginazione.
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Come il principe dei nembi
è il Poeta che, avvezzo alla tempesta,
si ride dell’arciere: ma esiliato
sulla terra, fra scherni, camminare
non può per le sue ali di gigante.
Baudelaire
Ci pare di vederlo, quest’elegante e un po’
malinconico signore, col suo cappello di Panama e il papillon,
mentre sogguarda il mondo intorno, da cui si distanzia
preferendovi una rallentata velocità, in un dialogo
costante con la pulsione dei propri segreti moti interiori.
Vi è chi vive la dimensione della poesia come un
abito che gli è proprio: lo riconosciamo, allora,
quest’albatros capace di metterci a disagio e di
farci specchiare nella nostra prosaica, banale metabolizzazione
di ciò che il nuovo giorno ci ha portato e in cui
abbiamo sapientemente, come un esercizio, anestetizzato
la gioia e il disagio. I versi che egli lascia sulla carta,
così essenziali da dipanarsi talvolta in brevi
ellissi, fissano istanti di luce ed ombra, bellezza e
stridore. Ma, modernissimo figlio del suo secolo, ecco
che kafkianamente descrive la malattia di piccole ossessioni
amplificate, dove la solitudine permea i semplici gesti
che segnano il tempo che passa e non rassicurano, se non
fittiziamente. L’albatros è prigioniero delle
pareti di casa e nella conta maniacale della scansione
del tempo, dei gesti e di fastidiosi abitatori, non offre
soluzioni, rinunciando a farsi taumaturgico o pedagogico;
solamente gli importa il vissuto che, non trovando scampo,
aliena e rinserra, facendogli sbattere le ali tra mura
domestiche da dove il cielo e il mare rimangono impossibili
voli da praticare. Ma noi, che sempre andiamo cercando
di decifrare una lezione, che cosa avremo imparato da
lui? Forse, ad accogliere l’albatros tra noi, in
noi, e a lasciarlo volare.
Roberto Ambrosi |
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La mia
Africa
Il titolo potrebbe far pensare ad un reportage, ma Barbara
Tedesco l’ha scelto per la sua Mostra personale
a Villa Prinz pensando sicuramente a un riferimento geografico
e culturale, ma soprattutto per introdurre una riflessione
che nasce più dall’immaginale che dall’immaginario.
L’Africa comunque c’è. Separando la
civiltà egiziana, etiopica e arabo-islamica, l’espressività
artistica del continente africano si è declinata
(in massima sintesi) nella scultura dei Negri e nella
pittura dei Boscimani. A questa ultima fa riferimento
il lavoro della Tedesco, nel vivace realismo e nel senso
del movimento che caratterizza la rappresentazione delle
figure reali o fantastiche, le scene, i riti, le danze.
Un modo di dipingere che coniuga espressionismo e verismo,
che tende a rappresentare la figura umana con grande sintetismo,
fino a giungere ad arbitrarie stilizzazioni. L’organizzazione
del quadro è a macchie, con una sua forza tragica
e visionaria che si traduce in una espansione emozionale,
dove il dolore, l’angoscia, l’esaltazione,
si coniugano con grande intensità. I ritratti,
in particolare, alludono alla scultoreità nelle
forme angolose, affidando l’espressività
al gesto pittorico e percorrendo una dialettica linea-superficie
che porta a una crescente semplificazione e astrattizzazione
dell’immagine. In questo contesto il colore viene
liberato dalla sua funzione d’identificazione di
un disegno e viene trattato da Barbara Tedesco per se
stesso, affidandogli una funzione di trasmutazione del
reale in grado di rendere l’immagine vera ricca
di spiritualità.
Barbara Tedesco espone da dieci anni con mostre personali
e collettive, guardando ad artisti come Munch, Schiele,
Kokoschka: dedica il suo lavoro alla figura umana e in
particolare alla rappresentazione dei bambini. Con questa
rassegna, la Tedesco, fa un passo avanti, proponendo attraverso
il riferimento africano e una nuova stilizzazione le sue
inquietudini personali, creando delle visioni dell’
“immaginale”, dei paesaggi dell’anima
che non sono tanto la copia di scene terrestri ma la figurazione
spirituale di idee, di riflessioni, di una ricerca per
condurre l’anima verso la saggezza. In un’epoca
che oscilla tra il culto del progresso, le esperienze
di decadenza e che ha comunque smarrito molta della sua
credibilità, la Tedesco sembra invitare il fruitore
dei suoi quadri a riprendere contatto con la madre terra
proprio attraverso queste immagini “africane”:
quasi un invito a lasciarsi tentare da una via alternativa,
che va oltre, che riscopre natura e naturalezza, che fa
sua la partecipazione sensoriale, mirando a una nuova
pace interiore che la contemporaneità di oggi sembra
precludere, sviare o pervertire.
Franco Rosso
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ARTEPRIMANEWS
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